Ciao Cucì…

Il loro matrimonio, il primo che ricordi nella mia famiglia, fu una vera festa per me. Non avevo mai visto sposa più bella e quell’uomo, venuto a rubare un po’ di spazio nella vita, faceva ridere ed era simpatico. Da quel matrimonio sono nate due delle persone a cui voglio più bene in assoluto, quelle che sono state “chiddi nichi” a prescindere dall’età, finchè non è arrivato qualcuno che per forza di cose è diventato il piccolo della famiglia.

Lui appariva sempre un po’ burbero, un uomo vecchio stampo, di quelli che vivono forte il pudore dei sentimenti. Ma portava allegria, era prodigo di consigli e, quando poteva, non si tirava mai indietro se avevi bisogno di una mano. Adesso che son sola ad immaginare una morte che non mi sembra vera, perchè la distanza non mi permette di racchiuderla in una cassa e in un funerale, le uniche immagini che ho nella mente, negli occhi e nel cuore sono immagini di vita, di gioia, di serate in compagnia, di barzellette, di cene.

Le “briscole in quattro”, il bocchino con la sigaretta fra i denti, le riviste scientifiche a portata di mano e i calzini bianchi che non toglieva neanche d’estate. La cipolla che non doveva esserci, nei suoi piatti, il forno a legna che accendeva per metterci dentro il pane fatto in casa.

La sua laurea in Legge, di cui non parlava mai e la sua passione per l’archeologia con cui ha cercato di contagiare me e che ha trasmesso pari pari a sua figlia.

E il suo orto, i peperoncini che mi ha regalato e che ancora condiscono i miei piatti, i semi di zucchina per fare i tenerumi che proprio in questi giorni hanno dato i loro frutti.

38 anni di immagini.

Mi manca il saluto finale.

Ogni vita è uno spettacolo e stanotte un altro sipario è calato.

Ciao, cucì…..

porta

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