Bocca mia, statti zitta!

Immaginiamo un’unica categoria divisa in tre fazioni.

La prima fazione, che chiameremo “gli anziani”, sono gli insegnanti che sono in ruolo già da anni.

La seconda, “i neoimmessi”, sono quelli che “basta che entro e come entro entro, casomai dopo protesto”.

La terza fazione è formata dai “precari”, migliaia di persone che dicono “e mo’? Sono entrati tutti e che noi no?”

La prima fazione, mentre si prospettava un piano di immissione selvaggia travestito da beneficienza ma in realtà voluto da “entità superiori” pena multe stratosferiche, aveva provato ad avvertire la seconda fazione che, se venivano tolti dei sacrosanti diritti a chi era già “dentro”, una volta dentro anche loro, non li avrebbero più trovati, quei sacrosanti diritti.

Ma, giustamente loro andavano avanti come caterpillar che un posto fisso, oggi come oggi, dove lo trovi? Certo, c’era una condizione alquanto sgradevole: io ti do il posto fisso, ma sappi che dove ti mando ti mando, che ce lo sai che se fai domanda in tutta Italia quasi certamente te ne vai al Nord, perché, che ci possiamo fare noi se i posti e gli studenti stanno più lì che giù, perchè al Nord l’insegnante non lo vuole fare nessuno che non ci arrivi a fine mese con 1200 euro! Niente, non hanno voluto sentire ragioni e, fiduciosi del fatto che viviamo nella repubblica delle banane, dove quello che c’è la sera prima non dura fino al risveglio, si sono buttati tutti dentro.

Tanto, manco il vincolo triennale di permanenza nella sede di servizio c’è più, che vuoi che con la 104 della zia ava non me la danno una assegnazione sotto casa? Bocca mia statti zitta, che qui finisce male!

Allora dalle alte sfere (e se parliamo di sfere non vi dico le mie che finaccia hanno fatto nel frattempo) hanno detto (o minacciato?): chi deve trasferirsi lo faccia ora o taccia per sempre! Perché, siccome non è stato pronto, vigile ed ubbidiente, noi per punizione, se si trasferisce l’anno dopo, gli togliamo la titolarità (pure agli anziani si intende, quelli assunti decenni prima con leggi diverse e a condizioni diverse) e li facciamo girare come trottole ogni tre anni da una scuola all’altra.

Perché ti ammalerai, brutto insegnante che non sei altro, rimarrai incinta, e allora nessuno ti vorrà più e te ne starai nel limbo di un ambito che non si sa bene manco che è. Ti prego, bocca mia, statti zitta che sennò davvero non ti si piglia più nessuno!

Quindi, dicevo, tutti dentro e apriamo le danze: tu da qui vai qui, da lì a là, da su a giù, non chiedere come e perché, perché tanto non te lo dirò mai! Vuoi conoscere le graduatorie? Ma che è tutta questa trasparenza? Zitto, cammina e obbedisci!

Allora i neoassunti si sono un poco incavolati e hanno deciso di soprannominarsi “DEPORTATI”. Per la gioia dei giornalisti, a cui piace tanto usare questi paroloni. Ora, vittime di errori di algoritmo sì, ma deportati è troppo, daiiiii! Lo avevano detto prima che ti mandavano dove c’era posto, non è che proprio ti hanno puntato una pistola alla tempia per firmare il contratto. Allora i neoassunti hanno tolto tutte le foto con il contratto in bella vista su fb e hanno iniziato a protestare.

Ovviamente tutto il sistema nel frattempo è andato in tilt, perché nei provveditorati, (boccaccia mia statti zitta che qui rischiamo la querela) non ce la fanno a gestire in 8 ore giornaliere, sabati e domeniche escluse, tutto questo marasma, anche perché non la vuoi fare una assemblea sindacale, il 19 settembre perché devono trasferire l’ufficio da una zona all’altra della città?

E quindi anche gli anziani, che attendono, come era da sempre stato loro diritto (e che si sono fatti i loro tre anni di vincolo su sede) la assegnazione provvisoria devono aspettare che risolvano problemi di algoritmi, che concilino, che i DEPORTATI trovino pace, per avere almeno una previsione di risposta.

Vabbè, ma ci sono i sindacati che aiutano e danno informazioni, qual è il problema? Il problema è, forse, che taluni sindacalisti chiamano gli insegnanti per sapere se ci sono novità? Che molti non rispondono neanche a telefono? E che, se ne senti più di uno, le informazioni che ricevi sono talmente contrastanti tra loro che praticamente si annullano: +1 e -1 uguale a 0, no? E anche qui bocca mia statti zitta!

E siamo al 21 settembre e ancora nessuno sa nulla.

Nel frattempo che accade? Che iniziano le prevedibili proteste della terza categoria, i precari che, sebbene stiamo godendo dei vantaggi di scuole scoperte degli aventi diritto, lo vogliono pure loro il posto fisso, e mi pare pure giusto! Allora dalle alte sfere, mettono le mani avanti. Siccome esistono i posti “in deroga”, cioè quel numero di posti che può oscillare in su o in giù e sui quali teoricamente non si possono assumere lavoratori perché se il numero oscilla in giù poi che te ne fai, pensano zitti zitti una bella legge sugli impiegati pubblici: niente più posto fisso, io ti assumo e tu la smetti di protestare, ma appena non ci sono più posti il personale in esubero lo mandiamo dritto a casa. E siccome non si parla di graduatorie già da un pezzo (qualcuno le ha viste per i trasferimenti?) e il potere è in mano ai presidi, chi va a casa chi lo decide? BOOOOHHHH. Forse ci vai pure tu, “anziana” con 20 anni di servizio, chissà. Bocca mia statti zitta per carità, che adesso non puoi criticare nemmeno una legge che dalle alte sfere rischi la multa!

Nel frattempo al TG comunicano che nella scuola primaria non ci saranno più voti, ma lettere, che non si può più bocciare (a tutta vita bambiniiii!!!) come se fosse questo il problema più importante del momento e non ci fossero famiglie nella disperazione per via di una folle riforma progettata male e messa in pratica pure peggio!

In compenso ci prova la Lorenzin a dare la soluzione: il #fertilityday! Anziché cercare Pokemon, cercate…..altro, crescete e moltiplicatevi, così sapremo dove metterli tutti questi “anziani”, “neoassunti” e “precari” ed evitiamo ulteriori figuracce.

Tranquilla, ministra, che se lascia un po’ di donne fertili al nord, qualche maternità ci scappa, stia serena!

Forza, donne, al lavoro! Salvate la patria! che qui ci scappa davvero la guerra….dei poveri!

 

guerra-dei-poveri

 

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