Sono fatta di anima ed emozioni

Sono fatta di anima ed emozioni.

Sono fatta di anima, emozioni e pensieri.

Sono fatta di anima, emozioni, pensieri e parole.

Sono fatta di anima, emozioni, pensieri, parole e gesti.

Non potrei fare a meno di nessuna delle cose di cui sono fatta.

Anche se rischiassi di usare troppa anima, troppe emozioni, troppi pensieri, troppe parole, troppi gesti.

Perché sono fatta così e non so nascondermi.

Nel bene e nel male, che piaccia o dispiaccia.

Sono sempre io e chi sa come sono sa anche che non può aspettarsi nulla di diverso: nessuna scorrettezza, nessuna finzione, nessun silenzio.

Sa che non ho paura a mostrare l’anima, non ho timore dei pensieri che non posso arginare,che ho il coraggio delle parole che non riesco ad arrestare e che mi assumo la responsabilità dei gesti che non riesco a trattenere.

Perché sono fatta di anima, emozioni, pensieri, parole e gesti.

E poi c’è il cuore…

Le donne difficili

Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare, ma non lo danno a chiunque.
Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire.
Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere.
Quelle che non si accontentano più.
Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente, quelli buoni da quelli no.
Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore.
Quelle che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena.
Quelle che vale la pena.
Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri.
Quelle con l’anima vicina alla pelle.
Quelle che vedono con mille occhi nascosti.
Quelle che sognano a colori.
Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro.
Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.
— Mara Bagatella

Un po’ più donna

Non importa quanto sei abituata alla lotta, non importa se hai vinto tante battaglie; non conta quante volte ce l’hai fatta e se sai con certezza che hai dentro una forza insospettabile. 

Capita comunque di sentirti impaurita e sola.

Impaurita e sola. 

Sola con la paura e con la paura di essere sola. 

È un momento, un passaggio fra un atto di coraggio ed un altro, ma quando ti prende ti avvolge tanto che sembra che sia finita, che non ne esci più. 

Ti dici e ti ripeti che ce la farai anche stavolta, che non è da te cedere, che stai deludendo te stessa prima ancora che gli altri. 

Ma paura e solitudine non lasciano scampo, non offrono via d’uscita, non danno tregua, non concedono respiro. 

Hai un’unica possibilità,  una sola occasione di salvezza: desistere, consegnarti a loro, rinunciare alla lotta, astenerti dallo scontro. 

Guardare in faccia il disagio, viverlo a fondo per superarlo, per sconfiggerlo, per vincere il turbamento.  

Solo quando avrai la forza di cedere, di soccombere, di accondiscendere, lentamente darai inizio alla risalita. 

Solo conoscendo il coraggio delle tue debolezze sarai di nuovo pronta per lottare ancora. 

Un po’ più forte. Un po’ più risoluta. Un po’ più grande. 

Un po’ più donna. 

Le donne hanno l’anima guerriera.

Le donne hanno l’anima guerriera.

Le puoi minacciare, colpire, ferire: loro vacillano, ma non mollano mai.

 

Le puoi tradire, ingannare, raggirare: dopo una ferita torneranno sempre a riprendersi la vita.

Le donne piangono, hanno paura, ma nascono abituate alla lotta.

Puoi tender loro delle trappole: le donne toccano il fondo e proprio da lì cominciano a far crescere qualcosa di nuovo, senza perdersi nel dolore del fallimento, sempre pronte a svegliarsi, a guardare in faccia la realtà, sempre pronte a rinascere.

Anche se si smarriscono, le donne trovano sempre la via del ritorno.

Sanno ricucire gli strappi, raccogliere i frantumi, rimettere insieme i pezzi.

Sanno guardare in faccia il dolore, ma rifiutano di accettare la fine.

 

Le donne sanno imparare dalle sconfitte, guadagnano coraggio e prudenza.

Consapevoli della loro forza, cominciano a volersi bene e a pretendere di veder riconosciuto il proprio valore.

Smettono di accontentarsi e accettano solo chi è capace di vedere la ricchezza e la magia che contengono, chi è capace di occuparsi delle meravigliose creature che sono diventate.

Le donne vacillano, ma non mollano mai.

Perché le donne hanno l’anima guerriera.

 

 

Certi dolori

Certi dolori non scompaiono, si nascondono.
Non si sentono per un po’, si trascurano, si ignorano, si dimenticano.
Pare siano passati per sempre, e poi, inaspettatamente, sorprendentemente, si ritrovano, presenti e vivi come se fossero nuovi, ancora giovani, mai assorbiti dalla pelle e dal cuore.

Certi dolori lasciano in un equilibrio instabile, sempre precariamente sospesi fra la felicità e la malinconia, fra la paura e la voglia di continuare a farcela.

Certe dolori lasciano buchi neri, segni come cicatrici. Non fanno più male, ma rimangono come testimoni di antiche sofferenze.

Certi dolori, inopportuni, riappaiono: per un racconto, una canzone, una sensazione, un odore, un colore; si ripresentano beffardi insieme al ricordo di lacrime versate, di notti bianche, di smarrimenti, di paure.

Certi dolori si ripetono, pungenti, intensi, irritanti, esasperanti, molesti.
Quando tornano si può solo assecondarli, lasciandosi trascinare per riviverli e poi rimetterli nell’angolo.
Sospesi.
E poi, di nuovo, ricominciare.

 

 

 

 

 

 

 

Armi di seduzione

Sedurre vuol dire letteralmente “portare a sé” . Quindi attirare, affascinare, conquistare.

La seduzione, in senso lato, non vuole necessariamente come protagonisti persone di sesso opposto, uomo e donna.
Non riguarda solo calze a rete, reggicalze o autorreggenti, non si esaurisce esclusivamente nelle alcove, non attiene semplicemente alla fisicità.
Non è la ricerca ossessiva di contatto di corpi, non è necessariamente finalizzata ad un incontro amoroso.

La seduzione più importante è quella cerebrale, è affascinare e stimolare mente e pensieri.

Parte dalla testa , passa dagli occhi, giunge alle labbra.
Essere sedotti può voler dire rimanere imprigionati in una rete di parole, in un gioco di intelligenze.
Si può rimanere sedotti senza necessariamente coinvolgere il corpo, ma non si può coinvolgere la carne senza essere sedotti.

 

“Non è abbastanza conquistare; uno deve imparare a sedurre.”

Voltaire

 

Arrivata a questo punto…

Arrivata a questo punto della mia vita non posso e non voglio permettermi di essere tollerante con chi non merita la mia tolleranza, di essere compiacente con chi è falso e ipocrita, di essere gentile con chi non sa che cosa sia il rispetto e l’educazione.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso più trascurare le mie esigenze per chi pensa solo al suo profitto; per chi vuole manovrarmi, controllarmi; per chi non è leale, trasparente, per chi è troppo concentrato su se stesso e non riesce a muoversi oltre i propri interessi.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso più acconsentire ad essere ferita, afflitta, turbata da chi non ha niente da dare se non perfidia, malanimo e meschinità.

Non posso più subire senza ribellarmi, senza oppormi, senza insorgere contro l’egoismo, l’avidità e l’avarizia di sentimenti.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso lasciarmi scalfire da parole indegne, da gesti ignobili, da azioni spregevoli.

Non posso compiacere richieste eccessive, esigenze esasperate, bisogni eccedenti.

Arrivata a questo punto, non ho tempo da perdere con chi non è degno del mio tempo, non ho vita da sprecare con chi non è all’altezza della mia vita.

Sono arrivata fin qui con affanno, lottando con caparbietà, ostinazione, con cocciutaggine, con la costanza di chi insegue un sogno col coraggio della speranza. Ci sono arrivata tamponando mancanze, sanando ferite, ricucendo strappi, sanando rotture. Superando, da sola, sconforto, umiliazioni, delusioni.

Per questo, arrivata a questo punto della mia vita, sono disposta ad amare unicamente me stessa e chi mi ama.

 

 

Una donna così

Una donna così non ti farà mai del male. Conosce il dolore, porta cicatrici e, proprio per questo, non ferisce mai per prima.
Una donna così, forse, non la potrai mai capire, ma di certo la potrai amare.
È una donna che si è trovata sola, senza sostegno, senza aiuto, senza un riferimento, e ha vissuto la svolta.
Quando una donna finisce di lasciarsi guidare, istruire, di lasciarsi vivere, comincia a pensare con la sua testa, a camminare con le sue gambe, a lottare con le sue unghie e a farcela, da sola.

 

Allora cambia tutto. Cambia prospettiva, cambia carattere, cambia la vita. E finalmente capisce che ha una forza, dentro, che stava semplicemente nascosta, sopita, addormentata.

Poco importa se è necessario un dolore per svegliare quella forza. Quel che conta è che da quel momento in poi nulla sarà più uguale, né per lei, né per chi la incontrerà sulla sua via.

 

Una donna così è una che ce l’ha fatta, che sa di poter stare da sola, è una donna che può bastare a se stessa. Per questo, una donna così non si da al primo che capita ma se ti sceglie ti da anima e cuore.

È una con cui condividere, mai più una su cui prevalere.
È una donna che ha tirato fuori quel carattere che non sapeva di avere e che per niente e nessuno potrebbe o vorrebbe ricacciare indietro. È se stessa senza alternative.

Se la trovi, una donna così, non lasciartela scappare.

 

Non ho più lacrime

Non ho più lacrime.

 
Le cerco in ogni dove e non le trovo.
Le invoco, le provoco, le sollecito, chiedo loro di venire a liberarmi dal peso di questo dolore, di alleggerire il carico della mia angoscia.

 
Ma non ho più lacrime.
La vita le ha prosciugate e mi ha tolto così anche una possibilità di alleviare i miei tormenti.

 
Non so più piangere.
Mi trascino nella sofferenza con occhi asciutti, occhi vitrei, occhi che guardano lo spettacolo della vita senza parteciparvi.
Appaio imperturbabile, distaccata, indifferente mentre l’anima è straziata e afflitta dal mio tribolare.
Se solo potessi far scorrere copiose, calde lacrime, se solo potessi sentire le guance umide di pianto mi sentirei di nuovo libera, di nuovo umana, di nuovo donna.
Sentirei il mio cuore squarciarsi e poi, finalmente, ritornare ad essere.Forse, allora, riuscirei di nuovo ad amare.

 
Ma non ho più lacrime.

Lacrime

 

La solitudine……

Ci sono momenti in cui la solitudine è tutto ciò di cui hai bisogno.

Non potresti farne a meno: tu con te e basta.

In quei momenti la solitudine è libertà.

Di essere quello che sei, di fare ciò che vuoi, di volerti bene o odiarti, di pensare o cantare, o leggere, o ballare, o ridere…o piangere.

In quei momenti, che tu stia bene o stia male, hai bisogno solo di te stessa e godi della tua presenza. Ti vedi, pure senza specchi, ti parli, anche senza parole, ti ascolti seppure in silenzio. Non ti occorre altro che essere te, stare con te, vivere te.

Poi ci sono gli altri momenti in cui la solitudine è vuoto e tu non basti a riempirlo.

Non hai voglia di ascoltarti, senti la mancanza di qualcuno che ti distragga dai tuoi pensieri, dalla tua immagine, dalla tua voce, dal tuo assordante silenzio.

L’isolamento è un fastidio, lo spazio è vacante, l’anima irrequieta.

Non ti basta la musica, la tv, un libro. Hai bisogno di qualcuno. Di una voce, di una presenza, di un contatto, di un confronto. Hai necessità di decentrarti, di essere per qualcun altro, di rispecchiarti in uno sguardo, di trovare riscontri, conferme o negazioni. Purché arrivino da altri.

Hai bisogno di allontanarti da te e andare verso qualcuno, di espandere te stessa verso relazioni con qualcuno diverso da te.

La più grande fortuna, in questi casi, è poter scegliere. Se puoi scegliere di stare con te stessa o con gli altri, se hai la possibilità di fuggire da te e correre verso qualcuno oppure di isolarti e cercare solo la tua compagnia, allora sei in equilibrio, hai una vita sana, hai tutto ciò che ti serve.

La sana solitudine, così come la buona compagnia, sono lussi che pochi possono permettersi…..

solitudine