Forse Cristo non è morto a Fermo.

Forse Cristo non è morto a Fermo.
Forse se la vittima non fosse stata di pelle nera e l’omicida di pelle bianca saremmo stati più cauti nei giudizi e più attenti a sparare sentenze.
Forse se colui che ha sferrato il pugno non fosse stato un pregiudicato (“Ultrà” a me dice poco) avremmo atteso a condannarlo.
Forse noi italiani, con a capo i nostri degni rappresentanti, dovremmo davvero vergognarci di essere come siamo.
Siamo un popolo di razzisti. Non solo rispetto al “diverso”. Siamo peggio, siamo intolleranti fra di noi. Diciamo di lottare il pregiudizio e scadiamo nei più miseri luoghi comuni.
Se non fossimo stati razzisti, se avessimo avuto una mente aperta, se avessimo davvero considerato ogni uomo uguale all’altro, avremmo aspettato di capire, di sapere, prima di decidere che un santo era stato sacrificato e un carnefice andava condannato. Se la vedova mostrata dai mezzi di informazione piangente e disperata, fosse stata bianca come noi, avremmo concesso all’assassino un briciolo di beneficio del dubbio.
Lo facciamo sempre. Lo abbiamo fatto anche in omicidi molto più efferati.
A Fermo non è morto Cristo.
Ma adesso, come allora, il popolo ha scelto Barabba. Si è alzato lo stesso grido unanime: “Crucifige! Crucifige!” E in testa al popolo, “paradigma della massa manovrabile”, c’erano loro, i “pezzi grossi” dell’epoca, Caifa, il Sinedrio.
I nostri rappresentati, i rappresentati del popolo italiano, hanno portato il loro cordoglio, mesti e col capo cosparso di cenere ad una donna che, mentendo, ha fatto “crocifiggere” (almeno mediaticamente) un loro cittadino. Prima di sapere la verità, prima di un processo, prima ancora delle indagini, loro avevano deciso chi era la vittima e chi il carnefice, in un grande esempio di “democrazia”.
Un po’ sono indignata, un po’ mi vergogno di essere italiana, un po’ sono dispiaciuta.
Ma sono sollevata dalla certezza che, alla vera resa dei conti, non ci saranno processi in tv, su facebook, sui giornali politicizzati e corrotti e che non sarà il popolo, cieco e manovrabile a dover decidere chi si salverà e chi no.

Crucifige

Un commento su “Forse Cristo non è morto a Fermo.”

  1. Non mi piace questo gioco per cui la morte diventa motivo di analisi politica.
    Francamente trovo di cattivo gusto fare l’analisi logica di dettaglio ad eventi di questo tipo con l’unico scopo di portare fuori la “verità” che in generale andrebbe definita “La verità che ci piace”.
    Nel caso della vicenda in particolare ho notato (ma non è la prima volta) che gli sforzi della gente, prima che della magistratura sono tesi a questo obbiettivo e la soddisfazione non è quella di trovare chi ha mentito o chi ha ucciso… La soddisfazione è trovare che il “diverso” è colpevole di qualunque cosa.
    Hai ragione Marisa, tutta questa bagarre non sarebbe successa se i contendenti fossero stati entrambi bianchi (come non è mai successo).
    Comunque Cristo non si è morto a Fermo.
    Sono gli uomini che si sono fermati sulla soglia del’intelligenza, del buon senso, e del sentimento cristiano. Oltrepassare questa soglia chiarirebbe molte cose che adesso ci sono oscure, ma nessuno ha voglia di andare avanti.
    Buon venerdì!

Lascia un tuo pensiero!