Crisi e CambiaMENTI

Perché a volte non si riesce a scrivere? Difficilmente non si ha niente da dire. 

Forse, anzi, non si scrive perché si direbbe troppo. 

Troppo di se stessi, troppo di altri. 

Per chi, come me, la scrittura ha un valore terapeutico; per chi, come me, non riesce a nascondersi neanche dietro ad un foglio, reale o virtuale che sia; per chi, come me, la scrittura è un fatto molto personale, scrivere in certi momenti rischia di essere pericoloso, azzardato o probabilmente sconveniente. 

Significherebbe non lasciare nulla nascosto. Non tanto agli altri, quanto a se stessi. Solitamente è nei momenti di “crisi” che si scrive troppo o troppo poco. 

Sia ben inteso, con la parola crisi non mi riferisco necessariamente qualcosa di negativo, ma al significato originario del termine greco.

La crisi è un  momento di cambiamento e quindi di scelta. 

Non c’è cambiamento e non c’è scelta, per chi ha sensibilità e intelligenza, per chi è capace di introspezione, di analisi ed autocritica, che non implichi anche riflessione, disorientamento e, perché no, anche paura. Per questo la crisi, anche se è positiva perché porta ad una evoluzione, ad un miglioramento, è sempre un momento delicato: quando si attraversa si è vulnerabili, per certi versi insicuri, almeno indecisi, ed esporsi sarebbe poco opportuno. 

Per questo, saggiamente, si sceglie di stare un po’ più in disparte, un po’ più indietro, in una attesa che non esclude comunque intima partecipazione. Sono momenti in cui è più intelligente confondersi in mezzo agli altri, essere “una in mezzo a tanti” per evitare il rischio di non essere capiti o di non capirsi, per assaporare il gusto della propria nuova esistenza. Non c’è mancanza di coraggio in questo, nè ci vuole chissà quale intelletto sopraffino. È semplicemente giusto rimanere nello sfondo mentre si cerca di recuperare chi si è, pur aspettando il cambiamento. 

Generalmente, io diffido di chi smette di vivere “le crisi”. Di chi sa sempre chi è, dov’è, che cosa vuole; di chi si sente arrivato. La vita é un percorso: mentre si cammina si cresce, si cambia; è un disegno: si creano figure, si cancellano, si ricompone, si colora. È un libro: una pagina dopo l’altra, la storia si dipana, si svolge, si evolve, si presentano colpi di scena, senza i quali si rischierebbe la noia, il disinteresse, il piattume. 

Adoro le certezze che conquisto dopo crisi profonde e adoro le mie crisi che mi portano a nuove consapevolezze, a miglioramenti che mi fanno credere di più in me stessa e negli altri. Anche quando la crisi è innescata da eventi poco gradevoli che ti portano a riadattarti, ti costringono a una reazione che spesso è comprensione più profonda, è passione e compassione, apertura verso prospettive diverse. 

Starò bene finché sarò in continuo mutamento; finché avrò sempre da imparare; finché non smetterò di crescere; finché avrò sempre nuovi obiettivi; finché continuerò a scoprire chi sono e, soprattutto, chi posso e voglio essere.

“Niente è più pericoloso di un’idea quando questa idea è l’unica che si ha.”

 

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