Fate l’amore con il sapore

Con una decina e oltre di chili in più a testa e a due giorni dall’inizio della dieta, dopo uno spuntino con tre gallette di quinoa e 10 mandorle, quando il pensiero va soprattutto al cibo e alla voglia di fagocitare anche un elefante, posso affermare con ragionevole certezza e senza timore di smentita che il cibo, oltre ad essere uno dei piaceri fondamentali della vita, è anche una parte importante nel rapporto di coppia.

“Gli uomini si prendono per la gola” non è solo un modo di dire, non è solo una stupida credenza, non è solo una convinzione popolare. È una sperimentata e sacrosanta verità.

Ora, non è la cosa più importante o almeno non l’unica che conta altrimenti non si spiegherebbe come certe donne portano avanti famiglie con “Quattro salti in padella” o arricchendo negozi di surgelati.

Ma il buon cibo ha il suo peso (e parlare di peso mi sembra oltremodo opportuno, dato l’argomento).

Una coppia che cede ai piaceri della tavola è una coppia più allegra. È una coppia più complice e condivide anche al desco una intimità che ha risonanza in altri aspetti della vita comune.

Scambiarsi il cibo, imboccarsi, cedere parte del proprio piatto all’altro, spizzicare nel piatto del partner indica affiatamento, complicità, sintonia.

Il cibo coinvolge tutti i sensi e da una sensazione di benessere che riguarda il corpo e la mente.

Preparare gustosi pranzetti o cene prelibate per il proprio compagno è una dimostrazione di amore, di accudimento, di attenzione al quale lui non può che cedere senza riserve.

Un marito (o compagno) che ha delle buone aspettative culinarie, rientra a casa ancora più felice di quello che sa di trovare nel piatto cibi poco curati e messi lì solo per colmare il vuoto allo stomaco.

Se provate a mettervi addosso le celeberrime gocce di Chanel, al suo rientro il vostro uomo noterà quasi certamente più l’odore del soffrittino e anzichè di lanciarsi su di voi, farà almeno un assaggio in cucina, prima che in camera da letto (magari con la scusa di rimettersi in forza).

Avere come compagna una buona cuoca, sarà per lui motivo di orgoglio e vi elogerà anche pubblicamente e per dimostrare quanto sia felice, accarezzandosi la pancetta, mostrerà con soddisfazione qualche chilo di troppo. Declinerà gli inviti di amici e colleghi per pranzi al ristorante (ricchi e prelibati, ma vuoi mettere la comodità di casa propria e “un piatto preparato con amore”?), e perfino al calcetto del giovedì per stare coi piedi sotto il tavolo a gustare leccornie.

Vi guarderà con occhi sognanti e aria soddisfatta alla fine di pranzi e cene e le coccole che potrebbe non riservarvi in altri momenti, in cui di solito preferisce riposare o addirittura dormire, ve le concederà volentieri con il palato soddisfatto e la pancia piena.

Per colazione dolci fatti in casa, come spuntino panini impastati con le vostre manine e con le farine migliori, scelte apposta per salvaguardare la sua salute, ricchi piatti di pasta, polpettine che non esistono uguali: non vi sentirete mai dire “…ma il sugo di mamma!!!!”

Sarete UNICHE.

E sarà felicità, per entrambi!

Le femministe più sfegatate potrebbero obiettare che l’antico detto potrebbe anche essere rovesciato in favore delle donne, ma non si può, e secondo me neanche si deve, dimenticare il fatto che le donne sono ancestralmente nutrici, donatrici di vita, accuditrici.

A due giorni dall’inizio della dieta, dopo uno spuntino con tre gallette di quinoa e 10 mandorle, quando il pensiero va soprattutto al cibo e alla voglia di fagocitare anche un elefante, non so ancora dire (ma posso immaginare) quali ripercussioni possono avere insalate, finocchi, yogurt e cereali sull’allegria e sulla gioiosità della coppia.

Per ogni evenienza, per ritrovare sorrisi perduti, parannanza e pentole sempre a portata di mano…….

 

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