Noi non diamo, noi restituiamo

Noi non diamo, noi restituiamo.
Perché se abbiamo più di altri, se abbiamo più dell’indispensabile, non è merito nostro. Se ci riflettessimo un attimo, ci accorgeremmo di quanto poco ci voglia a perdere tutto: lavoro, casa, persone, serenità, stabilità, salute.

Mi ritengo una persona molto fortunata, eppure la mia salute è cagionevole, ho visto andar via definitivamente troppe persone, ho perso pezzi di cuore, vedo soffrire molte persone che amo. Ogni giorno mi guardo intorno e mi vedo circondata di problemi.

Eppure sono così tante le benedizioni di cui posso godere!
Ho una famiglia, per quanto sofferente, una persona che mi ama con cui sto magnificamente, ho una bella casa, piena di tante cose (molte anche inutili), ho molto più di quanto mi sia strettamente necessario e non ho alcuna difficoltà, se non dovuta a qualche problema di salute, a mettere nello stomaco più di quanto sia sufficiente per sopravvivere.

Nonostante io spesso mi lamenti, sono molto fortunata.
Me lo sono meritato? No, non l’ho fatto, così come non mi sono meritata le cose più tristi che mi sono successe.

C’è gente, invece, che conosce gli stenti e le difficoltá, che difficilmente riesce a mettere insieme il pranzo e la cena, che vive con poco, o che sopravvive appena.

Ha scritto Roberto Gervaso che fare del bene non deve farci sentire buoni, ma giusti.
Fare del bene significa condividere quello che abbiamo ricevuto con chi è stato meno fortunato, consapevoli che nulla ci appartiene, che nulla è veramente NOSTRO, che quel che diamo è sempre una piccola parte rispetto a quel che abbiamo.

E fare del bene fa stare così bene!

Giovedì 21 dicembre, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno di Oriolo Romano ha organizzato una serata in cui noi tutti abbiamo potuto restituire ai nostri fratelli un po’ di quello che abbiamo, anche solo il “servizio”, un po’ di compagnia e la condivisione del nostro tempo.
Grazie ad altre associazioni, è stato possibile regalare ad alcune famiglie bisognose una serata con buona musica, un’ottima cena, regali per i bambini e dei pacchi alimentari da portare a casa.

Diversamente da quanto si possa pensare, si è parlato poco di Dio, ma tutti avevamo la sensazione che Dio parlasse attraverso ogni volto, ogni sguardo, ogni sorriso; e tutti lo sentivamo lì, in mezzo a noi, a guidarci, sostenerci, a dirigere le nostre azioni e i nostri cuori.

Quei cuori caldi con cui siamo tornati a casa. Stanchi ma felici.

Nessuno ha chiesto o si è meritato davvero un “grazie”, perché se tutto è andato così meravigliosamente bene è solo perché, accanto a noi, per ogni passo, per ogni decisione, c’è stato Lui.

Durante quella serata, abbiamo davvero rivissuto la nascita di Gesù, di Colui che dando se stesso per noi, ci ha insegnato a dare qualcosa di noi agli altri.

“Non ci scoraggiamo a fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo” (Galati 6:9)

Felice Natale!

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