V

ROBERTO VECCHIONI

La vita che si ama

DAL RISVOLTO DI COPERTINA:

È inutile chiedersi cosa sia la felicità, o come fare a raggiungerla. Lo scrive un padre ai propri figli nella lettera che apre questo libro: la felicità, spiega, non è una questione d’istanti, ma una presenza costante, che corre parallela a noi. Il problema è saperla intravedere, imparando a non farci abbagliare. Il padre è Roberto Vecchioni. Sono per i suoi figli – Francesca, Carolina, Arrigo e Edoardo – i racconti che compongono il volume. Dalle bizzarrie vissute insieme a loro, a episodi comici e drammatici della sua carriera di insegnante; dagli amori perduti o ritrovati fino a un ritratto vivo e passionale di suo padre Aldo, Vecchioni attinge alla propria biografia per costruire un vero e proprio manuale su come imbrigliare la felicità, senza farla scivolare via finché non diventa soltanto un ricordo. Ma ci sono anche le canzoni, scritte in un arco di quasi quarant’anni. Ci sono squarci letterari: un racconto dalle Mille e una notte, la storia di Paolo e Francesca, il mito di Orfeo ed Euridice, un frammento di Saffo. Cè l’amata Casa sul lago, testimone di tanti momenti, alcuni dei quali difficili e persino spaventosi. Roberto Vecchioni ci conduce in un viaggio personale lungo quello che chiama «il tempo verticale», uno spazio che tiene uniti tra loro passato, presente e futuro, dove nulla si perde. D’altronde «la felicità non è un angolo acuto della vita o un logaritmo incalcolabile o la quadratura del cerchio: la felicità è la geometria stessa».

Vecchioni è un poeta. Lo dimostrano le sue canzoni. Ma è anche un professore di latino e greco, e personalmente mi ha sempre ricordato il mio amato professore del ginnasio. quando ho incontrato questo libro non ho potuto fare a meno di comprarlo e leggerlo. Il primo paragrafo mi ha assolutamente conquistato. Il resto non ha retto il confronto con un incipit meraviglioso. Ma è stato comunque una lettura alla quale sono felice di non aver rinunciato.

CITAZIONI

  • La felicità non si definisce, c’è, c’è sempre, e non solo negli attimi che sconvolgono il cuore, ma nella consapevolezza sognante e progressiva dell’esserci e non subirla, la vita.
  • La serenità è un’altra storia. E’ un’imitazione scadente, una polvere aerea, un effetto placebo che confina miracolosamente con la noia.
  • Gli entusiasmi inutili sono sbronze dell’anima e il giorno dopo lasciano secchi ed aridi, con la bocca impastata di sete. Ma gli entusiasmi veri, che meraviglia: da strapparsi la pelle, da urlare a squarciagola spruzzandosi di oceano: non c’è confine alla gioia dichiarata.
  • A furia di ricordarmi di vivere vivevo senza ricordi.
  • Se lei non ci fosse non sarei chi sono, non mi potrei permettere chi sono.
  • Io lo sai come sono, penso che tutto debba essere eterno quando è bello, quando stai bene.
  • Non ho mai rinunciato a niente, non mi sono mai messo per secondo in fila.

Lascia un tuo pensiero!