Oltre lo sguardo…

Guardare- sostiene Bachelor-  invece di permettere alla presenza dell’oggetto di espandersi nella nostra coscienza, lo delimita e lo immobilizza. Un giorno, nella mia vita, ho scoperto che anche il buio può essere rilucente. Lui mi ha convinto, con non poca fatica, a bendarmi, ad entrare nel suo buio e ad essere io per una volta quella che si affidava a lui. Man mano che la vista si spegneva, togliendomi il controllo della situazione, sono caduta in uno stato di grande agitazione, costretta com’ero a rinunciare ai miei abituali punti di riferimento che mi facevano sentire al sicuro.  Mentre mi abituavo al pericoloso buio che fin da bambina mi aveva spaventato, lui mi ha introdotta su una via nuova, quella in cui ero obbligata ad abbandonare le mie fragilità, a contare su altri sensi, e soprattutto a consegnarmi ad un altro. Ho dovuto rinunciare al ruolo, che mi calza come un abito cucito su misura, della persona forte e sicura, che sostiene, soccorre e sorregge gli altri. E pian piano il buio si è illuminato, pur rimanendo nero. Ho iniziato a sentire. Ho sentito suoni nuovi, a cui prima non porgevo l’orecchio. Ho percepito per la prima volta lo spazio intorno a me come qualcosa che mi avvolgeva, che aveva una sua reale consistenza, che mi insegnava a muovermi. Ho udito le voci degli altri che non erano più inutile chiacchiericcio, ma divenivano indizi importanti per la mia sicurezza. Ho avvertito il suo tocco, mentre mi conduceva e mi istruiva a procedere in quella oscurità a me ignota. Tutto, ogni particolare, ha assunto una dimensione diversa, ha acquistato un senso nuovo, mentre lui mi rassicurava con garbo e dolcezza.

E così ho compreso che si può e si deve ancora riuscire a fidarsi di qualcuno. “Oltre lo sguardo”……

cioco

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