Lettera a mio padre

Ciao Papà. So che non mi senti più, che non puoi ascoltarmi nè vedermi più. Eppure voglio fare finta di parlarti, oggi. Sapendo che parlo a me stessa o a questo bizzarro pubblico virtuale. Volevo dirti, papà, che sto imparando tanto andando avanti con gli anni. Il mondo non è sempre così bello come tu mi hai insegnato e oggi capisco perché volevi starmi sempre accanto per proteggermi. Forse tu lo sapevi che il male si nasconde dietro ogni angolo , che nella vita non sempre hai quello che meriti, che la vita stessa a volte è ingiusta e ti regala sofferenza e forse non hai voluto dirmelo chiaramente perché non volevi spaventarmi e ti limitavi ad evitarmi di trovarmi faccia a  faccia con le brutture come e quando potevi. Poi tu te ne sei andato via e con te la metà del mio sostegno , del mio conforto, della mia forza. Adesso c’è mamma, ma anche lei da quando non ci sei più tu, è un po’ “a metà”. E da quando non ci sei più, la vita, insieme a grandi gioie mi ha dato anche tanti e gravi dolori. E anche tante lezioni. Ultimamente sai che cosa ho imparato, papà? Di solito ci insegnano che dobbiamo ringraziare chi ci fa del bene. Io adesso so che dobbiamo anche ringraziare chi ci fa del male. A ben guardare, Papero, sono in minoranza. Se vado a ritroso con la memoria e arrivo fino ad oggi, sono pochi quelli che mi hanno regalato solo male. Alcuni li hai conosciuti e li hai vissuti anche tu, altri hanno attraversato solo la mia vita. Però bisogna dire grazie a loro quanto ai “buoni”. Sai perché, papà? Perché mi hanno insegnato come e cosa non voglio essere e mi fanno apprezzare chi è positivo e generoso. Perché mi hanno insegnato che c’è gente che soffre davvero tanto più di me (solo questa può essere  la giustificazione alla cattiveria) , mi hanno insegnato che dietro alla tracotanza, alla aggressività, alla prepotenza si nasconde tanta debolezza. Mi hanno insegnato la pietà, la carità e, spero di arrivarci presto, anche la capacità di perdonare. Quella ci hai provato pure tu ad insegnarmela, papà, ma la vita è una maestra più severa e mi sta facendo sforzare di fare del mio meglio. Mi hanno insegnato a pregare per loro, oltre che per me, perché se solo riuscissero a cambiare quanto sarebbe più bello il mondo! Tranquillo papà: non riusciranno mai a farmi diventare altrettanto cattiva, mai disonesta, mai sleale. Piuttosto imparo a difendermi, ma i valori che mi avete trasmesso tu e mamma…quelli no, non me li toglierà mai nessuno. Spero che, se fossi ancora in vita, saresti fiero di me. Questo è un buon motivo per rimanere sana dentro, come tu mi hai insegnato. Ciao , Papero.

©riproduzione riservata

image

2 commenti su “Lettera a mio padre”

Lascia un tuo pensiero!