Fra sabbia e ombrelloni

Corpi asciutti, fisici perfetti. Pelle abbronzata, lucida di olio, costumi sempre più sottili portati con una disinvoltura che farebbe invidia a Belen; addominali scolpiti che lasciano intuire mesi di fatiche in qualche palestra, occhi nascosti dietro occhiali da sole sempre più alla moda.
Io, al mare, mi sento un pesce fuor d’acqua (mai similitudine fu più inerente). È inutile che trattenga il respiro, è inutile che gonfi i pettorali. La pancetta coi suoi rotolini c’è e si vede. Il fondoschiena di quando ero ragazza non è più un’opera d’arte, e, se leggo o scrivo sugli occhiali da sole ho poggiati pure gli occhialini da presbite precoce.
Sto rigorosamente distesa, una mano la tengo sulla pancia per nascondere le cicatrici (autografi di Dio?) e mi rendo conto che il problema non sono gli altri, che fondamentalmente se ne fregano di me, dei miei chili di troppo, del mio ombelico martoriato e dei miei “sei occhi”. Il problema sono io che faccio fatica ad accettare di non avere più vent’anni, una menopausa indotta prima del tempo che mi fa sentire vecchia e che ha trasformato il mio corpo.
Perché noi donne ci teniamo, c’è poco da fare. Ci teniamo a star bene con noi stesse e non solo, a sentirci in forma, e accettiamo con difficoltà vedere passare gli anni sulla nostra pelle. Ed io, in questo momento, sto morendo d’invidia per la mia vicina di ombrellone, probabilmente della mia stessa età, che ha tre pargoli e un sedere che sembra scolpito. Ok, sposto gli occhi un po più in là, meglio fissare la ragazzetta che invece ha la metà dei miei anni e addosso il doppio dei chili…. Oppure faccio ancora di meglio. Spengo tutto e mi chiudo nell’unica palestra che posso permettermi: quella dei neuroni. Con il mio personal trainer preferito: il mio ultimo acquisto in libreria…..
PS. La sfilata pancia in dentro e petto in fuori fino a riva ve la risparmio……

3 commenti su “Fra sabbia e ombrelloni”

  1. Ciao Marisa, sai già come la penso su questo tema del fisico e della pancetta di troppo, quindi se ti dicessi cose del tipo “ma sì,fregatene” e cose simili mi sentirei un’ipocrita. Un paio di giorni fa sono stata letteralmente costretta ad andare a mare e, come te, mi sentivo perennemente osservata, anche se ovviamente a parte qualche sguardo fugace nessuno mi ha calcolata di striscio. Tuttavia ho deciso di affiancare alla “palestra dei neuroni” anche quella del corpo: a settembre vorrei iscrivermi (per la prima volta) in palestra. Ovviamente è ancora tutto in forse, si sa che tra il dire e il fare c’è di mezzo il frigo.

    Un abbraccio, Dalila.

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