Uomini, sono con voi!

 

Sono una delle donne meno femministe che io conosca.

Non è una “malattia” (l’antifemminismo, intendo) che mi è venuta con il tempo, credo di esserci nata. È proprio un fatto esogeno.

La mia è una via di mezzo fra la sfrenata emancipazione /parità e un ritorno al passato.

Del resto a me pare inutile rincorrere una parità non prevista già dal momento della creazione: sarà per un fatto di forza fisica, sarà perché hanno caratteristiche fisiche diverse, ma uomini e donne sono differenti. E noi donne cadiamo in netta contraddizione quando proclamiamo la parità e poi carichiamo i nostri mariti con buste della spesa, quando pretendiamo che siano tanto galanti da aprirci lo sportello della macchina o attenzioni che a questo punto diventano totalmente anacronistiche.

Noi, o le donne diverse da me, proclamiamo la parità e poi ci rifacciamo le tette raccontandoci la bugia che lo facciamo per noi stesse quando l’unico vero obiettivo è attirare sguardi perversi e vogliosi di più uomini possibile! Se avessimo davvero fiducia in noi stesse, non avremmo problemi a farci accettare anche con un paio di tette piccole, puntando sulla personalità o l’intelligenza (per chi ce l’ha) e non avremmo bisogno di “quote rosa”, perché non accetteremmo un posto di prestigio solo perché ci spetta una percentuale, ma solo perché siamo persone valide e capaci. A me non importa chi mi comanda, se uomo o donna, purchè sia una persona in grado di farlo. Devono, le rappresentanti del gentil sesso, lottare e dimostrare di essere persone capaci come tutti.

Le donne non sono superiori agli uomini perché possono essere madri, non sono più intelligenti, non sono né più nè meno, in generale. Sono semplicemente diverse dal genere maschile, come il genere maschile, senza né merito né colpa, è diverso da loro. Le donne non sono speciali solo per il fatto di essere donne.

Tutto questo, però, non vuol dire che io sia una donna “contro” le donne, anche se sembra.

Per esempio, non sopporto che una donna non possa avere un contatto con un uomo, non possa dimostrargli il suo affetto, la sua amicizia, perché lui potrebbe sentirsi autorizzato a metterle le mani addosso. Non per un problema di parità, ma solo di umanità, di sensibilità. E mi ferisce che ancora ci siano uomini che se ti vedono sorridente nei loro confronti, se ti vedono affettuosa, magari solo perché sei una persona solare, si permettano di credere che sei disponibile. E anche se dovessero crederlo, per una incomprensione di fondo, nessuno li autorizza a non chiedere almeno il permesso prima di saltarti addosso mostrandoti attenzioni non solo non richieste ma anche inaccettabili!

Non accetto che alle donne sia preclusa la possibilità di lavorare perché potrebbero rimanere incinta, o che si manchi loro di rispetto sotto nessun punto di vista.

Non posso ammettere che un uomo si approfitti del fatto di essere più forte fisicamente per fare del male, in qualsiasi forma, ad una donna.

Per quanto detto, quando mi si accusa, in alcuni commenti ad certi miei articoli, di parlare solo delle donne (Donne che hanno sofferto, Donne forti, Il coraggio delle donne), un po’ mi vien da ridere.

Per quanto io possa conoscere l’animo umano, per quanto io possa provare a mettermi nei panni del “sesso forte”, volente o nolente, forse anche mio malgrado, io quello sono: una donna.

E ho fatto le esperienze di una donna, ho vissuto i guai di una donna; un po’ meno le gioie, ma in parte anche quelle.

Quando scrivo ci metto me stessa, ed io sono donna. Se volete me ne dispiaccio, ma questo non cambierebbe le cose.

Per il resto, sono solidale con gli uomini, almeno con quelli che lo meritano, li stimo.

A volte ne ho compassione, nei casi in cui li vedo messi all’angolo dalla prepotenza con cui il sesso opposto, noncurante delle loro esigenze, sgomita per rubar loro il ruolo che cercano di difendere.

Quindi, carissimi maschietti miei, qui di sessismo non se ne trova, né in un senso, né nell’altro.

Anzi, proprio perché donna, conosco tanto bene quello di cui noi femminucce siamo capaci e quindi potete, se lo meritate, trovare comprensione e affetto.

uomooo

 

5 commenti su “Uomini, sono con voi!”

  1. Una bella dichiarazione di intenti, Marisa, non c’è che dire. Solo su una cosa mi permetto di fare un’osservazione e non la faccio a nome di tutti i “maschietti”, parlo solo ed esclusivamente per me: non vi permettete, non ti permettere di provare compassione, non è questo ciò di cui ho bisogno quando soccombo schiacciato dalla “prepotenza del sesso opposto”. Le “femminucce” hanno gioco facile quando interpretano la disponibilità e la sensibilità come punti di debolezza sui quali fare leva piuttosto che fonti alle quali attingere per arricchirsi ulteriormente. E diventano forti con la (presunta) debolezza degli uomini che si trovano davanti. Che a questo punto diventano vittime dei propri errori, di aver riposto la propria fiducia in donne che non se la sarebbero meritata. No, grazie, niente compassione, per me, è di disponibilità che ho bisogno, magari anche di comprensione. E di affetto, certo, ma non un grammo di meno di quanto io sia disposto a dare.
    Grazie per il tuo post, ti abbraccio. Davide.

    1. Davide, io intendo compassione nel senso letterale del termine. Non è “pietà”, è “cum-patire”, “soffrire con”, é partecipazione alle sofferenze altrui. La compassione, come forse l’hai intesa tu ( perchè io non ho specificato e quindi ho dato luogo a fraintendimenti), quella la risparmio sia a te che ad altri…;-). Grazie, Davide. Un abbraccio.

      1. Sì, scusami, avrei dovuto essere più riflessivo. È solo che certi argomenti sono come un nervo scoperto, per me, mi metto subito sulla difensiva, anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Grazie per il chiarimento, per la tua disponibilità e per la tua intelligenza. Sono ciò di cui un uomo come me ha bisogno da donne come te. A presto, Davide.

Lascia un tuo pensiero!