C

GIANRICO CAROFIGLIO

Testimone inconsapevole

descrizione:

È stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d’ufficio e vent’anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita.-

CITAZIONI

  • Pensai ai conti che si chiudono e alle cose che cominciano. Pensai che avevo paura ma che, per la prima volta, non volevo sfuggirla o nasconderla, quella paura. E mi sembrava una cosa tremenda, e bellissima.
  • Ci si affeziona anche al dolore, persino alla disperazione. Quando abbiamo sofferto moltissimo per una persona, il fatto che il dolore stia passando ci sgomenta. Perché crediamo significhi, una volta di più, che tutto, veramente tutto finisce.
  • Appassionarsi e nutrire aspettative sono due cose pericolose.
  • Eppure, forse per la prima volta nella mia vita, non mi sentivo a disagio nel silenzio. Non sentivo l’ansia di riempirlo, in qualche modo, con la mia voce o qualche altro rumore. Avevo l’impressione di intuirne la trama delicata, mobile. La musica, pensai in quel momento.
  • Ci passano vicini interi mondi e non ce ne accorgiamo. Ero turbato.
  • Senza una ragione che fossi in grado di identificare, mi venne in mente un proverbio turco, antico, che diceva più o meno così: Prima di amare, impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte.
  • Ero sempre arrivato con l’affanno agli appuntamenti importanti, di lavoro, di studio o di altro. Mi ero sempre ridotto all’ultimo momento, all’ultima notte, all’ultimo ripasso e, dopo, avevo sempre avuto l’impressione di avere rubato qualcosa e di averla fatta franca.
  • Quando vado in una casa per la prima volta controllo se ci sono libri, se sono pochi, se sono molti, se sono troppo ordinati – il che non depone bene – se sono dappertutto – il che depone bene – eccetera, eccetera.

Le perfezioni provvisorie

dal risvolto di copertina:

Le giornate di Guido Guerrieri trascorrono in equilibrio instabile fra il suo lavoro di avvocato – un nuovo elegante studio, nuovi collaboratori, una carriera di successo – e la solitudine venata di malinconia delle sue ore private. Antidoti a questa malinconia: il consueto senso dell’umorismo, la musica, i libri e le surreali conversazioni con il sacco da boxe, nel soggiorno di casa. Tutto inizia quando un collega gli propone un incarico insolito: cercare gli elementi per dare nuovo impulso a un’inchiesta di cui la procura si accinge a chiedere l’archiviazione. Manuela, studentessa universitaria a Roma, figlia di una Bari opulenta, è scomparsa in una stazione ferroviaria, inghiottita nel nulla dopo un fine settimana trascorso in campagna con amici. Inizialmente Guerrieri esita ad accettare l’incarico, più adatto a un detective che a un legale. Poi, scettico e curioso a un tempo, inizia a studiare le carte e a incontrare i personaggi coinvolti nell’inchiesta. Tra questi, la migliore amica di Manuela, Caterina. Una ragazza dei suoi tempi giovane, bella, immediata al limite della sfrontatezza. L’avvocato, diviso fra imbarazzo e attrazione, si lascia accompagnare da lei nel ricostruire il mondo segreto di Manuela e le ragioni della sua scomparsa.-

Il libro che mi ha iniziato alla lettura di Carofiglio. La scrittura è semplice, scorrevole. Il personaggio simpatico, intelligente, vicino ad ognuno di noi, nella sua eccezionale umana normalità.

CITAZIONI

  • Un conto è aspettare l’onda, un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva.
  • La forma più alta di moralità è non sentirsi mai a casa, nemmeno a casa propria. Sono d’accordo. Non bisogna mai sentirsi troppo a proprio agio. Bisogna sempre essere un po’ fuori posto.
  • “Far passare il tempo..” “Frase idiota, hai ragione. Ci pensa da solo il tempo a passare. Non ha nessun bisogno di aiuto.
  • Mentre passava la Storia non eravamo davvero qui. Né altrove.
  • Capì perché era meglio non domandare: se una cosa importante hai bisogno che ti venga spiegata, probabilmente non la capirai mai.
  • Come tutti i narcisisti tu non hai mai vissuto per davvero. Hai sempre e soltanto interpretato un personaggio. E visto che è il tuo personaggio, gli hai dato tutte le qualità, altruismo incluso. Ma è tutta una recita, è tutta una dannata bugia.
  • Lei era la perfezione e per questo intuivo che mi sarebbe stata negata, irrimediabilmente.
  • Faccio così quando devo accingermi a un compito nuovo che mi crea ansia. Cerco in tutti i modi di spostare in avanti il momento in cui dovrò cominciare, e devo dire che sono piuttosto creativo, in questo. Tendenza patologica alla procrastinazione, la chiamano.
  • Il rimedio all’imprevedibilità della sorte, alla caotica incertezza del futuro è la facoltà di fare e mantenere promesse.
  • Non ero mai riuscito a richiamare i ricordi dell’infanzia se non a pezzi slegati fra loro, come indecifrabili relitti galleggianti sulla superficie.
  • In quei momenti pensi che il tuo amore non esiste, perché non c’è nessuno dall’altra parte a riceverlo.
  • L’attenzione è una virtù morale. Essere attenti significa essere giusti con se stessi e con gli altri. Le persone attente sono curiose e attive; studiano e lavorano con entusiasmo, coinvolgimento e passione; scrutano i bisogni degli altri e sono capaci di aiutare.
  • L’amore è inventare l’altro con tutta la nostra fantasia e con tutte le nostre forze, senza cedere di un millimetro alla realtà.
  • La gente manipola e viene manipolata, imbroglia e viene imbrogliata in continuazione, senza rendersene conto. Fanno del male e ne ricevono senza rendersene conto. Rifiutano di rendersene conto perché non potrebbero sopportarlo.

Il bordo vertiginoso delle cose

DAL RISVOLTO DI COPERTINA:

-Un caffè al bar, una notizia di cronaca nera sul giornale, un nome che riaffiora dal passato e che toglie il respiro. Enrico Vallesi è un uomo tradito dal successo del suo primo romanzo, intrappolato in un destino paradossale, che ha il sapore amaro delle occasioni mancate.[…] Enrico decide allora si di salire su un treno e tornare nella città dove è cresciuto e dalla quale è scappato molti anni prima. […] Comincia in questo modo un avvincente viaggio di riscoperta attraverso i ricordi di un’adolescenza inquieta, in bilico fra rabbia e tenerezza. Un tempo fragile, struggente e violento segnato dall’amore per Celeste, giovane e luminosa supplente di filosofia, e dalla pericolosa attrazione per Salvatore, compagno di classe già adulto ed esperto della vita, anche nei suoi aspetti più feroci.-

I libri di Carofiglio sono  coinvolgenti, avvincenti, interessanti, spesso divertenti, eleganti. La sua scrittura è colta, ma mai noiosa. La narrazione procede attraverso dei flashback, attraverso cui Enrico, il protagonista, rivive i ricordi della sua adolescenza.
Insoddisfatto per la sua incapacità di scrivere il secondo libro, dopo il suo unico grande successo, Enrico ritorna a Bari, la sua città dove ritrova ricordi che oscillano fra “violenza e amore”, come dice lo stesso Carofiglio. Il protagonista racconta il suo passato e parla del suo presente con due registri linguistici diversi ed entrambi efficaci, arricchendo di riflessioni la narrazione. Ricco di suggestioni filosofiche, il libro  spinge “sull’orlo vertiginoso delle cose”, oltre il quale si trova una possibilità di futuro.

CITAZIONI

  • Bisognava essere stupidi per diventare amabili ed essere amati.
  • La professoressa aveva un ciuffo di capelli castani che le scendeva grazioso fin sotto il sopracciglio sinistro. Soffiò l’aria da un angolo della bocca per spostare i capelli dall’occhio, mi spezzò il cuore e poi cominciò a leggere i nostri nomi.
  • I luoghi comuni spesso dicono la verità. In modo grossolano, ma la dicono.
  • Non si può accendere un fuoco senza una scintilla.
  • La verità non è qualcosa che si intuisce e si mantiene per sempre, è il risultato della discussione. In ogni punto di vista ci sono elementi condivisibili ed elementi da rifiutare. Se pensiamo che una tesi contenga tutto il bene e le altre tutto il male, ci precludiamo la possibilità di progredire.
  • Le idee esistono solo se abbiamo le parole per nominarle e descriverle.
  • La cosiddetta realtà oggettiva appare diversa a seconda dei singoli individui che la percepiscono, la interpretano e poi la raccontano.
  • Non è una buona idea tornare sui propri passi.
  • Le storie sono un pezzo di mondo.
  • Bisogna avere uno sguardo sfumato, bisogna rivendicare il diritto di non sapere il nome degli alberi, dei fiori, degli animali e nominarli lo stesso, con i mezzi che abbiamo.
  • A noi preme soltanto il bordo vertiginoso delle cose.
  • Chissà cosa succede poi, dopo aver parlato. Dopo l’ultima pagina, quando il romanzo finisce.

 

La regola dell’equilibrio


-È una primavera strana, indecisa, come l’umore di Guido Guerrieri. Messo all’angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in sé stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall’accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l’amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.

«Quando chiudemmo il verbale e l’udienza, lo spiacevole sentore della parola calunnia aleggiava sul procedimento. Tutti sapevamo che in qualche modo sarebbe rimasto lí, e tutti sapevamo che la procura avrebbe dovuto trovare qualcosa di molto solido, se non voleva che quel fascicolo finisse nella discarica delle archiviazioni o dei proscioglimenti».-

Che Carofiglio sia uno degli autori che adoro, mi pare ormai un fatto assodato. E mi è piaciuto anche questo libro e il ritorno dell’avvocato Guerrieri, a cui ormai sono affezionata. E’ però un libro diverso dai soliti, più pacato, con un caso meno coinvolgente degli altri. Va letto, assaporato in ogni capitolo, concentrandosi più sul personaggio che sulla storia in sè. L’ironia, mista a malinconia, è quella del solito Carofiglio, della sua scrittura piacevole e originale.

CITAZIONI

  • Il mio futuro è sprofondato nel passato.
  • Si stava bene appoggiati a quel muro, con quel senso di pulizia dell’anima che solo certe giornate di primavera sono capaci di risvegliare.
  • Ho spalancato gli occhi con un’angoscia che non avevo mai provato. Una coperta di metallo.
  • Pranzare da soli è una delle cose più tristi , ed è anche un po’ squallido.
  • Quando entro in una libreria i miei freni inibitori si disattivano. Posso acquistare di tutto, salvo poi non ricordare perchè e chiedermi quale entità mi abbia posseduto nella mezz’ora trascorsa fra gli scaffali.
  • A volte la prevedibilità ossessiva dei miei spostamenti, dei loro tempi e dei loro ritmi mi dà un senso di oppressione.
  • La realtà non  è solo quella angosciosa e surreale che vediamo nello specchio deformante del paradosso.
  • Quei ricordi mi spezzarono il cuore, senza preavviso. Mi diedero una tristezza e una nostalgia  quasi insopportabili. Era una nostalgia strana, perchè il ricordo doloroso della giovinezza si mischiava ad una sensazione diversa, come l’impressione di aver sprecato il mio tempo, di non aver fatto quello che avrei dovuto, di essermi accontentato per paura, vigliaccheria, pigrizia.
  • Non è mai troppo tardi per essere chi saresti potuto essere.
  • Com’è possibile  che tu abbia amato tanto una persona, che tu abbia sofferto tanto per lei, che tu abbia riso così tanto con lei e che ora tu sia così lontano da lei?
  • Un buon modo per indurre qualcuno a fare qualcosa è suggerirgli o intimargli di non farla.
  • Qualcuno ha detto che il mondo è una confusione rombante e ronzante, resa tollerabile solo dalla nostra capacità di ignorare quasi tutto quello che c’è intorno a noi.
  • La buona vecchia terapia della parola, nel senso che raccontare quello che ti rode, funziona sempre. Buttare fuori tutto. Una specie di idraulica delle emozioni. Sturare l’ingorgo, roba del genere.
  • Ognuno di noi, negli anni, crea un personaggio di se stesso. Uno con cui identificarci, che corrisponde ad una idea positiva di se stessi, che racchiude le qualità che ci piace pensare di avere.
  • Gli eventi più importanti della mia vita sono accaduti per caso. se c’era un disegno non me ne sono accorto.
  • La regola dell’equilibrio morale […] consiste nel non mentire a noi stessi sul significato e sulle ragioni di quello che facciamo e che non facciamo.

 

 

Aldo Carotenuto

Il gioco delle passioni

dal risvolto di copertina

Si tratta di un saggio prezioso e fruibile, rivolto a quanti abbiano mai avvertito affiorare nel loro animo interrogativi in merito alle passioni umane, al senso della sofferenza, e alle tante dinamiche che movimentano il regno delle emozioni. […] L’autore illustra le strategie migliori per affrontare e risolvere le problematiche e la sofferenza relative all’universo delle passioni umane. […] Delizia e tormento delle nostre vite, i rapporti interpersonali hanno realmente su di noi potere di vita e di morte. I meccanismi che regolano questo genere di dinamiche hanno radici profondissime che giungono fin negli abissi della nostra anima.-

Chi non si è chiesto, almeno una volta nella vita, da dove nasce l’amore, perchè ci innamoriamo di una certa persona, perchè nella nostra vita non possiamo vivere senza rapportarci con l’altro? Beh, io lo faccio continuamente e, affascinata come sono dalla psicologia, non potevo farmi mancare questo saggio dello psicanalista junghiano Aldo Carotenuto. Il gioco delle passioni è uno dei suoi libri più famosi e costituisce una indagine chiara sul mondo delle relazioni, dei sentimenti e dei rapporti interpersonali. Ci descrive l’amore e quanto questo influenzi la nostra esistenza. Non ci insegna come creare il rapporto perfetto, ma è certamente uno studio preciso e coinvolgente sul modo di vivere i rapporti amorosi.

CITAZIONI

  • L’essere umano è per definizione solo, ma soltanto di rado le persone riescono a riconoscere la propria fondamentale e strutturale solitudine.
  • Forti sono quelle persone che non smettono mai di mettersi in discussione, che non arretrano dinanzi al rischio, che accettano la più grande di tutte le sfide, quella della adesione incondizionata ai propri valori interiori.
  • Amore e conoscenza costituiscono un binomio inscindibile, il felice connubio degli aspetti più fondamentali dell’esistenza.
  • La capacità di relazionarsi con gli altri non potrà che essere il risultato della volontà di mettersi in discussione, accettando giorno dopo giorno i regali e i colpi della vita
  • Rimanere soli equivale a un ritiro spirituale con il peggior nemico che ci sia dato di incontrare: noi stessi.
  • Il più grave tradimento è quello compiuto verso i nostri bisogni e desideri.
  • Nel momento in cui sentiamo di essere attratti in modo irrefrenabile da un’altra persona, quando avvertiamo di essere trascinati nel mondo dell’altro e di non poter opporre alcuna resistenza, ciò avviene perché siamo stati colpiti nella nostra autenticità, perché sono stati chiamati in causa i nostri più antichi desideri e bisogni.
  • Nel timore di non essere amati o di perdere la persona che amiamo, si cela anche il bisogno di comprendere le ragioni delle nostre insicurezze.
  • I rimpianti sono dei veri e propri spettri, sempre in agguato e pronti a devastare la nostra vita.
  • L’amore non smetterà mai di stupirci, cangiante e inafferrabile com’è, mutevole e imprevedibile nel suo essere sentimento, impenetrabile per la sua dimensione di mistero.
  • La fiducia è un oggetto fragile e delicato, un filo sottile che ci lega alla persona amata.
  • Non esiste possibilità di esprimere in maniera esauriente i nostri sentimenti.
  • E’ necessario essere consapevoli delle fortune e dei beni che si possiedono per sentirne la mancanza.
  • L’amore è pienezza di vita, rispecchiamento e conferma reciproca.

 

Susanna Casciani

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore

dal risvolto di copertina

-C’erano una volta un ragazzo e una ragazza. C’erano una volta perché adesso non ci sono più.
“Meglio non aver paura di far girare tutti intorno al cuore. Anche se sembra assurdo, anche se ci rende fragili. Magari ora pensiamo che sia la nostra rovina, in realtà sarà la nostra salvezza”
Un sabato mattina di fine aprile lui si sorprese a piangere davanti a lei. Non riusciva a parlare. Avrebbe voluto confessarle che era finita, ma sapeva che poi lei avrebbe iniziato a singhiozzare, e non ne sopportava nemmeno l’idea. Lei alzò lo sguardo dal suo libro come se avesse avvertito una forza nuova in casa, incontenibile, che l’avrebbe schiacciata contro il muro se non si fosse aggrappata a qualcosa, così si aggrappò al suo orgoglio, o a quello che ne rimaneva. Chiuse il libro, si alzò dal divano e si diresse verso di lui, si mise sulle punte e gli accarezzò la testa. Gli disse di stare tranquillo. Lui le faceva del male e lei lo consolava. Gli diede un bacio sulla guancia e uscì di casa senza voltarsi, per non essere costretta a dirgli addio. Quando, quasi tre ore dopo, tornò a casa, lui non c’era più. Sfinita, si addormentò su quello che era stato il loro letto. Più tardi, si svegliò di soprassalto e mise a fuoco nel buio quella parte di letto, così vuota, e avvertì un macigno sul petto che non la faceva respirare. Si rese conto di non essere pronta a lasciarlo andare. Si alzò per cercare un quaderno, come se improvvisamente fosse una questione di vita o di morte. Ne trovò uno. Conosceva le regole: non chiamarlo, non cercarlo, non seguirlo (!!!), non inviargli messaggi, bloccarlo su ogni social network, non giocarsi la dignità. Conosceva le regole, ma le stavano strette, perché stavolta, in quella storia, ci aveva creduto talmente tanto da sentirsi quasi adatta a un futuro felice. Per questo, per la prima volta in ventisette anni, decise di iniziare a tenere un diario segreto, che poi, a voler essere davvero sinceri, altro non era che un modo per continuare a parlare con lui.” –

CITAZIONI

  • Che strano quando qualcosa o qualcuno si spezza in un giorno di vacanza o in un giorno di sole. Sembrerebbe impossibile, contro natura, e invece.
  • Lui le faceva del male e lei lo consolava.
  • Sei stato zitto per non diventare cattivo, per non mettermi di fronte alla cruda realtà: è finita.
  • Invece ti sono passata io, dalla mente e dal cuore.
  • Prima mi sono guardata allo specchio e mi sono odiata. Ho odiato il mio corpo che non è stato in grado di trattenerti.
  • Essere se stessi va bene, ma con moderazione. A volte bisognerebbe provare ad essere qualcun altro, tanto per vedere l’effetto che fa.
  • Sei ovunque, eppure non so dove sei.
  • Peccato non poterti chiamare, peccato non poterti vedere, peccato per i nostri giochi; peccato, perché alla fine hai sempre vinto tu.
  • Solo, ho il terrore di essere dimenticata.
  • Ricordati di me nei giorni speciali e in quelli normali. Ok, forse è troppo. ricordati di me almeno a volte.
  • La mia tristezza sembra voler andare di pari passo con il mio aspetto esteriore, come se questa assenza non potesse passare inosservata, come se questa sofferenza sgomitasse per conquistare tutto di me.
  • Non so come mai, ma l’infelicità mi dona.
  • Se almeno non avessi paura solo delle cose brutte e non anche di quelle belle.
  • Non ti vergognare per via di tutto questo dolore che stai provando. non sentirti fuori luogo, fuori tempo, fuori moda.
  • E’ faticoso amare senza essere amati. E’ logorante ricordare sapendo che ad un certo punto la storia si interrompe.
  • Ci sono storie che, nonostante tutto l’amore e l’impegno possibili, non ce la fanno.
  • Lui faceva così: senza alcuna fatica e con una naturalezza inaudita le migliorava l’esistenza.
  • Sei tu. Sei tu. Sei tu. Non potrebbe essere lo stesso con nessun’altra. Solo con te.
  • Tu non hai paura di morire, tu hai bisogno di vivere di più.
  • Lui aveva sempre un’altra versione dei fatti, una più dolce. Una più facile da sopportare.
  • Devi ricordare i bene, ma soprattutto devi ricordare il male. Per non andare a cercarlo ancora una volta. Per smettere di aspettarlo. Per non tornare indietro. Mai più.
  • Continuo a cercarti, e di nascosto, perchè è diventato sconveniente ammettere che, talvolta, mi ritorni in mente.
  • Mi innamorerò ancora, perchè non sono il tipo che lascia scorrere le sensazioni.
  • Piangere un po’ è come dare da bere ai sogni.
  • Voglio cantare; voglio ricominciare a cantare senza paura di crollare. Non voglio più rimanere ancorata alla tua assenza, al fatto che mi manchi.
  • Io non mi voglio accontentare perchè adesso l’idea di perderti mi fa troppo male.
  • Voglio arrivare infondo a questo dolore perché tutto questo dolore non mi venga più a cercare.

 

Paulo Coelho

L’alchimista


 

 

Dal risvolto di copertina: 

-Impara ad ascoltare il tuo cuore: è questo l’insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica. Alle frontiere tra il racconto da mille una notte e l’apologo sapienziale, l’Alchimista è la storia di una iniziazione. Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso, il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso […]. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all’incontro col Vecchio Alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale.-

Quando ho letto questo libro ero in un periodo particolare della mia vita, quello che si potrebbe definire di “crisi”, cioè di passaggio, di cambiamento. L’ho trovato meraviglioso. Mi è sembrato addirittura che mi desse delle risposte su alcune delle questioni fondamentali della vita. In effetti si trovano in esso dei brani particolarmente belli e profondi. Un passaggio che ho adorato e che continua a piacermi è il brano sul segreto della felicità:

“Ebbene, questo è l’unico consiglio che ho da darti – disse il più Saggio dei Saggi. – Il segreto della felicità sta nel guardare tutte le meraviglie del mondo e non dimenticarsi mai delle due gocce di olio nel cucchiaino.”

Altrettanto bello il dialogo fra Fatima, la ragazza amata da Santiago,  e il giovane, prima della partenza:
“Fatima comparve sulla soglia della tenda. Si allontanarono insieme verso le palme. Il ragazzo
sapeva come tutto ciò fosse contrario alla Tradizione, ma in quel momento non aveva alcuna
importanza.
Parto, le disse. E voglio che tu sappia che tornerò. Io ti amo perché…
Non dire nulla, lo interruppe Fatima. Si ama perché si ama. Non c’è altra ragione per amare.
Ma il ragazzo proseguì: Io ti amo perché ho fatto un sogno, perché ho incontrato un re, perché ho
venduto cristalli, perché ho attraversato il deserto, perché i clan hanno dichiarato guerra e perché
sono andato presso un pozzo per scoprire dove abitava un Alchimista. Ti amo perché tutto
l’universo ha cospirato affinché io giungessi fino a te.
Si abbracciarono. Era la prima volta che i loro corpi si sfioravano.
Tornerò, ripeté il ragazzo.
Prima guardavo il deserto con desiderio, rispose Fatima. Adesso lo guarderò con speranza. Un
giorno mio padre è partito, ma è ritornato per mia madre. E ritorna sempre.
Non aggiunsero altro. Camminarono per un po’ fra le palme e poi il ragazzo la lasciò sulla soglia
della tenda.
Tornerò come tuo padre è tornato per tua madre, disse.
Notò che gli occhi di Fatima era pieni di lacrime.
Stai piangendo?
Sono una donna del deserto, disse lei, nascondendo il viso. Ma, prima di tutto, sono una donna.”

Io credo che L’Alchimista sia un classico che non può mancare dalle librerie di un buon lettore!

CITAZIONI

  • Quanto più ci si avvicina al sogno, tanto più la Leggenda Personale comincia a diventare la vera ragione di vivere.
  • Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.
  • Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.
  • Una ricerca comincia sempre con la Fortuna del Principiante. E finisce sempre con la Prova del Conquistatore.
  • L’amore non impedisce mai ad un uomo di seguire la propria Leggenda Personale.
  • A volte è impossibile fermare il fiume della vita.
  • Non tutti possono vedere i sogni nella stessa maniera.
  • La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza. Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni.
  • E’ proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante.
  • Non desistere mai dai tuoi sogni, segui i segnali.
  • Dio ha scritto nel mondo il cammino che ciascun uomo deve percorrere. Dovrai soltanto leggere quello che ha scritto per te.
  • Il tuo cuore si trova là dove si trova il tuo tesoro. Ed è necessario che il tuo tesoro sia ritrovato affinché tutto ciò che hai scoperto durante il cammino possa avere un significato.
  • Se  cominci a promettere quanto ancora non possiedi, finirai per perdere la voglia di ottenerlo.
  • Quando si ama, non si ha alcun bisogno di capire che cosa accade all’esterno, perché tutto comincia ad accadere dentro di noi
  • Quando si ama le cose acquistano un significato più profondo.
  • Quando la fortuna sta dalla nostra parte, dobbiamo approfittare e fare di tutto per aiutarla, proprio come lei aiuta noi.
  • Il segreto risiede solo nel presente. Se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo. E se migliorerai il presente, anche ciò che accadrà sarà migliore. Ogni giorno porta con sè l’eternità.
  • Quando i giorni diventano uguali è perché non ci si accorge più delle cose belle che accadono nella vita.
  • Le decisioni sono soltanto l’inizio di qualcosa. Quando si prende una decisione, in realtà si comincia a scivolare in una forte corrente che ti porta verso un luogo mai neppure sognato al momento di decidere.
  • Chiunque interferisca col destino degli altri, non scoprirà mai il proprio.

Veronika decide di morire

dal risvolto di copertina:

Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika, ventiquattro anni, slovena, capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salvata per caso, si risveglia tra le mura dell’ospedale psichiatrico di Villete, con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi giorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l’esistenza. Conosce Mari, Zedka, Eduard, persone che la gente “normale” considera folli, e soprattutto incontra il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’Amargura, l’Amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere.-

Veronika, bella, intelligente, giovane, decide di morire. Però si salva e, attraverso l’esperienza del manicomio, riscopre il valore della vita, dell’amore per Eduard, dell’amicizia. Questo è un libro che fa riflettere sul senso della vita, sul concetto di normalità, sulla bellezza della nostra esistenza, sul problema dei manicomi, dell’elettroshock, sull’emarginazione dei malati psichiatrici.  Coelho riesce a coinvolgere il lettore in maniera egregia, forse proprio perchè tutte quelle esperienze lui stesso le ha vissute sulla sua pelle, essendo stato lui stesso ricoverato per tre anni in un ospedale psichiatrico. Personalmente ne ho gradito davvero tanto la lettura.

CITAZIONI

  • Mantenetevi folli e comportatevi come persone normali.
  • Il vero io è quello che tu sei, non quello che gli altri hanno fatto di te.
  • Correte il rischio di essere diversi, ma imparate a farlo senza attirare l’attenzione.
  • Tutti, in un modo o nell’altro, siamo folli.
  • Se molta gente pensa che una cosa sia giusta quella cosa lo diventa.
  • Nella vita ci sono certe cose che, indipendentemente dal lato da cui le vediamo, sono sempre le stesse e valgono per tutti. Come l’amore, per esempio.
  • Follia è l’incapacità di comunicare le tue idee.
  • La consapevolezza della morte ci incoraggia a vivere.
  • Esiste sempre qualcuno che desidera esattamente quello che desideri tu.
  • Il dono della serenità è nascosto nel cuore di ciascuno di noi.
  • Quando molti sognano e soltanto pochi realizzano, l’intero mondo si sente codardo.
  • L’essere umano è così: sostituisce gran parte delle proprie emozioni con la paura.
  • Molta gente si rifiuta di amare proprio per questo: perchè ha tanto futuro e tanto passato in gioco.
  • La normalità è solo una questione di consenso.
  • Nella vita possiamo commettere tanti errori tranne uno: quello che ci distrugge.
  • Sii come la fonte che trabocca e non come la cisterna che racchiude sempre la stessa acqua.
  • Odiò tutto ciò che le fu possibile in quel momento. Odiò se stessa, il mondo, la sedia che le stava davanti, il termosifone rotto in uno dei corridoi, le persone perfette, i criminali. Era ricoverata in una clinica per malattie mentali e poteva provare sentimenti che gli esseri umani nascondono anche a se stessi: perché tutti siamo educati soltanto per amare, per accettare, per tentare di scovare una via d’uscita, per evitare il conflitto. Veronika odiava tutto, ma principalmente il modo in cui aveva vissuto: senza mai scoprire le centinaia di altre Veronike che dimoravano dentro di lei e che erano interessanti, folli, curiose, coraggiose, audaci.
  • Veronika aveva aperto le porte del proprio inferno personale. Odiava l’amore che le era stato dato, perché non chiedeva nulla in cambio: e questo era assurdo, irreale, andava contro ogni legge di natura.
  • Aveva sprecato la parte migliore delle sue energie, tentando di essere all’altezza dell’immagine di sé che si era creata nella mente.
  • Non si apprende niente di quanto ti viene raccontato, devi scoprirlo da solo.

PAOLO CREPET

Baciami senza rete

dal risvolto di copertina

«Questo libro nasce da una scritta vista su un muro di Roma: SPEGNETE FACEBOOK E BACIATEVI. Fantastica sintesi di un pensiero non conformista, un’idea appesa come una cornice in mezzo al fumo degli scappamenti, una finestra abusiva, una sfida all’arrancare quotidiano di milioni di formiche, tra casa e ufficio, tra palestra e centri commerciali, obbligate a connettersi e a essere connesse senza requie, senza pensiero, senza dubbio. Una protesta probabilmente vana, sommersa dalla forzata consapevolezza di poter comunicare solo attraverso la lettura di uno schermo o lo scorrere di parole scarne o di immagini che uno strumento tecnologico può e deve trasmettere senza soluzione di continuità.» È con queste parole che Paolo Crepet introduce la sua analisi appassionata e libera da pregiudizi della condizione dell’individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso in cui oggi tutti viviamo, ma dal quale le giovani generazioni sembrano letteralmente rapite. Quasi che solo attraverso l’uso delle nuove tecnologie e dei social network sentissero di poter interagire, informarsi, far parte di una comunità, in una parola esserci. Ma come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e soltanto attraverso un device? Che ne sarà della sua abilità nell’utilizzare e sviluppare il proprio apparato sensoriale? Quali cambiamenti interverranno nel suo modo di vivere i sentimenti e le relazioni sociali, nella sua capacità empatica? Rispondendo a questi cruciali e sempre più stringenti interrogativi che assillano in particolare genitori, insegnanti e educatori dei cosiddetti «nativi digitali», Crepet evita i toni apocalittici e la fin troppo facile demonizzazione del lato oscuro presente in ogni forma di progresso, perché «questo libro non è un atto di accusa, non è contro qualcosa.

Non avevo mai letto Crepet, anche perchè non sono mai stata particolarmente appassionata ai suoi interventi televisivi. Ho comprato questo libro dietro consiglio di una cara amica che è riuscita ad incuriosirmi e devo dire che è stata una gradevolissima sorpresa, sia per i contenuti che per la scrittura sapiente, ma allo stesso tempo piacevole e scorrevole. Un libro moderno, attuale, perfettamente adeguato al nostro tempo e alla società contemporanea. Un libro che “fa riflettere e che riflette” perfettamente il nuovo mondo “digitale” in cui siamo costretti (inevitabilmente) a vivere. Un libro che dovrebbe esser letto da educatori, insegnanti, genitori, e da chiunque abbia voglia di comprendere i cambiamenti, non sempre positivi, che la tecnologia ha portato nelle nostre vite e nella nostra quotidianità. lo consiglio senza ombra di dubbio!

CITAZIONI

  • Perché non siamo più capaci di liberarci di buona parte della tecnologia che ci assedia quotidianamente? Perché è diventato così difficile passare un weekend senza l’assillo di un sms, un tweet, di una mail, di un messaggio proveniente da whatsApp, di una foto da Instagram?
  • La tecnologia digitale è nelle nostre tasche , ci accompagna ovunque, di giorno e di notte, silenziosamente modifica le nostre abitudini, influenza le nostre idee.
  • Molti pedagogisti hanno osservato che, in modo impressionante, il mondo reale dei bambini si stava a poco a poco allontanando dalla loro sensorialità. Il progresso stava infatti mortificando la loro capacità di “sentire”, portandoli sempre più verso una crescita virtuale e non esperienziale.
  • Se non si impara a cadere, non si può nemmeno sapere quanto sia bello rialzarsi.
  • Così nascono le grandi idee: dal confronto con ciò che non ha limite, cresce la migliore declinazione della creatività.
  • Significa, in definitiva, crescere dei bambini nella convinzione che non vi è nulla da cui valga davvero la pena di dipendere, perchè dentro ognuno c’è l’infinito inventario delle sue possibilità creative, il decalogo della sua esistenza migliore, il sogno da preservare.
  • Un mondo senza contemplazione è più facile da governare e, soprattutto, da controllare. Forse, in qualche parte del mondo c’è già qualcuno che sta pensando a come utilizzare questo vuoto ideale.
  • La vista non è soltanto uno strumento cognitivo, ma contiene anche un aspetto metaforico. Se non si guarda più “oltre”, tutto ristagna: le idee, le prospettive, le passioni, i sogni. Privare un bambino di questa meravigliosa opportunità significa renderlo “emotivamente cieco”.
  • Un’infanzia senza magie. Senza aquiloni, senza disegni è un’infanzia mutilata, privata della stupefacente ciambella di salvataggio che è la creatività.
  • Ci vuole coraggio per scegliere la speranza al posto della paura. Per sostenere che possiamo costruire qualcosa che sarà la migliore mai vista prima. Per questo ottimismo ci sarà sempre gente che vi definirà ingenui, ma sono questa speranza e questo ottimismo a essere alla base di ogni importante passo in avanti.
  • Capisco che Facebook non sia proprio l’esempio migliore della dialettica, ma a me hanno insegnato che il pensiero o è critico o non è.
  • La seduzione inizia da un neo, ovvero da una differenza, da ciò che contraddistingue l‘unicità.
  • Credo che l’intelligenza, o meglio una parte di essa, potremmo anche delegarla a una macchina che faticherà per noi, ma non l’intuizione, però, e tantomeno la creatività.
  • L’ozio non è una fuga ma un progetto. Consente di donarsi il tempo della riflessione, dunque l’arte della critica. L’ozio è un’isola di pace. L’accidia è una rinuncia volontaria, una diluizione del consenso.
  • Ognuno sa che oggi può insultare, minacciare, screditare chiunque altro senza correre grandi rischi(…) non vi è dubbio che la rete abbia dato un’isperata nuova vita a una delle personalità più detestabili dell’umanità: il subdolo, il vile, colui/colei che vive nell’ambiguità e che detesta fierezza, trasparenza ed onestà.
  • Solo da quando esistono i social network riusciamo a renderci conto di quanta frustrazione e di quanta solitudine c’è tra la gente.

 

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