Allah akbar

Male che fa male. Dolore infondo all’anima e rabbia nel cuore. Di fronte a tragedie come quelle di questi ultimi periodi non si rimane indifferenti. Muoiono padri, madri, figli.

Allah akbar. Dio è grande.

Come possono parole dosì belle diventare un grido di terrore e di morte? Non potremmo provare a contrapporre con fermezza e convinzione un Dio diverso da quell’immagine distorta e malata di chi di uccide e fa morire gente innocente, seminando dolore e paura? Perchè contro chi urla “Allah akbar” non si può rispondere con una preghiera “sana”, una preghiera di amore?

Forse perchè in questa società degli eccessi contro chi semina terrore gridando il nome di Dio c’è chi tiene al buio al sua Fede, se ne vergogna per il timore di essere deriso, di essere considerato bigotto, ignorante, ingenuo.

Ho sempre sostenuto che di fronte ad un simile orrore bisogna rimanere in silenzio. Oggi credo sarebbe più utile diffondere Fede e preghiera, come una epidemia, un contagio.

Quando mi sono abbattutta per le brutture della vita mi hanno detto : “Non ripartire da Dio, riparti dall’IO”. Ho imparato che IO e DIO coincidono, sono inscindibili. E che IO non può bastare.

Io credo in Dio e ne sono fiera. Perchè, nonostante la vita mi prenda a schiaffi e il terrore mi circondi, ho conservato la capacità credere in qualcosa di buono. Perchè questo mi dà una marcia in più: la speranza e la certezza che il male cesserà; che non ci sarà una fine ma un meraviglioso inizio.

Credo in Dio e sono contenta perchè mille volte sono caduta e mille ancora cadrò, ma c’è chi mi risolleverà.

E perchè so che, anche grazie alla mia preghiera e a quella di chiunque si unisca, Dio darà pace e consolazione.

Dio è Grande. Ma davvero.

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Dio

 

2 commenti su “Allah akbar”

  1. Cara Marisa, anche io sono un credente… forse indegno ma credente, con tutti i miei difetti di uomo, con le mie debolezze con i miei affanni. Eppure ho fede e, so per certo che Dio esiste e la preghiera è il modo di colloquiare con Dio.
    Chi oggi uccide al grido di “Dio è grande” non è un fedele ma un povero iracondo che ha perso il lume della ragione, ma è anche figlio di coloro che furono uccisi in nome del Dio a cui io credo.
    Non è dunque il pronunciare quella frase in arabo, in aramaico antico o in latino che fa la differenza…. La differenza sta nell’anima e nella mente degli uomini di buona volontà.
    Ma chi ha buona volontà? Dio mi perdoni, ma credo che siano in pochi, soprattutto in questi ultimi anni… Non voglio essere blasfemo ma a volte sarebbe bene guardare anche che cosa c’è nei nostri occhi prima di giudicare la pagliuzza nell’occhio del prossimo.
    Un abbraccio!

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