Cave canem

Domenica mattina della vita ante canem: ti svegli con comodo, stai dieci minuti in più nel lettone, ti stiracchi, ti ristiracchi, controlli il telefono per verificare eventuali messaggi, affondi la testa nel cuscino, ti metti a pensare al nulla con gli occhi sbarrati nel buio della camera. Quando riemergi dal sopore fai colazione, ti gusti il caffè con calma, ti crogioli sul divano.

Vita cum cane: non sono neanche le sette del mattino e ti senti solleticare la faccia. Apri gli occhi, anzi uno, e trovi un muso peloso quasi attaccato alla tua faccia,con uno sguardo  che sembra dirti: “Wè, stamattina non ci si alza? Son le sette, sai?” lo spingi via e gli dici di andare da “papà” – che tanto lo sai che ti solitamente ti porta lui!- Il peloso quadrupede ha, però, un tale timore reverenziale per l’uomo di casa che non gli si avvicina se non dopo che quello è già sveglio da un quarto d’ora, fosse anche mezzogiorno e insiste conficcandoti le unghie sul braccio,  finché…via! Rassegnata, ti alzi e prima cosa riempi la sua ciotola, fai colazione veloce, mandi un giù un caffè perché hai paura che la sua vescica stia per esplodere, ti vesti alla meno peggio, vai per strada. Non importa se piove, se fa freddo, se ci sono 45 gradi all’ombra, tu, occhi gonfi e metà neuroni addormentati, vaghi come un fantasma nella via deserta e attendi la sua pipì e la sua cacca, lasciandoti trascinare più che guidandolo.

Quando ogni bisogno è esaurito, rientri a casa e sogni di tornare a letto “solo altri dieci minuti”, ma non fai in tempo ad entrare in camera che lui ha già in bocca la sua pallina e la sua coda scodinzolante di dice che oramai non è più ora di dormire! Tiri lontano la palla, lui la riporta e continui così per quindici minuti buoni, giusto il tempo necessario perché il tuo cervello si svegli del tutto. Però, accidenti, ai tuoi minuti di relax sul divano non vuoi rinunciare. Ti siedi in silenzio, sempre con il nulla in testa e lui ti si accoccola vicino, ti guarda con due occhi così pieni di amore e gratitudine che ne passeresti altre mille di domeniche mattina insonni, pur di averlo vicino e sentirti amata così. Gli sorridi e lo accarezzi sulla testa, fra le orecchie come piace a lui e gli sussurri, chi se ne frega se ti capisce o no, “Grazie, Jack…grazie di esistere”….

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4 commenti su “Cave canem”

  1. Che dire? Un bell’omaggio a chi cura meglio delle persone il rapporto con il suo bipede.
    Gli animali, a volte, hanno una sensibilità che manca agli umani, e sanno dare tanto affetto in cambio di poco. Una carezza sulla testa, un biscottino, un regalo di cinque minuti di vita per giocare insieme.
    Non sempre è così, ma il più delle volte, quando le cose vanno storte è nel bipede che bisogna trovare la causa

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