Sofferenza e dignità

“….in un particolare momento della mia vita è iniziata la sofferenza fisica. Dolorosa, pungente e opprimente.

Anche la sofferenza è uno specchio che fa riemergere i lati oscuri della propria personalità. Per esempio l’impazienza, l’irritazione, un falso senso di ingiustizia, la sete di guarigione, le estenuanti preghiere, la difficoltà ad accettare le nuove condizioni di vita.

Il calvario è stato lungo ed ancora continua ad incidere sulla mia salute, ma ho imparato quanto sia importante reinventarsi la vita, adeguandola alle proprie forze fisiche…”

(Francesco Zenzale)

La sofferenza, e il motivo per cui devi conviverci, è difficile da accettare. Ci passi giornate intere, non ci dormi la notte per cercare il motivo per cui la tua vita, proprio la TUA, l’unica che hai, sia dovuta andare così, segnata, spesso per sempre, da un dolore che non ti vuole lasciare. Un dolore senza soluzione, spesso senza ragione, sicuramente senza colpa. Davvero vengono fuori le tue debolezze, la tua rabbia, la tua incapacità di accettare e, soprattutto, la difficoltà di farti comprendere da chi preferisce ignorare, nel migliore dei casi restarne fuori, nei peggiori addirittura giudicare.

Anche quando tu finisci per fartene una ragione, finisci per capire ed accettare, ti rimane addosso il peso di far comprendere agli altri che la tua vita non è, non può essere,  come quella degli altri, ma che vuoi continuare a difendere quel che ti spetta, che spetta a tutti: il diritto alla dignità.

Io ci provo a sopportare, io ci provo ad accettare, ci provo ad adattare la mia vita alle mie nuove esigenze.

Lasciatemelo fare, vi prego, senza togliermi la dignità.

Photo Daniele Deriu