Non tornare….

Non tornare, sulle rovine della mia vita, a ricordarmi che ci sei stato.

Non tornare, ora che hai capito che sono il tuo più grande rimpianto, a dirmi che non hai mai potuto fare a meno di me.

Non tornare per raccontarmi quanto mi hai amato, quanto mi hai voluto, quanto adesso hai bisogno di me.

Mi amavi, dici.

Ma te ne ricordavi quando passavi da una donna all’altra, quando mi lasciavi ad aspettarti, quando mi mettevi all’angolo, quando mi stordivi di menzogne, quando riempivi la mia vita di promesse che non mantenevi?

Non ti ricordavi di amarmi quando mi facevi sentire inadeguata e colpevole di non essere all’altezza, quando mi umiliavi, quando le tue mani colpivano il mio viso e le tue parole mi trafiggevano il cuore?

Forse lo dimenticavi, quando le mie lacrime erano per te motivo di orgoglio, quando mi ferivi per il piacere di farlo e poi sulle ferite mettevi il sale, quando mi regalavi dolore, sicuro che mi avresti sempre ritrovata.

Quando manipolavi perfino i miei pensieri, quando pretendevi senza dare, quando mangiavi sulla mia pelle, ti nutrivi dei miei sentimenti, risucchiavi la mia esistenza e godevi nell’esercitare un perverso potere.

Tu torni.

Egoista come sempre, torni.

E speri che io ti tenda la mano, per tirarti su dal nulla in cui sei precipitato, dalla melma in cui ti sei invischiato, per liberarti dalla prigione che ti sei creato. Per cacciare via la tristezza dalla tua vita, per porre rimedio ad una realtà che ti vede sconfitto.

Ma adesso, vedi, in ginocchio ci sei tu.

Io sono in piedi e potrei spingerti giù, più in fondo all’orrore che tu stesso hai costruito; ma si perderebbe quella sana differenza fra te e me.

Giro le spalle e vado per la mia strada. Indifferente, serena, libera.

Libera da te, dal tuo ricordo e da ogni desiderio di vendetta.

“Buona vita”.

non tornare

 

12 commenti su “Non tornare….”

  1. Ho riletto diverse volte ciò che hai scritto prima di decidere di lasciarti un commento. Non mi soffermo tanto sull’aspetto “emozionale” del post, tutto ciò che riesce a muovermi qualcosa dentro mi piace e lo faccio mio e tu sei riuscita a scuotere parecchia roba, anche questa volta.
    Mi interrogavo piuttosto (e giro la domanda a te, ma con quale diritto, poi?) a proposito delle ferite che non si rimarginano principalmente per due motivi: nel primo caso sono troppo profonde perché un qualsiasi presente possa in qualche modo guarire e nel secondo caso perché, nonostante siano ferite “curabili” il presente non è così significativo per dare loro un po’ di sollievo. Non so se mi sono spiegato, la scrittura a volte complica ulteriormente le cose. Naturalmente ci possono essere situazioni che io nella mia schematicità non ho contemplato oppure un insieme di situazioni diverse mescolate fra di loro.
    Se rileggo ciò che ho scritto non posso che domandarmi con quale diritto io ponga questa domanda però penso anche che se tu non avessi voluto muovere qualcosa non avresti scritto ciò che hai scritto.
    Capita spesso anche a me di voler riversare al di fuori di me stesso disagi e sofferenze ma di aver bisogno di un pretesto, uno qualsiasi, per farlo. Davide.

    1. Hai presente, Davide, quando fai un intervento? Io, purtroppo, sì. Se ti asportano qualcosa, per esempio. Non stai più tanto male,non può farti male quello che non hai più, però rimane una cicatrice a ricordarti il dolore. Seppure torni in perfetta salute, quando guardi quel segno, ricordi; e certi ricordi intristiscono. Questo non vuol dire che tu non sia felice, ma solo che comunque ti sono rimasti i segni di una sofferenza tanto grande. Qualcuno ha scritto che il ricordo della felicità non è più felicità e il ricordo del dolore è sempre dolore. Forse non dolore vivo e pungente, ma sempre dolore. In certi casi solo rabbia, forse rancore, e, come ho scritto altre volte, non solo verso chi ti ha fatto male ma contro te stesso che lo hai permesso…..Non so se è la risposta alla tua domanda, è quel che sento…

  2. “Mi stia lontano, chi ha cuore arido, chi ha ciglia asciutte”(J. W. Goethe)
    Noi meritiamo di più di un sipario chiuso, di un copione finito in tragedia. Perché meritiamo di stare bene anche con l’anima ricucita,perché noi abbiamo deciso di non lasciarci andare.

      1. Vorrei ritornarci ancora su, Marisa, ho ripensato alla tua risposta e poi alla mia domanda che, inevitabilmente, mi ha ricondotto al post. Sono fatto così, alle cose che mi toccano nel profondo ci ripenso.
        E la mia conclusione è che, pur ritenendomi un uomo di sensibilità e di tridimensionalità di pensiero, mi mancano ancora un mucchio di sfumature alle quali attingere per dipingere uno stato d’animo nella sua totalità. Ci sto lavorando, naturalmente, tieni presente che il mio “inprinting” maschile non mi agevola affatto nella mia impresa.
        Ma sappi che sono anche gli interventi come il tuo che riescono ad offrire al mio pensiero la possibilità di uno sviluppo e di una crescita ulteriori. Davide.

  3. Ciao Marisa, ti ringrazio per questo post è per come lhai scritto nei dettagli dei sentimenti, emozioni e voglia di dire basta a tutto questo! Ti sei addentrata mille parti più recondite dell’anima della sofferenza di una donna abbandonata! Sto vivendo la stessa situazione, adesso e andato via senza un motivo, senza una frase, senza una risposta… Sparito….. Chiesto chiarimenti… Nessuna risposta…… Tante volte Lha fatto è tante altre e ritornato…forse questa volta non tornerà più e me lo auguro io adesso…. Anche se sto malissimo… Il dolore mi distrugge….mi paralizza la mente e il corpo….. Quello che vorrei è qualora dovesse ritornare avere la forza di rifiutarlo come lhai avuta tu, ma in questo momento non so dove trovare la forza e un motivo valido per uscire da questo vortice di dolore!
    M. A.

    1. Quanto tempo prima di porre fine alla sofferenza, Maria Angela! È come una droga: ci vuole tempo e tanto dolore prima di disintossicarsi. Ma poi accade. Accade che si capisce che si deve voler bene a se stesse….accadrà anche a te. Adesso vivi il tuo dolore, così che poi possa liberare ritene definitivamente. Ti capisco, ti sono vicina e ti abbraccio…

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