Certi dolori

Certi dolori non scompaiono, si nascondono.
Non si sentono per un po’, si trascurano, si ignorano, si dimenticano.
Pare siano passati per sempre, e poi, inaspettatamente, sorprendentemente, si ritrovano, presenti e vivi come se fossero nuovi, ancora giovani, mai assorbiti dalla pelle e dal cuore.

Certi dolori lasciano in un equilibrio instabile, sempre precariamente sospesi fra la felicità e la malinconia, fra la paura e la voglia di continuare a farcela.

Certe dolori lasciano buchi neri, segni come cicatrici. Non fanno più male, ma rimangono come testimoni di antiche sofferenze.

Certi dolori, inopportuni, riappaiono: per un racconto, una canzone, una sensazione, un odore, un colore; si ripresentano beffardi insieme al ricordo di lacrime versate, di notti bianche, di smarrimenti, di paure.

Certi dolori si ripetono, pungenti, intensi, irritanti, esasperanti, molesti.
Quando tornano si può solo assecondarli, lasciandosi trascinare per riviverli e poi rimetterli nell’angolo.
Sospesi.
E poi, di nuovo, ricominciare.

 

 

 

 

 

 

 

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