M

Angela Marsons

Urla nel silenzio

descrizione:

Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere.
Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo…

Ben congegnato, plot intrigante, buona scrittura: tre elementi che fanno di questo libro un ottimo thriller che non finisce di stupirti fino alle ultimissime pagine. La protagonista, per quanto scontrosa e con un carattere difficile, risulta subito simpatica ed è impossibile rinunciare a seguirla nelle sue indagini. Di un thriller non si può dire tanto senza rischiare lo spoiler. Unico, sentito consiglio: da leggere!

CITAZIONI

  •  La coscienza altro non era che la paura di essere scoperti
  • Ogni porta che riusciva a chiudersi alle spalle era una battaglia vinta.
  • Puntava all’individualismo estremo, a raggiungere quell’unicità capace di distinguerla dalla massa e far sì che la gente la notasse.
  • Per la legge dei grandi numeri, anche chi, come lei, non ci sapeva fare con persone, ogni tanto ne imbroccava una giusta.
  • Il lutto era qualcosa di intrinsecamente egoistico: serviva soltanto a chi restava e dava la misura di quanto fosse intensa la perdita. O in alcuni casi il rimorso.
  • Non riusciva a nascondere i propri sentimenti, di solito le sue reazioni le si leggevano in faccia, prima ancora che tentasse di controllarle.
  • la tendenza a voler guardare scene che poi avrebbero popolato gli incubi notturni era connaturata nella razza umana.
  • Le cose brutte andavano chiuse dentro una scatola e messe via. il trucco stava nel non aprire mai quella scatola, e non capiva perché la gente lp facesse in continuazione.
  • Giudicare è facile, ma c’è del buono in tutti, basta cercarlo.
  • Burke ci aveva azzeccato quando disse “perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione.
  • Non si rassegnava di fronte alle carte che il destino le aveva assegnato. Ogni giorno lottava per vivere, contro tutti i pronostici.
  • Bryant credeva che la condotta morale fosse qualcosa che veniva istillato nella coscienza alla nascita. per lui era qualcosa di genetico.
  • La differenza fra il bene e il male si affinava nel corso della vita, non era preimpostata nel cervello.

 

Jojo Moyes

Io prima di te

dal risvolto di copertina:

-A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.-

Ho letto questo libro prima che diventasse il gran successo che è adesso, forse grazie al film che lo sta facendo conoscere ad un pubblico più ampio. Quando ho cominciato a leggerlo non ho smesso fino alla fine. Appassionante, tenero, romantico, sa toccare l’anima e i sentimenti di chi legge. Io consiglio sempre di leggere il libro e poi vedere il film, di qualsiasi libro si tratti. Anche in questo caso io consiglio vivamente la lettura del libro. Io non ho mai visto il film e non so neanche se lo farò. vorrei che nella mia mente rimanessero impresse le immagini che il libro ha fissato nella mia immaginazione.

CITAZIONI:

  • I suoi occhi grigi portavano i segni dello sfinimento o di un costante malessere.
  • Pensavo che fosse la persona più triste che io avessi mai conosciuto.
  • Gambe lunghi e capelli biondi, carnagione dorata, era il tipo che mi spinge a dubitare che tutti gli esseri umani appartenessero alla stessa specie.
  • Si può aiutare veramente solo chi vuol essere aiutato.
  • Non vorrei che qualcuno stesse con me per pietà.
  • La cosa curiosa nell’essere catapultati in una vita completamente nuova- o almeno sospinti così forte in quella di qualcun altro da ritrovarsi con il viso schiacciato contro la sua finestra- è che sei costretto a rivedere l’idea di te stesso.
  • Nella mia vita non mi era mai capitato di starmene seduta in silenzio senza far nulla.
  • Qui sentivo il rumore dei miei pensieri. Riuscivo quasi a udire i battiti del mio cuore. Con mia sorpresa mi accorsi che mi piaceva parecchio.
  • Ci sono ore normali e poi ci sono ore invalide durante le quali il tempo si ferma e scivola via, in cui la vita-quella reale- sembra scorrere su un binario parallelo.
  • I sorrisi di Will erano talmente rari che suscitarne uno mi faceva sentire quasi ebbra di orgoglio.
  • Nei suoi occhi apparve una leggera nota di allegria. Volevo che restassero così. Volevo che fosse felice, che dal suo viso sparisse quell’espressione tormentata e diffidente.
  • Sentivo il bisogno di dirgli, silenziosamente, che le cose potevano cambiare, crescere o appassire, ma che la vita andava avanti.
  • Ti sei comportata esattamente come gli altri: hai deciso per me.
  • Non hai fatto niente, non sei stata da nessuna parte. Come puoi avere la più pallida idea di che genere di persona sei?
  • Desidero essere un uomo che è stato ad un concerto con una ragazza con un abito rosso solo per qualche istante ancora.
  • La mia immaginazione continuava a tentare di penetrare nei sui pensieri. Era un posto buio in cui entrare.
  • Si era limitato ad annuire, come se il mondo girasse per il verso giusto.

Dopo di te

dal risvolto di copertina:

-Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina?Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata.È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l’hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita.A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com’è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.Questo romanzo appassionante e mai scontato è l’attesissimo seguito del bestseller internazionale Io prima di te. Jojo Moyes ha deciso di scriverlo dopo che per tre anni è stata letteralmente sommersa dalle lettere e dalle e-mail di lettori che le chiedevano che fine avesse fatto l’indimenticabile protagonista Lou.-

Come tutte le “seconde parti”, anche questo libro sembra un pò forzato, come se l’autrice si sentisse obbligata a dar sapere ai suoi lettori che fine ha fatto la protagonista del libro che ha segnato la sua fortuna. Bello, una bella lettura e una bella storia, per chiama il genere. Lou ci  lascia ancora una volta con una lacrimuccia e con un finale aperto ad un eventuale terzo volume… Consigliabile!

CITAZIONI

  • La città mi sembra aliena come sempre. Del resto, qualsiasi posto mi fa questo effetto ultimamente.
  • “Perchè questo non è vivere. Questo non è niente di niente.”
  • Mi mancavano la sua voce, la risata improvvisa, strappata a fatica, la sensazione delle sue labbra sulla mia mano, il modo in cui si abbassavano le sue palpebre quando stava per addormentarsi.
  • Era stato reciso ogni filo che mi aveva legato alla persona che ero. mi sembrava di essere semplicemente fluttuata via, libera da ogni zavorra, verso un universo sconosciuto.
  • Restai in attesa di ritornare a sentirmi viva.
  • Ero marchiata. il mondo intorno a me lo sapeva. e, peggio ancora, avevo iniziato a capirlo anch’io.
  • E a osa serviva analizzare continuamente la propria tristezza? Era come scavare in una ferita impedendole di rimarginarsi.
  • Nessuno attraversa la vita indenne.
  • Perchè le persone non si accontentano i lasciare le cose come stanno?
  • Come potevo dirle che perderlo era come essere attraversata da una lama che aveva aperto uno squarcio dentro di me, un doloroso, costante promemoria, un’assenza che mai avrei potuto colmare?
  • Ma sapevo fin troppo bene che l’identità che scegliamo di presentare al mondo può essere molto diversa da quella che teniamo nascosta dentro di noi. sapevo che il dolore può indurti a comportarti in modi che non potresti nemmeno lontanamente immaginare.
  • Era bello provare qualcosa di diverso dall’ansia o dalla rabbia muta, le due emozioni che sembravano caratterizzare gran parte della mia quotidianità.
  • Tu ed io. Stiamo girando intorno a qualcosa.
  • E’ qualcosa che impari a gestire. Come adattarsi intorno ad un buco. Non so. come essere…una ciambella invece di una focaccina.
  • Ci sono troppe persone che inseguono la loro felicità sena preoccuparsi di minimamente ai danni che lasciano nella loro scia.
  • Non si sa mai che cosa può succedere quando si cade da una grande altezza.
  • Era quello che volevamo tutti, in fondo, essere sollevati dal proprio dolore, essere liberati dal mondo buio e disperato dei morti, con metà del nostro cuore perduto sotto terra o intrappolato in una piccola urna di porcellana.
  • E poi delle stupide lacrime cocenti sgorgavano improvvise, e allora strizzavo i miei stupidi occhi ripetendomi che era quello il risultato che si ottiene se si permette a qualcuno di avvicinarsi.
  • Dovetti ammettere che sentivo la mancanza della solitudine.
  • Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante.
  • Sì, l’avrei lasciato andare. Non ho mai voluto far sentire in trappola nessuno. Desideravo che fosse un po’ più felice.
  • Non voglio che la mia felicità di penda esclusivamente da quella di qualcun altro, non voglio essere un ostaggio di un destino che non posso controllare.
  • Forse ogni libertà- fisica, personale- veniva conquistata soltanto a costo di qualcuno o di qualcos’altro.
  • Guardandomi intorno come qualcuno che si è infilato un paio di occhiali puliti, vedevo che quasi tutti portavano addosso i brutali segni dell’amore , un amore perduto, strappato via..

 

 

 

Chiara Moscardelli

Volevo essere una gatta morta

descrizione:

-Sono da sempre convinta di una cosa: se fossi nata gatta morta, la mia vita sarebbe stata diversa.
La gatta morta è una categoria poco conosciuta, nascosta, silenziosa ma micidiale.
Ha pochi pensieri, chiari, semplici. Nessuna dietrologia, nessuna complicazione. Ha una vita serena perché ha un unico scopo: il matrimonio.
A diciotto anni ha le idee chiare su tutto ed è in grado di realizzare una cena completa per otto persone con sedici portate. Voi non ne siete capaci? Imparate alla svelta.
A venti ha deciso quale sarà l’uomo che sposerà. Magari non è un uomo in carne e ossa ma è comunque la categoria a cui appartiene che inizia a prendere di mira: l’avvocato, l’architetto, il notaio, il dottore. Le qualifiche sono importanti.
Nel frattempo tu stai vivendo dibattuta tra profondi pensieri e insondabili angosce. Devi trovare la tua strada nel mondo, cosa non facile.
A volte incontri un uomo che ti piace e allora ce la metti tutta per cercare di conquistarlo. Ti mostri una donna completa, che sa ascoltare. Lo lasci libero di fare le sue scelte, spesso dolorose per te, cerchi di capirlo, di assecondare il suo ego. Sei spigliata a letto e non hai mai l’emicrania, sei una buona confidente, una complice, un’amica.
E stai sbagliando, su tutta la linea. Infatti all’improvviso lui si innamora, ma mai di te.
Però ti ringrazia: è merito tuo se ha trovato l’amore. E tu ti arrovelli, ti domandi dove hai sbagliato e come abbia fatto un’altra, in cosí poco tempo, a riuscire là dove invece tu hai fallito.
Io le ho studiate a fondo e me ne sono fatta un’idea ben precisa. Le gatte morte sono geniali.
Dietro la loro apparente passività si nasconde una forza, un’aggressività senza pari. Sono burattinaie che muovono i fili di marionette inconsapevoli. Non c’è niente da fare. Contro di loro non esistono armi. Ve lo dico con tutto il cuore, arrendetevi! Perché gatta morta si nasce, non si diventa. […]
Ora che ho la coscienza pulita per avervi messo in guardia nei confronti della categoria, posso continuare a raccontarvi come le gatte morte hanno rovinato la mia vita. Forse saperlo aiuterà qualcuna di voi.-

Io so di non essere nessuno per stroncare un libro, come fossi chissà chi, ma sono una lettrice che i libri li acquista e perciò credo di avere il diritto di dire la mia. E siccome sono onesta, non li pubblicizzo soltanto i libri, ma dico esclusivamente quel che penso.  Ho acquistato questo libro in offerta (per fortuna) e come lettura da “sotto ombrellone”. Dopo qualche pagina avrei voluto sotterrarlo sotto la sabbia. Eppure di libri stupidi ne ho letti! Una ironia forzata e falsa, situazioni al limite della realtà, solo per avvalorare la tesi che la protagonista, non essendo nata “gatta morta” fosse destinata ad essere eternamente sfigata. Io che di fortuna nella vita non è comunque avuta troppa, mi sono quasi sentita “offesa” da questa evidente continua menzogna. E ancora mi chiedo come sia possibile che questo libro il primo dell’autrice (e per quel che mi riguarda l’ultimo che leggerò) sia stato un successo per la critica. L’unica cosa che mi ha fatto sentire vagamente vicina alla protagonista  i frequenti attacchi di colite. Per il resto, se qualcuno lo volesse, il libro glielo regalo!

 

CITAZIONI

  • Perchè vado sempre ai matrimoni degli altri, rigorosamente sola e capito ai tavoli dove ci sono solo coppie? Dovrebbero fare un tavolo separato per i single. Per i bambini lo fanno, non vedo perchè non dovrebbero farlo per noi.
  • Fin da bambina mi sentivo sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato.
  • La gatta morta riesce ad essere perfetta in ogni circostanza, si ubriaca con un sorso di birra senza però mai essere scomposta e quando sorride durante una cena non ha mai, e dico mai, l’insalata tra i denti.
  • A una gatta morta tutto questo non sarebbe mai successo. Avrebbe studiato con più attenzione la sua preda e non si sarebbe buttata senza paracadute.
  • Credo che gli incontri nella vita non avvengano a per caso. Noi ci siamo cercati e, una volta trovati, non ci siamo più lasciati.
  • So solo che cercavo il grande amore e  quei ragazzi anche, a lo trovavano sempre in qualcun’altra.
  • La gatta morta è una categoria poco conosciuta, nascosta, ma anche micidiale. Ha pochi pensieri, chiari, semplici, Nessuna dietrologia, nessuna complicazione.
  • Infatti all’improvviso lui si innamora, ma mai di te.
  • Gatta morta si nasce, non si diventa.
  • Non  mi sentivo all’altezza e come spesso accadeva non ero in grado di controllare la mia emotività e le mie insicurezze.
  • Una gatta morta non è comica, è seducente.
  • E’ più facile essere uccisi da un terrorista che capire gli uomini.

 

 

 

Lascia un tuo pensiero!