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Paula Hawkins

La ragazza del treno.

dal risvolto di copertina:

-La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra  al suo grigio lavoro in città. [..] Seduta accanto al suo finestrino, può osservare, non vista,  le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente ad uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento a cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. [..] Ma una mattina Rachel , su quella veranda, vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. E da quel momento per lei cambia tutto…….-

Quando ho iniziato a leggere questo libro, circa un anno fa, ho provato una istintiva, irrefrenabile antipatia per la protagonista. Per questo l’ho riposto nella mia libreria e non l’ho più ripreso fino a due giorni fa. All’inizio mi sono fatta violenza nell’impormi di leggere, perchè quell’antipatia è ritornata. Anzi si è estesa a tutti i personaggi della storia. Personaggi deboli, inquieti, affetti da mal di vivere. Però, inspiegabilmente, non ho più potuto lasciare la lettura e stanotte ho fatto le 3 per arrivare ad una conclusione. Per verificare se la mia conclusione era esatta. Non si può dire molto sulla trama di questo thriller, perchè si rischia di fare spoiler. L’intreccio è efficace, l’autrice è abile nel portare fuori strada e nel portarti a credere, solo alla fine, che avevi date per scontate troppe cose. La soluzione è ovvia, quasi scontata, però la Hawkins è capace di farti dubitare, nel condurti fuori strada. Non lo consiglio a chi la notte vuole riposare…..:-)

CITAZIONI

  • La mia vita, com’è oggi, diventa più complicata in estate: le giornate sono lunghe e non c’è l’oscurità a proteggermi. Tutti vanno in giro a divertirsi e sono così disgustosamente felici. E’ frustrante. E tu ti senti a disagio se non riesce ad essere come loro.
  • A volte provo a ricordare quando è stata l’ultima volta che ho avuto un contatto fisico significativo con un’altra persona, come un abbraccio o una stretta di mano calorosa; quando ci penso, il cuore mi sprofonda nel petto.
  • Ero felice da far schifo  al tempo stesso profondamente disperata.
  • La mia vera difficoltà è nell’aver perso il controllo.
  • Ho perso il controllo di tutto. Anche dei luoghi che si trovano dentro la mia testa.
  • Non sono più la ragazza di una volta: ormai non sono più desiderabile, anzi, sono diventata sgradevole […] gli altri leggono i segni della devastazione sul mio corpo, sul mio volto, nel mio comportamento, nei miei movimenti.
  • Ho un nodo in gola, duro come un sasso, e non riesco a deglutire  nè a parlare.
  • So solo che un momento sto bene,mi dico che la vita è bella e che non ho bisogno di nulla, mentre quello successivo non desidero altro che scappare, mi sento confusa ed è come se la vita stessa mi scivolasse tra le mani.
  • Il tutto si riduce ad “aspettare”. Aspetti che un uomo torni a casa e ti dia il suo amore. E se non ci riesci ti guardi intorno e cerchi delle distrazioni.
  • Mi sto isolando, quasi senza accorgermene.
  • Mi sono svegliato con la testa piena di te, ho un bisogno disperato di toccarti. Non pretendere che io abbia la testa sulle spalle. Non posso. Non con te.
  • Non sarò mai invidiosa della sua felicità, però vorrei che fosse felice con me.
  • Se scoprirò il segreto per concentrarmi sulla felicità del presente e godere dell’attimo, se la smetterò di chiedermi quando arriverà la prossima scintilla di euforia, allora andrà tutto a posto.
  • Noi sappiamo che cosa significa essere spezzati.
  • I buchi della tua vita non si chiudono più. Devi crescere intorno a loro, come radici che affondano nel cemento, e devi rimodellarti intorno alle crepe.
  • Te l’ho detto che non sarebbe stata l’ultima volta, non è mai l’ultima volta.
  • Un tempo credevo che lui fosse tutto per me, che mi bastasse. L’ho creduto per anni. Lo amavo tantissimo e lo amo ancora, ma non è più quello che voglio.
  • Ho la mente piena di immagini di vite passate e future, vedo le cose che desideravo, quello che ho avuto e che ho gettato via.

 

 

Khaled Hosseini

Il cacciatore di aquiloni.

dal risvolto di copertina:

-Per Amin il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta ad inseguirlo e riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve partire, tornare a casa per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo a Kabul […] c’è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.-

Perfino nella lettura esistono i pregiudizi. Non lo conoscevo, ma mi rifiutavo di leggere qualsiasi libro di Hosseini, per qualche ragione che io stessa non so spiegare. Per caso ho iniziato ad ascoltare l’audiolibro e poi sono passata alla carta stampata. In un giorno mi sono saziata di questa storia bellissima ed emozionante. Ma emozionante davvero: fino alle lacrime! Amir che crede di non essere all’altezza di Baba, un padre che gli sembra troppo severo e duro con lui e che mostra una speciale tenerezza per il piccolo servo di casa. Il padre che si scopre davvero tale quando sono costretti a lasciare Kabul per via della guerra e dell’arrivo al potere dei Talebani. L’amicizia fra Amir ed Hassan, la loro passione per gli aquiloni e il tradimento di Amir, un dolore che gli costerà la sua stessa serenità, finchè non avrà l’occasione di fare qualcosa per perdonarsi.  L’amore per Soraya e quello per la propria terra e per la propria gente, martoriata, violentata, privata di ogni forma di libertà. Credo che questo libro lasci emozioni che durano nel tempo. Personalmente ho quasi una resistenza ad iniziare la lettura di un altro libro per la paura di perdermi le sensazioni che ancora sento dentro.

CITAZIONI

  • Chi sciupa i talenti che Dio gli ha donato è uno stupido.
  • Le persone che dicono quel che pensano veramente, pensano che tutti facciano come loro.
  • Ma ti prego di riflettere su questo: un uomo privo di coscienza e di bontà non soffre.
  • Un ragazzo che non sa difendere se stesso diventerà un uomo che non sa difendere niente.
  • Quando un vigliacco si dimentica di esserlo… che Dio lo aiuti.
  • È meglio essere feriti dalla verità che essere consolati da una menzogna.
  • La quiete è pace. Tranquillità. Quando si abbassa il volume della vita. Ma quando si preme il tasto per spegnerla del tutto, resta solo silenzio.
  • Non si può amare una persona così senza temerla. Forse nemmeno senza odiarla un po’.
  • Non sapevo più in che mese o anno fosse successo. Ma il ricordo viveva in me, un frammento di passato perfettamente conservato, una pennellata di colore sulla tela della nostra vita che era diventata vuota e grigia.
  • Era solo un sorriso, niente di più. Una piccola cosa. Una fogliolina in un bosco che trema al battito d’ali di un uccello spaventato.
  • Essere guardato e non soltanto visto, essere ascoltato e non soltanto udito.
  • Ma non vedrà certo negozi di aquiloni, né qui né da nessun’altra parte. Il tempo degli aquiloni è finito.
  • Ho paura perché sono felice, e una felicità così grande puoi provarla solo quando stai per perderla.
  • Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente.
  • Se Dio esiste spero tanto che abbia cose migliori da fare che spiare se bevo alcolici o mangio carne di maiale.
  • C’è un solo peccato, uno solo: il furto. Ogni altro peccato può essere ricondotto al furto, lo capisci?
  • Se uccidi un uomo, gli rubi la vita, rubi il diritto di sua moglie di avere un marito, rubi ai suoi figli il loro padre, se dici una bugia a qualcuno, gli rubi il diritto alla verità, se imbrogli quello alla lealtà.

 

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