Quando il ginecologo è eccentrico

Noi donne affette da endometriosi abbiamo dovuto, per forza di cose, superare vergogna e pudore.

Il giro presso i diversi ginecologi incomincia prima che tu sappia di che cosa soffri, e siccome generalmente non ci azzecca nessuno e tu continui a star male, metti in atto un vero e proprio pellegrinaggio da uno studio all’altro.

Spesso te la guardano uno alla volta, ma capita anche che l’esibizione della “passerina” sia a beneficio di più astanti. Se entri in una clinica universitaria questo diventa un fatto certo. Tante volte mi sono trovata in quella posizione poco simpatica per una donna, con la luce puntata proprio lì e una decina di persone che ci guardavano dentro incuriositi. Si davano proprio i turni: “ok, adesso vai tu”, “io ho fatto” e cose del genere. A me è capitato che il Professore, chiedendomi nei casi più fortunati il permesso, abbia deciso che, dopo di lui, anche la sua studentessa preferita ci mettesse mano, ma arrivi al punto che ti abitui e pensi che basta che si arrivi alla conclusione “ok,fatedellamiapatatinaquelchevoletevoichiseneimporta”.

Se ci metti pure anestesisti, infermieri, operatori vari che incontri durante tutti gli interventi (che spesso non sono solo tanti, sono troppi) in cui devi per forza stare come mamma ti ha fatto, è necessario che abbandoni ogni pudore e cominci a pensare a lei come se non fosse tua.

In questo mio vagabondare da un ginecologo all’altro, parlo solo di questa branca altrimenti ne verrebbe fuori un libro, ne ho viste e sentite di tutti i colori. Non voglio parlare di diagnosi sbagliate, ammorbare con errori medici che manderebbero in depressione sia me che eventuali lettori, ma di atteggiamenti, di quelle che, a distanza di tempo, diventano davvero delle gags degne dei migliori comici.

IL GINECOLOGO ENTUSIASTA

Come quella volta che il medico, ad una visita di controllo, prima che avessi la diagnosi di endometriosi e dopo un intervento “in loco”, guardandoci dentro continuava a ripetere “meravigliosa…..stupenda…..fantastica…”. Dopo un primo momento di sbandamento, giuro, ho cominciato a montarmi la testa. “Cavolo- mi dicevo- se lo dice lui che ne vede tante, la mia deve veramente essere speciale”. Poi ho superato ogni pudore e mi sono azzardata a chiedere il motivo del suo entusiasmo: sapere che si riferiva alla ferita che si era cicatrizzata benissimo è stata un po’ una delusione.

IL GINECOLOGO  PROVOLONE

Poi c’è stato il medico provolone. Quello che ci dava un’occhiata veloce e dopo parlava per due ore e mezza per arrivare sempre alla stessa conclusione: “Vuoi venire a cena con me?” Io, che credevo che lui fosse uno dei migliori sulla piazza, per amore della mia salute declinavo gentilmente i suoi inviti di marito infedele (sì, era sposato il tizio) e continuavo a sottopormi alle sue cure (solo quelle mediche) che si sono comunque dimostrate fallimentari.

Abbandonato pure lui, dopo averci litigato di brutto quando è venuto a scusarsi per la mancata diagnosi che mi aveva portato sul limitar di vita, adducendo come giustificazione che aveva problemi familiari (e ti credo: ci provi con le pazienti),  dopo il mio primo intervento ufficiale di endometriosi sono andata in trasferta in una città vicina, su consiglio del chirurgo, e ne ho conosciuto un altro.

IL GINECOLOGO SIMPATICONE

Questo era il dottore simpaticone, quello che faceva le battute sull’ovaio scomparso (me lo avevano tolto poco prima nel corso dell’intervento) e che con un bastone in mano, mentre io ero sempre nella stessa posizione, mi faceva vedere gli esercizi che faceva per tenersi in forma: “Uno…due….Uno due….”.

In tutto questo ha scordato di avvertirmi che nonostante la puntura per indurre la menopausa avrei avuto comunque almeno un altro ciclo e quando è arrivato ho rischiato l’infarto pensando a qualche tragica conseguenza dell’intervento. Quindi, fra la sincope che mi ha fatto prendere e la sua inadeguata simpatia, ho mollato pure lui e sono passata ad un professore di quelli importanti, un primario col doppio cognome che già di per sé gli dava importanza.

IL GINECOLOGO SMEMORATO

Questo sembrava essere affetto da una sorta di amnesia “intermittente”. Se andavo allo studio privato e pagavo centinaia di euro mi accoglieva con un sonoro “Ecco la nostra famosa signora”; quando doveva ricevermi gratis in ospedale passavo da famosa a sconosciuta e dovevo faticare per farmi riconoscere. Dopo che mi ha portato in sala operatoria, mi ha preparata per l’intervento, e poi con un simpatico “abbiamo scherzato, non c’è posto per lei” mi ha rimandato a casa, con l’antibiotico già in corpo, allora ho pensato che neanche lui fosse quello giusto per me.

IL GINECOLOGO BISLACCO

Ma il più originale, il più bizzarro, il più bislacco (badate bene che sto usando eufemismi, ma nella mia testa le parole sono altre) è stato lui: l’inseminatore.

Sono arrivata allo studio con una mia amica; mi hanno dotato di elegante camice, perfino di babbucce, mi hanno fatto accomodare in una stanza tutta per me, con la massima discrezione ed è arrivato lui a visitarmi. Quindi solita chiacchierata post visita. Cito letteralmente il dialogo, perché, nonostante gli anni trascorsi non riesco ancora a dimenticarlo.

Dopo una disamina sull’endometriosi, comincia il suo strampalato discorso.

“Signora, lei ha l’endometriosi. Si sa che questa malattia si cura con le gravidanze (PS. Questa è la cavolata medica che ha sparato), quindi se vuole guarire deve rimanere incinta entro giugno.”

Prima guardo lui, poi comincio a guardarmi io: la pancia, le gambe…e chiedo “scusi dottore, dove ho segnata la data di scadenza?” E lui “ahahahchesimpatica”.

Allora gli faccio presente che dovremo trovare una cura diversa perché, in quel periodo, ero più o meno felicemente single. E lì comincia il delirio.

“Ma Signora! Non serve certo essere coppia per fare un figlio! Non è necessario il brividone, basta un brividino! Pensi, signora, che l’uomo è inseminatore per natura. Ha mai riflettuto sul fatto che la donna può fare un figlio ogni nove mesi e un uomo può ingravidare anche nove donne al giorno? -(Se ce la fa….aggiungerei io adesso..)- Non è necessario che l’uomo sappia fare la Critica alla Ragion Pura per fare un figlio!

Poi, signora mia, se non dovesse proprio trovare nessuno, io sono a disposizione.”

Per qualche secondo sono rimasta inebetita e senza parole, cosa che non è che mi capiti spesso. Quindi mi è venuta spontanea una domanda: “Dottore, mi scusi, ma l’eventuale prestazione è compresa nella parcella o necessario un extra?” Lui si è fatto una grassa risata. Io mi sono alzata, ho salutato, ho pagato e sono fuggita via, senza richiamare neanche per sapere l’esito del pap- test.

Sono scesa dalla giostra dei “ginecologi eccentrici” quando finalmente ho trovato professionisti seri, persone di cuore, che si sono occupate della mia malattia con coscienziosità e di me con umanità. Non hanno fatto, e non possono fare miracoli, ma almeno la parola ginecologo ha smesso di darmi l’orticaria.

Per la cronaca. L’inseminatore l’ho visto in tv qualche anno fa. Parlava di infertilità e diceva di poter risolvere il problema. Ho spento il televisore prima di scoprire come.

 

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