Le donne hanno l’anima guerriera.

Le donne hanno l’anima guerriera.

Le puoi minacciare, colpire, ferire: loro vacillano, ma non mollano mai.

 

Le puoi tradire, ingannare, raggirare: dopo una ferita torneranno sempre a riprendersi la vita.

Le donne piangono, hanno paura, ma nascono abituate alla lotta.

Puoi tender loro delle trappole: le donne toccano il fondo e proprio da lì cominciano a far crescere qualcosa di nuovo, senza perdersi nel dolore del fallimento, sempre pronte a svegliarsi, a guardare in faccia la realtà, sempre pronte a rinascere.

Anche se si smarriscono, le donne trovano sempre la via del ritorno.

Sanno ricucire gli strappi, raccogliere i frantumi, rimettere insieme i pezzi.

Sanno guardare in faccia il dolore, ma rifiutano di accettare la fine.

 

Le donne sanno imparare dalle sconfitte, guadagnano coraggio e prudenza.

Consapevoli della loro forza, cominciano a volersi bene e a pretendere di veder riconosciuto il proprio valore.

Smettono di accontentarsi e accettano solo chi è capace di vedere la ricchezza e la magia che contengono, chi è capace di occuparsi delle meravigliose creature che sono diventate.

Le donne vacillano, ma non mollano mai.

Perché le donne hanno l’anima guerriera.

 

 

Certi dolori

Certi dolori non scompaiono, si nascondono.
Non si sentono per un po’, si trascurano, si ignorano, si dimenticano.
Pare siano passati per sempre, e poi, inaspettatamente, sorprendentemente, si ritrovano, presenti e vivi come se fossero nuovi, ancora giovani, mai assorbiti dalla pelle e dal cuore.

Certi dolori lasciano in un equilibrio instabile, sempre precariamente sospesi fra la felicità e la malinconia, fra la paura e la voglia di continuare a farcela.

Certe dolori lasciano buchi neri, segni come cicatrici. Non fanno più male, ma rimangono come testimoni di antiche sofferenze.

Certi dolori, inopportuni, riappaiono: per un racconto, una canzone, una sensazione, un odore, un colore; si ripresentano beffardi insieme al ricordo di lacrime versate, di notti bianche, di smarrimenti, di paure.

Certi dolori si ripetono, pungenti, intensi, irritanti, esasperanti, molesti.
Quando tornano si può solo assecondarli, lasciandosi trascinare per riviverli e poi rimetterli nell’angolo.
Sospesi.
E poi, di nuovo, ricominciare.

 

 

 

 

 

 

 

Armi di seduzione

Sedurre vuol dire letteralmente “portare a sé” . Quindi attirare, affascinare, conquistare.

La seduzione, in senso lato, non vuole necessariamente come protagonisti persone di sesso opposto, uomo e donna.
Non riguarda solo calze a rete, reggicalze o autorreggenti, non si esaurisce esclusivamente nelle alcove, non attiene semplicemente alla fisicità.
Non è la ricerca ossessiva di contatto di corpi, non è necessariamente finalizzata ad un incontro amoroso.

La seduzione più importante è quella cerebrale, è affascinare e stimolare mente e pensieri.

Parte dalla testa , passa dagli occhi, giunge alle labbra.
Essere sedotti può voler dire rimanere imprigionati in una rete di parole, in un gioco di intelligenze.
Si può rimanere sedotti senza necessariamente coinvolgere il corpo, ma non si può coinvolgere la carne senza essere sedotti.

 

“Non è abbastanza conquistare; uno deve imparare a sedurre.”

Voltaire

 

Arrivata a questo punto…

Arrivata a questo punto della mia vita non posso e non voglio permettermi di essere tollerante con chi non merita la mia tolleranza, di essere compiacente con chi è falso e ipocrita, di essere gentile con chi non sa che cosa sia il rispetto e l’educazione.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso più trascurare le mie esigenze per chi pensa solo al suo profitto; per chi vuole manovrarmi, controllarmi; per chi non è leale, trasparente, per chi è troppo concentrato su se stesso e non riesce a muoversi oltre i propri interessi.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso più acconsentire ad essere ferita, afflitta, turbata da chi non ha niente da dare se non perfidia, malanimo e meschinità.

Non posso più subire senza ribellarmi, senza oppormi, senza insorgere contro l’egoismo, l’avidità e l’avarizia di sentimenti.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso lasciarmi scalfire da parole indegne, da gesti ignobili, da azioni spregevoli.

Non posso compiacere richieste eccessive, esigenze esasperate, bisogni eccedenti.

Arrivata a questo punto, non ho tempo da perdere con chi non è degno del mio tempo, non ho vita da sprecare con chi non è all’altezza della mia vita.

Sono arrivata fin qui con affanno, lottando con caparbietà, ostinazione, con cocciutaggine, con la costanza di chi insegue un sogno col coraggio della speranza. Ci sono arrivata tamponando mancanze, sanando ferite, ricucendo strappi, sanando rotture. Superando, da sola, sconforto, umiliazioni, delusioni.

Per questo, arrivata a questo punto della mia vita, sono disposta ad amare unicamente me stessa e chi mi ama.

 

 

Una donna così

Una donna così non ti farà mai del male. Conosce il dolore, porta cicatrici e, proprio per questo, non ferisce mai per prima.
Una donna così, forse, non la potrai mai capire, ma di certo la potrai amare.
È una donna che si è trovata sola, senza sostegno, senza aiuto, senza un riferimento, e ha vissuto la svolta.
Quando una donna finisce di lasciarsi guidare, istruire, di lasciarsi vivere, comincia a pensare con la sua testa, a camminare con le sue gambe, a lottare con le sue unghie e a farcela, da sola.

 

Allora cambia tutto. Cambia prospettiva, cambia carattere, cambia la vita. E finalmente capisce che ha una forza, dentro, che stava semplicemente nascosta, sopita, addormentata.

Poco importa se è necessario un dolore per svegliare quella forza. Quel che conta è che da quel momento in poi nulla sarà più uguale, né per lei, né per chi la incontrerà sulla sua via.

 

Una donna così è una che ce l’ha fatta, che sa di poter stare da sola, è una donna che può bastare a se stessa. Per questo, una donna così non si da al primo che capita ma se ti sceglie ti da anima e cuore.

È una con cui condividere, mai più una su cui prevalere.
È una donna che ha tirato fuori quel carattere che non sapeva di avere e che per niente e nessuno potrebbe o vorrebbe ricacciare indietro. È se stessa senza alternative.

Se la trovi, una donna così, non lasciartela scappare.

 

Non ho più lacrime

Non ho più lacrime.

 
Le cerco in ogni dove e non le trovo.
Le invoco, le provoco, le sollecito, chiedo loro di venire a liberarmi dal peso di questo dolore, di alleggerire il carico della mia angoscia.

 
Ma non ho più lacrime.
La vita le ha prosciugate e mi ha tolto così anche una possibilità di alleviare i miei tormenti.

 
Non so più piangere.
Mi trascino nella sofferenza con occhi asciutti, occhi vitrei, occhi che guardano lo spettacolo della vita senza parteciparvi.
Appaio imperturbabile, distaccata, indifferente mentre l’anima è straziata e afflitta dal mio tribolare.
Se solo potessi far scorrere copiose, calde lacrime, se solo potessi sentire le guance umide di pianto mi sentirei di nuovo libera, di nuovo umana, di nuovo donna.
Sentirei il mio cuore squarciarsi e poi, finalmente, ritornare ad essere.Forse, allora, riuscirei di nuovo ad amare.

 
Ma non ho più lacrime.

Lacrime

 

La solitudine……

Ci sono momenti in cui la solitudine è tutto ciò di cui hai bisogno.

Non potresti farne a meno: tu con te e basta.

In quei momenti la solitudine è libertà.

Di essere quello che sei, di fare ciò che vuoi, di volerti bene o odiarti, di pensare o cantare, o leggere, o ballare, o ridere…o piangere.

In quei momenti, che tu stia bene o stia male, hai bisogno solo di te stessa e godi della tua presenza. Ti vedi, pure senza specchi, ti parli, anche senza parole, ti ascolti seppure in silenzio. Non ti occorre altro che essere te, stare con te, vivere te.

Poi ci sono gli altri momenti in cui la solitudine è vuoto e tu non basti a riempirlo.

Non hai voglia di ascoltarti, senti la mancanza di qualcuno che ti distragga dai tuoi pensieri, dalla tua immagine, dalla tua voce, dal tuo assordante silenzio.

L’isolamento è un fastidio, lo spazio è vacante, l’anima irrequieta.

Non ti basta la musica, la tv, un libro. Hai bisogno di qualcuno. Di una voce, di una presenza, di un contatto, di un confronto. Hai necessità di decentrarti, di essere per qualcun altro, di rispecchiarti in uno sguardo, di trovare riscontri, conferme o negazioni. Purché arrivino da altri.

Hai bisogno di allontanarti da te e andare verso qualcuno, di espandere te stessa verso relazioni con qualcuno diverso da te.

La più grande fortuna, in questi casi, è poter scegliere. Se puoi scegliere di stare con te stessa o con gli altri, se hai la possibilità di fuggire da te e correre verso qualcuno oppure di isolarti e cercare solo la tua compagnia, allora sei in equilibrio, hai una vita sana, hai tutto ciò che ti serve.

La sana solitudine, così come la buona compagnia, sono lussi che pochi possono permettersi…..

solitudine

 

Il sole oltre la notte

Appena sveglia, ancora assonnata e spettinata, appoggiata allo stipite della porta della cucina con in mano la mia tazza del caffè, lo guardo mentre, seduto sul divano del soggiorno, sorseggiando il suo cappuccino, gioca con il cane, che aspetta speranzoso qualcosa da mangiare. Lo guardo, ed è così sereno, illuminato dal tiepido sole ormai autunnale che entra dall’ampia vetrata.

Istintivamente sorrido. Mi sento felice, gioiosa, beatamente appagata e tranquilla.

Sarebbe facile se la mente funzionasse a compartimenti stagni. Basterebbe chiudere i pensieri negativi, le angosce, le ansie, i dolori in una parte del cervello e tirarli fuori solo quando necessario, così da godersi il più possibile gli attimi di felicità senza che questi siano contaminati da pensieri negativi.

Forse si potrebbe impazzire per troppa felicità, e per questo esistono i piccoli e grandi dolori, quelle angosce che disturbano la vita. Tanto è vero che non esiste nessuno senza problemi, che in assenza di grandi dolori ognuno si crea affanni e preoccupazioni che potrebbero davvero sembrare fole a chi i problemi, quelli veri, li conosce bene.

Ogni essere umano aspira alla felicità, alla tranquillità, alla serenità, ma, e non credo che sia semplicemente una consolazione per una persona che il dolore lo ha conosciuto così bene da portarselo cucito addosso come una seconda pelle, anche gli eventi negativi sono utili nella vita.

I problemi di salute ti insegnano ad apprezzare davvero i momenti di benessere, ti insegnano a dare il giusto peso e la giusta importanza a tutte le altre vicende poco gradevoli, ti insegnano a godere di quello che hai con la consapevolezza che potresti avere decisamente di meno.

Gli altri dolori, le delusioni, le relazioni sofferte, le fratture con affetti consolidati, la frustrazione per le esperienze negative ti insegnano a riconoscere i pericoli, a proteggerti, a stringerti forte a te per non permettere a nessuno, nemmeno a te stessa, di farti rivivere situazioni sgradevoli e critiche.

Senza che sia necessario chiudersi ad ogni possibilità di relazioni affettuose, sincere, schiette, appaganti. Perché, proprio grazie a quel dolore cocente, a quelle ferite dolenti, a quelle cicatrici, a quelle debolezze, si impara ad individuare e distinguere il rischio, la minaccia, l’eventualità di ulteriori tribolazioni. E ad evitarli.

Mi porto appresso fantasmi del passato, mi porto sensi di colpa nei confronti di me stessa, mi porto sulla pelle e dentro il corpo le conseguenze di un male che ancora non mi abbandona. Ma non voglio negarmi la gioia di questi momenti in cui penso di avere tutto ciò di cui ho bisogno, tutto ciò che ho desiderato e che ho potuto avere. Un meraviglioso uomo che sorride sorseggiando il cappuccino, che mi guarda felice anche se sono assonnata e spettinata, un cane dolcissimo e giocherellone, e una fantastica luce autunnale che entra nella nostra casa a ricordarci che c’è sempre il sole oltre la notte.

sole

Non lo voglio un amore tanto per dire…..

Non lo voglio un amore tanto per dire, un amore da mostrare, un sentimento da esibire; un amore da accettare.

Non mi importa degli anni che passano, delle rughe che aumentano, dei capelli bianchi che si affacciano, del futuro segnato.

Non mi preoccupo delle aspettative degli altri, di chi vuole la resa, di chi ha inaridito il cuore.

Non è mai troppo tardi per amare.

Ed io voglio un amore adatto alle mie esigenze, che sia quello che mi faccia sentire donna davvero, che soddisfi i miei bisogni, un amore su misura per me.

Voglio un amore che dia i brividi, che mi faccia fremere di desiderio.

Un amore di quelli che toglie il fiato, che regala emozioni, che fa tremare, che faccia soffrire per l’assenza e impazzire di gioia ad ogni abbraccio.

Dell’amore Io voglio le attese, le inquietudini, i turbamenti e le apprensioni.

Voglio che mi regali sorrisi e lacrime.

Voglio un amore che sia autentico, intenso, energico, vigoroso, solido.

Un amore ardente, insaziabile, genuino, spontaneo, schietto.

Pretendo passione, partecipazione, trasporto ed eccitazione.

Mi aspetto l’impeto, la smania, la bramosia, la dedizione.

Voglio un amore entusiasta, appagato, interessato ed interessante. Lo voglio grandioso, risplendente, abbagliante, abbacinante.

Voglio un amore unico ed incomparabile.

Lo voglio perché non conosco “ultime spiagge”, non conosco approdi certi, non mi accontento più.

Non accetto sconti. Non ci sono “offerte”, nel mio cuore, non c’è da scappare a nessuna solitudine.

Ho imparato ad amarmi tanto che non so che farmene di un amore tanto per dire, un amore da mostrare, un sentimento da esibire; un amore da accettare.

amore tanto per dire

Amore per sempre

Lei non ha imparato ad amare. Lei piena d’amore c’è nata. E più cresceva, più l’amore che aveva dentro cresceva con lei.

Amore per tutto e tutti.

Amore per la sua famiglia, per i suoi giochi, per lo studio, per le sue passioni.

Amore per la sua casa, per la strada che percorreva ogni giorno, per i pomeriggi di pioggia e per le primavere trascorse a mangiare fragole e panna e a fare gite in campagna.

Amore per il suo diario segreto, per i suoi vestiti rosa, per le sua amiche, per i compagni di scuola.

Amore per il suo uomo, per tutto ciò che li circondava, per i film romantici, per i telefilm americani, per la musica, per il teatro, per i suoi cuginetti più piccoli, per gli anziani che piano piano sono andati via.

Amore per il lavoro, per la sua  macchina nuova, per la conoscenza, per le sfide, per gli animali, per i più deboli, per i più forti.

Amore per…un nuovo amore,

Amore per l’amore.

Anche quando quest’amore è stato illogico, immotivato, incompreso ed incomprensibile, irrazionale e non ricambiato, lei ha amato.

Come un istinto incontrollato ed incontrollabile, l’amore c’è sempre stato, ostinato, incessante, implacabile ed insistente. A volte sprecato.

Amore sempre presente, sempre verso qualcosa o qualcuno fuori di lei.

Amore per lei? Amore negato.

amore