Un uomo che ha amato le donne

Le ho amate, le donne.
Le ho osservate passeggiare sul viale della loro giovinezza, fresche come una carezza e fragranti come un croissant sbocconcellato in un caffè all’aperto, una piccola città con il sole che sorge da dietro le spalle, dalle montagne, e che affonda nel mare a sera, i piedi stanchi di camminare sulla battigia.
Le ho guardate negli occhi, nel fondo della loro anima scura e tormentata, i loro sogni disattesi le loro speranze disilluse, nel loro cuore ancora almeno un sogno, più di una speranza.
Le ho incontrate in sere di inverno annoiate e vuote mentre, stordite, si affannavano verso una luce lontana e fioca, in mattini di primavera quando il loro viso brillava di felicità, in pomeriggi d’estate così caldi che toglievano loro il respiro ma non la voglia di respirare ancora, e ancora.
Le ho prese per mano, irrequiete per l’impazienza di dover attendere ancora, darsi è così facile, trattenere vuol dire non lasciare più andar via, stammi vicino, stai ancora un po’, non restare, vai via, non andartene mai più.
Le ho ascoltate raccontare e raccontarsi, dare spazio alla loro immensa fantasia, sembrare così sicure per non apparire così fragili, ho riso alle loro grandi verità, sorriso alle loro piccole bugie.
Le ho abbracciate stringendole così forte da togliere loro il fiato, sentirle sussurrare appena, non smettere di abbracciarmi mai, non abbracciarmi mai meno di così.
Le ho messe a letto alla fine della giornata, le ho coperte con lenzuola pulite e profumate, la notte non fa poi così paura se non si è soli, se non si è soli non sembra nemmeno notte, la notte.
Le ho risvegliate all’alba di un nuovo giorno, ogni giorno è il primo giorno, profumo di labbra che si uniscono, occhi lucidi per il pianto, lacrime, gioia, latte caldo vicino, sul comodino.
Le ho amate una ad una, una per volta, ognuna di loro era talmente grande che sembrava contenerle tutte, tutte insieme.
Quanto le ho amate, le donne. Le donne, le ho amate davvero.

(Davide Faloppa)

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Discorso sull’amore

Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio!

Voglio che tu abbia una felicità delirante!
O almeno non respingerla.
Lo so che ti sembra smielato ma l’amore è passione, ossessione,
qualcuno senza cui non vivi.

Io ti dico: “Buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera!”
Come trovarlo?
Be’, dimentica il cervello e ascolta il cuore.
Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che
non ha senso vivere se manca questo.
Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente,
beh, equivale a non vivere.
Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto.

(Ti presento Joe Black)

discorso sull'amore

La verità è che non gli piaci abbastanza

Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti.

Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza.   Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo.

Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono, e quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa.

E Tu, Tu Donna, di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina.

Quindi,  aspetta che sia lui a chiederti di uscire. Perché va bene la parità dei sessi, le quote rosa, e l’eguaglianza dei diritti. Ma i tempi non sono poi così cambiati. Gli uomini restano pur sempre dei cavernicoli, sia pure incravattati, e come tali adorano il sapore della conquista.

Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell’amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola.

Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un’altra. Oppure sono gay.

Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Li riconosci facilmente. Girano con un cartello appeso al collo, e la scritta: “Ci stiamo frequentando”. Quando la senti, scappa.

Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo. Impara l’arte dell’essere donna. Impara l’arte di ottenere dagli uomini quello che desideri, non sbattendo i piedini, ma facendogli credere che siano stati loro a decidere.

Impara a scegliere, invece che essere scelta.

non gli piaci

(Film “La verità è che non gli piaci abbastanza”)

 

Istruzioni d’amore

Si dice che in amore si deve dare più che ricevere.

Io dico che si deve dare quanto si riceve.

Si dice che in amore sia normale soffrire.

Io dico che si può e si deve amare senza farsi lacerare l’anima.

Si dice che la vera passione debba provocare tormento.

Io dico che ci si può abbandonare senza perdersi.

Si dice che in amore bisogna donarsi totalmente.

Io dico che non bisogna lasciarsi risucchiare.

Si dice che in amore ci si debba dimenticare di se stessi.

Io dico che l’amore debba servire a trovare la propria vera essenza.

Si dice che in amore si debba imparare a modellarsi sull’altro.

Io dico che l’amore debba valorizzare quello che si è.

Si dice che in amore prima o poi si smette di sognare.

Io dico che l’amore debba nutrirsi di ambizioni e speranze.

Si dice che in amore si diventa una sola cosa.

Io dico che è necessario mantenere la propria identità senza perdere di vista i propri valori.

 

Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:

Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.

Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.

Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,

Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.

Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,

Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.

E siate uniti, ma non troppo vicini;

Le colonne del tempio si ergono distanti,

E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

 

Kahlil Gibran

inamore

Sono stanco di vedere facce femminili ritoccate-Bukowski

“Sono stanco di vedere facce femminili ritoccate dal botox, tette strabordanti dalle scollature in concorrenza, culi in mostra, tacchi e trucchi fetish e gesti hard da donnacce, ormai non più distinguibili da quelle del mestiere. Voglio vedere donne con la loro femminilità nei gesti morbidi e gentili, nei sorrisi aggraziati, nelle movenze seducenti, ma accennate, dalle parole dolci e decise allo stesso tempo. Dai pensieri originali e nuovi. Vorrei vedere donne indipendenti, non succubi dell’uomo a cui immolano la propria dignità, femmine dai cuori di ghiaccio fuso, compagne e amiche dell’uomo, libere e sincere. Vere.”

CHARLES BUKOWSKY

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