Grande fratello

Guardo il Grande Fratello. E guardo pure Uomini e donne. E, per dirla tutta, quando c’è pure l’isola dei famosi.

In verità sono programmi che guardiamo in tanti, ma nessuno lo dice. Un po’ come quando veniva eletto Berlusconi: tutti contro, ma lui prendeva un numero esagerato di voti.
Io guardo questi programmi per due motivi, soprattutto. Primo perché ogni tanto ho necessità di “leggerezza”, quando mi metto davanti alla TV e prendo in mano filo e spolette o uncinetto; e poi per capire il mondo intorno a me.

Non che già non sappia quanto la società si stia avviando verso il degrado (Ci sono giovanotti che inneggiano pure, al degrado! Col beneplacito dei genitori, oltretutto…) solo che voglio proprio entrarci dentro e capirlo meglio.
Insomma, devo capire dove crescono i miei nipoti, i miei “figliastri” (che parola terrificante!!!) e per che tipo di comunità educo i miei alunni.
E in realtà, se penso alle prime edizioni,mi rendo conto che qualcosa è cambiata davvero e qualcos’altro, invece, è drammaticamente rimasto tale e quale.

Ormai è chiaro che se metti insieme persone diverse in una casa o in qualsiasi altro posto, senza che abbiano possibilità di sfuggire l’uno all’altro, prima o poi provano l’istinto di uccidersi. E ci sta, quando non ci si sceglie. Capita perfino quando si è liberi di andar via, figuriamoci in certe condizioni!
Poi è evidente che , VIP o normal people, si tende sempre ad unirsi a piccoli gruppi per parlar male di qualcuno. Anche questo ci starebbe, se a turno non si finisse per essere tutti vittime delle maldicenze e se i gruppi non cambiassero continuamente.
E questo succede pure sul lavoro, fra “amici”, in qualsivoglia forma di associazione. Il che è estremamente deprimente.

Poi c’è l’egocentrismo e la vanità, che ci stanno pure quelli, perché se uno non avesse queste due caratteristiche caratteriali non ci andrebbe proprio in TV a farsi la doccia in mutande.

Poi ci sono i tratti più preoccupanti.
Ho visto una ragazzina di 20 piangere disperata urlando “questo è troppo, non ce la faccio più!!” perché “costretta” in un posto che, per quanto squallido, sempre studio televisivo è. Ho visto la madre di questa ragazzina viziarla e difenderla come se la figlia stesse vivendo chissà quale tragedia, mentre io avevo solo la voglia di prenderla a schiaffi e pure forti, alla faccia di tutte le teorie pedagogiche che a 20 anni considero decadute. Senza considerare che la stessa ragazzina evidentemente psicolabile ha deriso il concorrente gay, che sta dimostrando, al di là della sua eccentricità, di essere il più saggio di tutti.

Ho sentito un poliziotto dire ad un compagno di merende che si vantava (da gran signore) di essere stato a letto con un numero infinito di donne citando nomi e cognomi, che una donna che tradisce andrebbe ammazzata e giustificarsi, poco dopo dicendo che aveva sbagliato a dimenticarsi delle telecamere, che aveva parlato come fosse al bar (quindi al bar pensare di uccidere una donna è ammissibile?).

Il programma è certamente trash, fatto di gente trash e visto da gente trash.
Ma sarà che è lo specchio di una società trash?
E se la società è trash, non sarà che lo siamo pure noi (dietro le nostre facciate di sofisticati intellettuali) e che lo sono pure i nostri figli?
Dietro quella madre che difende la figlia che si sente frustrata perché è in TV e dorme in un letto scomodo, io ci ho visto tanti genitori che prendono le parti di figli indifendibili. Dietro quella frase del poliziotto “alternativo” io ci ho visto una mentalità che è ancora terribilmente radicata nella maggior parte della gente.
Perciò, prima di accusare e deridere chi guarda questi programmi e chi li fa, forse, abbandonando atteggiamenti snobistici, dovremmo approfittare di questo “spaccato di società post moderna” per farci un serio e obiettivo esamino di coscienza, soprattutto nei confronti dei futuri uomini che stiamo tirando su.

Grande fratello

9 commenti su “Grande fratello”

  1. Io non derido e non giudico. Questo lo lascio fare ad altri.
    Dico solo che io non guardo questi programmi, per cui non so nulla di ciò che avviene. E a dirla tutta non sento alcun bisogno di saper cosa accade nella “casa” o nell’isola…

    1. Ma nessuno ne sente “il bisogno”, è proprio questo il punto.

      Collegandomi a quello che scrivi, Marisa, anch’io penso che un po’ di sano trash faccia bene, ogni tanto! Tutti sempre così “impegnati”, sempre così “riflessivi”… ma non crederemo mica di essere eterni? 😉
      Io personalmente non mi sento meno intelligente di altri se di tanto in tanto vedo qualche trasmissione trash in televisione. L’intelligenza sta nel distinguere il trash, non necessariamente nell’evitarlo!

      E comunque nessuno guarda mai niente, ma chissà perché tutti sanno tutto. E Berlusconi ha governato quanto, vent’anni? Tutto torna!

  2. Cara Marisa, sarò sincero, io non ho mai visto una sola puntata del “Grande Fratello” o di altri reality analoghi ad esso. Non so neanche spiegarti il perché, solitamente mi pongo delle domande su quello che faccio e non su quello che non faccio. In modo altrettanto sincero però ti posso dire che provo il massimo rispetto per te e per tutti quelli che, come te, si alleggeriscono la vita guardando programmi del genere. Ognuno di noi si rilassa come meglio crede ed è giusto che sia così. Credo che, come tu hai detto nel tuo articolo, anche quello sia un modo per avere una visione, uno spaccato della nostra società. E per trarre le opportune conclusioni. A proposito, non ho mai neanche votato Berlusconi, ma in questo caso il perché non l’ho fatto mi è molto chiaro in testa! Ti abbraccio affettuosamente, Marisa, grazie e a presto. Davide.

  3. Poi ho riflettuto anche su un altro fatto, Davide. Che se i giovani guardano questi programmi trash, prendendo esempio dai personaggi trash, le cose non possono certo migliorare….ma sai che c’è? Io non ho questa responsabilità, dato che l’unico “figlio” che ho è un pelosetto, e quindi posso continuare i miei “studi sociologici” (dei quali ho esposto solo una minima parte) senza alcun rimorso….

    1. Sì, naturalmente, Marisa, è tutta una questione di esempi, di punti di riferimento che la società offre. E ne abbiamo già parlato, anche se penso che ci siano da stabilire le cause e gli effetti. La società si trasforma anche grazie a questo tipo di programmi (come dici tu) oppure questo tipo di programmi non sono nient’altro che lo specchio (di una parte) della società? In quanto alle tue responsabilità hai ragione, non avendo figli esse non sono dirette, sei però un’insegnante e in quanto tale hai la possibilità di intervenire altrettanto direttamente su una parte di società in fase di trasformazione. E’ una bella possibilità, quella che hai, puoi dare il tuo piccolo grande contributo, credo.

  4. E’ vero, Dalila, nessuno ne sente il bisogno, su questo non si discute. Io, oltre a non sentirne il bisogno non li guardo nemmeno e questo non perché sento la necessità di essere particolarmente riflessivo o impegnato ma per il semplice fatto che trovo modi diversi per alleggerirmi l’esistenza, tutto qui. E ognuno faccia ciò che meglio crede, da parte mia non c’è giudizio. Permettimi di dirti, però, che è proprio perché ho preso consapevolezza del fatto che non sono eterno che divento sempre più riflessivo. E poi, guarda caso, i maggiori utenti di un certo target mediatico sono proprio quelli che si comportano come se fossero immortali (o si sentono ancora più immortali perché, tra le altre cose, sono utenti di un certo bacino televisivo?). Ma, naturalmente, è un mio punto di vista e, come tale, assolutamente discutibile.
    E’ vero quanto dici a proposito del riconoscere (ed eventualmente evitare) il “trash”. Ma cosa intendi per trash? Guarda che i confini nella classificazione di “tendenze” sono ormai diventati particolarmente labili!
    In quanto a Berlusconi, bè, ci è toccato avercelo per vent’anni, i perché ormai sono noti e non è che adesso le cose stiano messe molto meglio…

    1. Sì Davide, capisco il tuo punto di vista, però tengo a precisare che il mio non era un commento di risposta a te. A dirla tutta, il tuo commento l’ho letto solo dopo aver pubblicato il mio.

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