Non lo voglio un amore tanto per dire…..

Non lo voglio un amore tanto per dire, un amore da mostrare, un sentimento da esibire; un amore da accettare.

Non mi importa degli anni che passano, delle rughe che aumentano, dei capelli bianchi che si affacciano, del futuro segnato.

Non mi preoccupo delle aspettative degli altri, di chi vuole la resa, di chi ha inaridito il cuore.

Non è mai troppo tardi per amare.

Ed io voglio un amore adatto alle mie esigenze, che sia quello che mi faccia sentire donna davvero, che soddisfi i miei bisogni, un amore su misura per me.

Voglio un amore che dia i brividi, che mi faccia fremere di desiderio.

Un amore di quelli che toglie il fiato, che regala emozioni, che fa tremare, che faccia soffrire per l’assenza e impazzire di gioia ad ogni abbraccio.

Dell’amore Io voglio le attese, le inquietudini, i turbamenti e le apprensioni.

Voglio che mi regali sorrisi e lacrime.

Voglio un amore che sia autentico, intenso, energico, vigoroso, solido.

Un amore ardente, insaziabile, genuino, spontaneo, schietto.

Pretendo passione, partecipazione, trasporto ed eccitazione.

Mi aspetto l’impeto, la smania, la bramosia, la dedizione.

Voglio un amore entusiasta, appagato, interessato ed interessante. Lo voglio grandioso, risplendente, abbagliante, abbacinante.

Voglio un amore unico ed incomparabile.

Lo voglio perché non conosco “ultime spiagge”, non conosco approdi certi, non mi accontento più.

Non accetto sconti. Non ci sono “offerte”, nel mio cuore, non c’è da scappare a nessuna solitudine.

Ho imparato ad amarmi tanto che non so che farmene di un amore tanto per dire, un amore da mostrare, un sentimento da esibire; un amore da accettare.

amore tanto per dire

Amore per sempre

Lei non ha imparato ad amare. Lei piena d’amore c’è nata. E più cresceva, più l’amore che aveva dentro cresceva con lei.

Amore per tutto e tutti.

Amore per la sua famiglia, per i suoi giochi, per lo studio, per le sue passioni.

Amore per la sua casa, per la strada che percorreva ogni giorno, per i pomeriggi di pioggia e per le primavere trascorse a mangiare fragole e panna e a fare gite in campagna.

Amore per il suo diario segreto, per i suoi vestiti rosa, per le sua amiche, per i compagni di scuola.

Amore per il suo uomo, per tutto ciò che li circondava, per i film romantici, per i telefilm americani, per la musica, per il teatro, per i suoi cuginetti più piccoli, per gli anziani che piano piano sono andati via.

Amore per il lavoro, per la sua  macchina nuova, per la conoscenza, per le sfide, per gli animali, per i più deboli, per i più forti.

Amore per…un nuovo amore,

Amore per l’amore.

Anche quando quest’amore è stato illogico, immotivato, incompreso ed incomprensibile, irrazionale e non ricambiato, lei ha amato.

Come un istinto incontrollato ed incontrollabile, l’amore c’è sempre stato, ostinato, incessante, implacabile ed insistente. A volte sprecato.

Amore sempre presente, sempre verso qualcosa o qualcuno fuori di lei.

Amore per lei? Amore negato.

amore

Donne di tendenza

Ma sì, forse un po’ diversa dalla maggior parte delle donne lo sono davvero. Ma non è nè merito né colpa mia.

Se mi guardo intorno, non ovunque per fortuna, mi arrivano immagini di donna nelle quali non mi riconosco, o almeno non mi riconosco più. Parlo delle donne di tendenza, di quelle che sono diventate sempre più la brutta copia di pessimi uomini in gonnella.

Non credo che questo sia dovuto all’emancipazione conquistata dopo anni di lotte femministe, quanto, piuttosto, a diverse interazioni familiari, interpersonali, sociali e fra i due sessi, se è vero che ad un cambiamento dell’atteggiamento femminile corrisponde un’altrettanta preoccupante trasformazione della condotta maschile. E soprattutto a me pare che tutto sia riconducibile ad un anticonformismo tanto ricercato quanto falso.

Le donne di tendenza sembra vivano esclusivamente per “fare aperitivi”, per mostrarsi abbronzate e trendy, per andare per locali, per mostrare taglie di reggiseno sempre più abnormi che contengono spesso tette rigorosamente rifatte; per mostrarsi soddisfatte e sorridenti in ogni luogo e per qualsiasi cosa. Se hanno un compagno è certo il migliore del mondo e i figli, laddove ci sono, piccoli geni. Per non parlare della carriera, dove essere sottoposte a qualcuno sembra diventata la peggiore delle iatture. Nella maggior parte dei casi gli argomenti ricorrenti delle loro conversazioni sono i locali alla moda, i vestiti griffati o le unghie piene di disegnini o brillantini, meglio ancora se griffate anche quelle.

Alla fine, illuse di seguire i propri desideri, di affermarsi e di eccellere uscendo dalla massa, a me pare si adeguino a dei taciti dictat che la società impone loro.

Gli uomini, messi di fronte a siffatte femmine, sembrano essere deprivati del ruolo che faticosamente si erano conquistati e rimangono relegati, senza tanti sforzi e quasi crogiolandosi beati, nel ruolo che avevano dato loro madri protettive e super accudenti, se non fosse per l’ansia che hanno di dover soddisfare proprio in “quei momenti lì” donne che possono diventare sempre più esigenti.

Sarà perché molti eventi della mia vita mi hanno tolto delle possibilità e perché altri mi hanno portata a dare importanza a cose diverse, ma per me quel che conta è altro.

Io non sopporto la sciatteria e ho la vanità necessaria per provare a rendermi gradevole agli occhi degli altri.

Ma alle serate trascorse a parlare di Hogan e Luis Vitton, preferisco quelle con poche persone ma buone, con cui poter parlare di tutto lasciandosi anche andare a sane risate che sgorgano dal cuore solo per l’allegria che dà il piacere di stare con persone che stimi e a cui vuoi bene.

Questa consapevolezza lungi dal farmi star bene, alla fine mi fa sentire una extraterrestre, perché anche per me come per il mondo intero il consenso di chi mi circonda diventa la prova del mio esser “sana”.

Ho, però, le prove di non essere “l’unica” e questo è così consolante da non farmi sentire la benché minima necessità di un cambiamento.

Io più che di tendenza, sono padrona di una vita tendente al banale. Ma meravigliosamente vera e soprattutto L I B E R A!

tendenza

Ragazza mia

Ragazza mia, fermati cinque minuti e ascoltami.

Tu sei bella, sei importante, sei preziosa e meriti il meglio.

Non permettere a nessuno, neanche a chi dice di volerti bene, di rubarti i sogni, di toglierti le speranze, di privarti delle tue aspettative, di sottrarti la tua identità.

Non pensare mai di non essere abbastanza, non credere di non essere all’altezza, non convincerti che devi fare qualcosa di più per essere apprezzata.

Tu vali per quello che sei, non per quello che fai, e nessuno deve mancarti di rispetto, deve ferirti, condizionarti, farti del male, deve rubare la tua libertà.

Tu sei preziosa. Non regalarti, lasciati conquistare. Pretendi attenzioni, aspira al meglio, aspettati amore vero.

Segui le tue inclinazioni, abbandonati alle tue aspirazioni, concediti di scegliere, realizza i tuoi desideri, affezionati a te stessa, regalati il meglio possibile.

Difenditi dalla cattiveria. Fuggi dai pericoli, preservati, abbi cura di te.

Guardati dai falsi amici, fidati delle persone giuste e quando soffrirai, perché soffrirai, non umiliarti mai.

Perdonati i passi falsi che farai, perdonati le scelte sbagliate.

Perdona pure chi ti colpirà, ma non dimenticare. Mai.

Non temere di piangere, di mostrare le tue fragilità, vivi i tuoi dolori, ma sii forte abbastanza da rialzarti dopo ogni caduta. Non arrenderti mai.

Fidati di te stessa: hai dentro di te l’intuito infallibile delle donne, se non lo lascerai inascoltato lui ti guiderà sempre nella giusta direzione.

Ridi, divertiti, assapora la vita, gusta la gioia, insegui la felicità, non accontentarti della mediocrità.

Dona al mondo il meglio di te e prendi il meglio del mondo.

“Vola in alto con la testa e stai con i piedi a terra”

ragazza mia

Non è colpa tua

Quando attraverserai momenti bui, momenti di sconforto e solitudine, quando ti sentirai sola, abbandonata dalle persone su cui credevi di poter contare, quando ti sentirai vacillare ed oscillare perché avrai la sensazione di aver perso radici ed identità, quando avrai l’impressione che tutto vada a rotoli e ti sentirai priva di forze e speranze, ti fermerai a chiederti: “Ma Dove ho sbagliato? Che cosa ho sbagliato?”

Non cercare risposte.

No, non sei tu, quella che ha sbagliato. Non è tua la responsabilità.

Non è colpa tua se nessuno ti porge una mano perché tutti sanno che sei tanto forte da farcela da sola, non è colpa tua se vivi circondata da indifferenza ed egoismo.

Non è colpa tua se la vita ti sta girando le spalle e ti sta togliendo quello che faticosamente ti eri conquistata, non è colpa tua se gli altri sono abituati a considerarti un porto sicuro.

Non hai sbagliato ad offrire te stessa, non hai sbagliato a regalare emozioni, non hai sbagliato a fidarti degli altri, non hai sbagliato a sorridere alla vita.

Sei stata te stessa, hai creduto ai tuoi valori, sei rimasta fedele ai tuoi ideali.

E questo non è mai un errore. Credici!

Non è mai un errore amare, non è mai un errore essere una amica, non è mai un errore aiutare gli altri, non è mai un errore far del bene.

Non è mai un errore provare simpatia ed empatia, essere sensibili, avere integra la capacità di provare trasporto per gli altri.

Non è mai un errore essere UMANI.

Neanche se lascia scoperto il fianco ad attacchi, a cattiverie, anche se rende vulnerabili al dolore.

Anche se adesso soffri, anche se ti senti sola, anche se credi che stavolta potresti non farcela.

Non inaridire il tuo cuore, non cambiare te stessa, non trasformarti in qualcosa che non sei, non reagire violentandoti.

Abbi fiducia in te stessa, nelle meraviglie che hai dentro di te, nelle risorse che credi di aver perduto ma che stanno lì, in attesa che tu affondi nella tua anima per cercarle, trovarle, tirarle fuori e farcela.

Tu hai tutto ciò che ti serve, tutto quel che è necessario.

Tu hai tutto, tranne che la colpa di avere amato.

colpa

La regola dello stronzo.

Mi pare fosse una battuta di un film: “Se c’è uno stronzo nell’arco di chilometri, io lo trovo e gli dico: <<masticami e sputami!>>”

Molte donne subiscono il fascino del bello e dannato, di quello che si vede lontano un miglio che non potrà mai darti la felicità, di quello che ti farà soffrire.

E tu, nonostante i segni ci siano tutti, rifiuti l’evidenza e ti ci lanci dentro, a quella storia con la parola “Fine” scritta fin dall’inizio.

In realtà si può pure essere ingannati da un atteggiamento quasi dimesso da parte dell’uomo, ma solo al principio e solo per pochissimo tempo. Un giorno o due, al massimo.

Poi lui comincia a mostrare i sintomi della sua stronzaggine. Non ti cerca, non ti chiama, ha sempre qualcosa di importante da fare se gli chiedi di incontrarlo, si fa desiderare manco fosse James Dean. E più lui fa così, più tu, donna con la sindrome della missionaria, gli fornisci alibi, giustificazioni, e più ti innamori, ti sottometti, cominci a “inzerbinarti”, nella convinzione (e il problema è che ci credi davvero) che tu sarai in grado di cambiarlo.

E invece no. Gli uomini non cambiano. E gli stronzi meno degli altri. Loro sono soddisfatti di mostrarsi imbattibili, invincibili, irraggiungibili, inafferrabili, indomabili. Vantano donne ed esperienze a iosa, il che li rende anche più appetibili, e ti fanno intendere che non sei certo la loro unica o ultima chance. E questo ti mette una agitazione addosso che conquistare (figuriamoci poi addirittura farlo innamorare) uno del genere diventa una sfida alla quale non puoi rinunciare, anche se non sei sicura di essere all’altezza di una impresa così ardua. Ma questo rende l’avventura anche più intrigante ed interessante.

Tanto che ti scordi del rischio che puoi rimanerci ferita, fregata, scottata, lacerata. A volte proprio squarciata.

Perché lui non cambierà.

Se ha l’abitudine alla menzogna, mentirà sempre e su tutto quello che riterrà opportuno, che sia una sciocchezza o qualcosa di importante. E non servirà a nulla fargli i sermoni su quanto è bella la sincerità, su quanto tu sia onesta con lui, dimostrargli che si capisce bene quando mente perché non guarda negli occhi o perché alza il sopracciglio destro. Lui continuerà a mentire, perchè è uno stronzo.

Se è portato a pensare solo a se stesso, continuerà a farlo inesorabilmente, sia che si tratti del programma da guardare in tv, sia che si tratti di prendere decisioni importanti per entrambi: il suo benessere verrà sempre prima del tuo. Perchè è uno stronzo.

Se gli piace andarsene in giro la sera, con la scusa del calcetto o per la birretta con gli amici, non riuscirai a farlo smettere, magari facendoti trovare afflitta e sconsolata, avvolta in un plaid, infreddolita sul divano perché, proverai anche questa, hai paura ad andare a letto da sola. Lui continuerà ad uscire e a fare quel che gli piace di più, senza preoccuparsi troppo di te. Perché è un stronzo.

Se un uomo ha l’abitudine di tradire, non lo farà solo una volta e poi, siccome è stato scoperto e si mostra pentito, magari ricominciando un corteggiamento che non vedevi dai primi giorni in cui vi siete conosciuti, smetterà. Non è mai solo una “sbandata”, uno scivolone, una tentazione a cui non ha saputo resistere: diventerà un vizio. E non varranno le tue lacrime, non servirà riversargli addosso tutto il tuo dolore, tentare la carta del vittimismo. Lo rifarà ancora, magari cercando di stare un po’ più attento, cosa che, per altro, agli uomini riesce anche male.

E tu, tu non potrai neanche protestare più di tanto, perché lui non te lo hai mai nascosto di essere uno stronzo.

Allora puoi scegliere se rimanere a soffrire senza via di scampo o mollare tutto e lasciare spazio alla prossima. Tanto l’uomo stronzo la trova sempre, la prossima.

Nella speranza, ci spera chiunque abbia avuto a che fare con uno così, che per una volta becchi una donna più stronza di lui, tanto stronza che lo disorienti e, togliendogli ogni certezza, lo faccia capitolare e gli renda tutto quello che lui ha fatto a te.

Intanto tu, donna, scappa, scappa lontano e va a cercare l’uomo giusto per te.

Il bravo ragazzo: forse meno intrigante, forse meno stuzzicante, ma altrettanto interessante e coinvolgente. E soprattutto capace di amarti senza ferirti. Vedrai che c’è. Magari neanche tanto lontano da te.

In bocca al lupo, donna….

stronzo

Uomini e donne

Gli uomini e le donne sono diversi. Talmente diversi che non si capisce perché siano condannati a vivere insieme.

Gli uomini sono fondamentalmente degli esseri semplici, emotivamente e mentalmente. Se un uomo ha un problema da risolvere, si chiude in un silenzio tombale, si chiude in se stesso, non cerca consigli, difficilmente richiede pareri, elabora il suo piano e trova la soluzione. Se non la trova, laddove può  archivia il problema e passa avanti. A nulla valgono le richieste della sventurata moglie o fidanzata che, avvertendo che c’è qualcosa che non va,  mette in atto una vera e propria campagna investigativa che parte da un bersagliamento di domande, fra le quali la più frequente e più odiata dal malcapitato è “Dimmi a che cosa stai pensando”, a cui seguono solitamente “Ho capito che c’è qualcosa che non va”, “perché non vuoi parlarne?”, “magari posso aiutarti”, “ecco, lo vedi non ti fidi di me, non mi stimi, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”. E i problemi dell’uomo a quel punto diventano due.

Le donne, no. Le donne di fronte ad una circostanza non prevista e sgradevole chiamano la madre, le amiche, cercano opinioni, pareri, punti di vita diversi.

La donna ne parla continuamente anche da sola, se proprio non c’è nessuno nel giro di qualche chilometro, attendendo che arrivi lui, nell’illusione che si accorga al primo sguardo che c’è qualcosa che non va e si metta insieme a lei a sviscerare il problema e prospettare milioni di possibili soluzioni. Siccome questo generalmente non accade, cioè l’uomo non si accorge che c’è un problema se non dopo che la donna ha sbattuto qualche porta o gli si è parata davanti con occhi umidi e mento tremolante, e siccome dopo aver ascoltato il problema lui propone serafico la soluzione per lui più ovvia senza considerare tutti i possibili scenari, i risvolti e miliardi di conseguenze, ancora una volta la donna ripropone il suo repertorio: “Tu non capisci, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”.

A far sentire amato un uomo ci vuole tutto sommato poco. Dei gustosi piatti cucinati con attenzione, un divano tutto per lui, non chiedergli di toglier le scarpe prima di entrare a casa, cedergli il telecomando e quindi la libertà di rivedere per la milionesima volta le scazzottate di Bud Spencer, un po’ di buon sesso (e dai, diciamocelo!) e non vorrà molto di più.

Le donne hanno bisogno di cose diverse. Ma proprio molto diverse! Le donne devono sentirsi ammirate e apprezzate, hanno bisogno di essere amate e sostenute, di essere capite (possibilmente senza neanche spiegare) e compatite. Hanno bisogno di attenzioni continue, hanno necessità di essere corteggiate e di sentirsi venerate continuamente. Desiderano bigliettini d’amore attaccati al frigorifero, essere accompagnate a fare shopping perché insieme è più divertente, essere aiutate a lavare i piatti, ricevere un massaggio ai piedi ogni tanto e un paio di messaggi romantici al telefonino a settimana. Hanno bisogno di sentirsi dire che sono belle, che cucinano da Dio, che nessun’altra al mondo potrebbe dare ad un uomo quello che danno loro. Tutto ciò con regolarità, senza possibilità di periodi di “sospensione” e con il dovuto trasporto, pena la solita tiritera “Tu non capisci, non mi stimi, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”.

Gli uomini tendono al successo e alla realizzazione professionale, hanno bisogno di essere apprezzati per quello che fanno soprattutto fuori casa. Quando parlano del loro lavoro, SE parlano, hanno bisogno di sentirsi ammirati e apprezzati per i loro buoni risultati, e dopo che hanno finito di raccontare dei loro successi, passano allo stato catatonico davanti al tg della sera.

Le donne parlano di sentimenti, di emozioni, di desideri e bisogni; praticamente di tutte quelle cose che gli uomini considerano superflue. Non perché non provino sentimenti o emozioni, non perché non abbiano desideri e bisogni, ma semplicemente perché ritengono superfluo parlarne passati tre mesi dall’inizio del rapporto. Per questo, le donne, sentendosi trascurate ricominciano con il solito “Tu non capisci, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”.

Eppure….

Eppure gli uomini non posso stare senza le donne e le donne non riescono a fare a meno degli uomini. Perché al di là delle differenze, al di là dei “Tu non capisci, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”, se due persone si amano, trovano sempre un punto di incontro. Se due si amano, capiscono che il proprio compagno non è perfetto, che il rapporto ha bisogno di cure, ma che, col buon senso, un po’ di compromessi e la disponibilità alla condivisione, con la comprensione delle rispettive necessità, dopo malintesi o disaccordi, si può tornare sempre alla perfetta armonia che ci ha fatto innamorare e a ringraziare la buona sorte che ci ha fatti incontrare.

uomini e donne

Semplicemente accade…

Getta pure la maschera.

Non ho paura della verità. Temo molto di più la tua ipocrisia, le giustificazioni che vuoi rifilarmi, la storia assurda che vuoi raccontarmi.

Lo conosco il tuo volto dietro il cerone. Lo so che non mi ami più. Lo sento in ogni tuo gesto, lo leggo nel tuo sguardo assente.

Puoi fingere che sia tutto immutato e sperare che l’emozione ritorni. Ma sbagli.

Un amore grande non può ritornare. Se se ne è andato, nonostante la violenza con cui noi lo sentivamo, avrà avuto i suoi buoni motivi. E non preoccuparti se il mio sentimento è rimasto costante e se tutto di te ancora mi smuove le parole più dolci. Semplicemente accade.

Gli amori finiscono, le emozioni si spengono, le persone si perdono. Talvolta, senza rendersene conto.

Accade semplicemente che uno dei due si distragga, che per qualche giorno si concentri su altre cose che ritiene più importanti. Poi, per ragioni che ancora non riesco a capire, quei giorni diventano mesi. Anni. E ci si ritrova sconosciuti.

Quasi sempre, però, uno dei due resta innamorato e non si capacita di come un amore tanto grande possa essersi perduto. Ma anche la primavera finisce e i fiori si domandano perché debbano smettere di sbocciare.

Semplicemente accade…

(Serena Santorelli)

accade

Mettiti davanti allo specchio e sorridi

“Mettiti davanti allo specchio e sorriditi-dicono- e la giornata andrà meglio.”

Davanti allo specchio, ho guardato i miei occhi. E ho visto.

Ho visto una bambina dai capelli rossi, nata “nell’Africa d’Italia”, giocare sotto un albero a far torte di fango, impiastricciando terra e sogni. L’ho vista correre, sbucciarsi un ginocchio e rifugiarsi nel posto più sicuro che ci fosse al mondo: le braccia di suo padre.

L’ho vista cambiare assieme ai suoi capelli diventati più scuri, crescere piano piano nella sicurezza di un mondo che non esiste più. L’ho vista mentre ascoltava le storie dell’anziano contadino,quando, seduti insieme su sedie intrecciate a mano, prendevano a morsi rossi pomodori appena raccolti accompagnati dal pane fresco cucinato dalla moglie, che lui conservava in ruvide tovaglie intessute dalle anziane signore del paese.

L’ho vista leggere libri che parlavano solo d’amore e l’ho vista sognarlo quell’amore, aspettarlo. L’ho vista credere che avrebbe preso per mano un uomo e che sarebbe stato per sempre.

L’ho vista innamorata e poi delusa, stupidamente ostinata a rincorrere il sogno di una casa calda e accogliente piena d’amore, di gioia e di risolini di bambini lentigginosi e con gli occhi azzurri come quelli delle sue nonne.

L’ho vista piangere, quando la vita le ha strappato i sogni ad uno ad uno, mentre anche il corpo cominciava a tradirla, per un male che, infido e subdolo, provava a toglierle voglia di vivere e speranze.

L’ho vista donna, arrabbiata con la vita e con il mondo, cercare di sconfiggere sconforto e frustrazione mordendo i giorni che trovava davanti a sé, per non crollare, per non capitolare, per non cedere.

L’ho vista rinunciare, abbassare le armi, abbattuta, piegata, persa.

Poi l’ho vista risvegliarsi, riemergere, rinnovarsi e tornare alla vita. Con testardaggine, caparbietà, irriducibilità ed ostinazione.

L’ho vista credere ancora in un sogno, investire e rischiare se stessa e la

 

 

vita nella voglia di ritornare ad essere, ad esistere.

Davanti allo specchio, adesso, mi sorrido e rido, rido forte, rido di più, rido irrefrenabilmente.

Perché quando hanno provato a distruggermi, alla fine, a sorpresa, ce l’ho fatta io!

Mi merito il meglio

Per tutto il dolore che ho incontrato lungo il percorso della mia vita; perché mi sono fidata e sono stata delusa; perché ho conosciuto il sapore amaro della sconfitta; per le lacrime che ho versato, per la tristezza che ho conosciuto, per le afflizioni e le amarezze che ho tollerato, per le sopraffazioni e le ingiustizie che ho patito, io mi merito il meglio.

Mi merito il meglio perché me lo sono guadagnato pagandolo con la moneta sonante della sofferenza; perchè ho sperimentato il male e la tribolazione; perché ho dato mille volte di più di quanto abbia ricevuto, perché sono stata umiliata, mortificata, bistrattata.

Mi merito il meglio per essere riuscita a far sopravvivere la parte migliore di me, portando nascoste le ferite nell’anima, perché ho sempre trovato la forza di rinascere e ricominciare, senza arrendermi, senza abbandonare la speranza.

Per tutte quelle volte che mi hanno fatto credere di non essere abbastanza ed io non ho mollato e ce l’ho fatta, mi merito il meglio.

Perché sono una donna che vuole sorridere ancora, credere in se stessa e nella vita, perché sono già pronta alla prossima battaglia, IO MI MERITO IL MEGLIO.

merito il meglio