Maestra Marisa

Una parte importante della mia vita è certamente il mio lavoro. Da 15 anni sono  (non “faccio”) insegnante di sostegno. Sono laureata in Pedagogia, in possesso del diploma di specializzazione polivalente. Amo il mio lavoro, per quanto oggi sia diventato tanto difficile, fra famiglie sempre più complicate, una organizzazione scolastica sempre più complessa e una scarsa considerazione del nostro ruolo da parte sia della gente comune che delle stesse istituzioni. Nel mio lavoro mi sento sempre “insoddisfatta”, ogni giorno mi chiedo se , e cosa, avrei potuto dare e fare di più per i miei allievi. Purtroppo devo fare i conti con i miei limiti e, come sottolineato, con una istituzione che, nonostante gli studi e le ricerche, oggi più che mai, tende più a ristagnare che ad evolversi ed andare avanti.

L’educazione nasce da una conoscenza, da un incontro con un maestro che sia in grado di restituire alla propria vocazione. Anche io ho avuto la fortuna di incontrare il mio maestro, colui il quale ha fatto nascere in me la voglia di educare, la voglia di una scuola nuova in cui conti, prima di ogni altra cosa, il bambino con le sue potenzialità e le sue possibilità. Egli è stato forse più di un maestro, è stato colui che ha fatto venir fuori da me la mia vocazione e, spero, il mio talento: insegnare.

Un altro incontro fondamentale nella mia carriera, e per la mia vita, è stato quello con la “mia” alunna M. È stata molto più che una allieva da sostenere, è stata una lezione di vita, che mi ha fatto crescere, oltre che umanamente, come “maestra”. Insieme, lei col mio aiuto ed io col suo, abbiamo trovato la strada, in uno scambio reciproco, per raggiungere traguardi che, ho imparato, era possibile conseguire.

Negli ultimi anni scolastici, sono entrata in un “altro mondo”, quello dei non vedenti. Un mondo che spaventa un po’ gli insegnanti, perché richiede una ricerca continua di strategie, di metodi, di materiali sempre diversi e costringe a porsi in una ottica troppo distante dalla nostra. Con tutte le difficoltà, coi momenti di abbattimento, di nervosismo, di stress, l’esperienza fatta in questi 3 anni con F. é stata un arricchimento continuo. Mi ha insegnato davvero tanto, e la cosa più importante che ho imparato è la capacità di essere flessibile mentalmente, di essere “pronta”, di organizzare un lavoro con quello che avevo a disposizione, in poco tempo, riuscendo ad immaginare l’approccio di chi doveva apprendere “al buio”.

Condividere con chiunque sia interessato pareri, esperienze, materiale sarebbe per me una gioia, soprattutto se può essere utile ai “nostri bambini”.

Io comincio con un po’ di foto dei lavori fatti con F. Vediamo dove si arriva….

La matematica é stata la parte più difficile! I non vedenti hanno, ovviamente, una scarsa capacità di astrazione, cioè la capacità di creare nuove categorie che forniscono informazioni sui singoli oggetti delle percezioni.

Ho tentato, ed é stato un grande aiuto, ad applicare il metodo analogico di Camillo Bortolato, insieme agli strumenti che suggerisce e che utilizza. Il primo strumento sono certo le mani, ma i bambini non vedenti hanno difficoltà ad utilizzarle per contare e allora…eccole qua! Con il nastro a strappo (velcro) è stato possibile sollevare ed abbassare le dita delle mani “artificiali” e contare insieme. F. ha imparato giocando e non si è neanche accorta delle difficoltà! Bambina contenta, maestra soddisfatta!

image

Una delle maggiori difficoltà che incontra l’alunno non vedente, oltre la carente capacità di astrazione e la ridotta capacità di utilizzare le dita per contare, è proprio nella lettura dei numeri in braille.

I numeri corrispondono alle prime 10 lettere dell’alfabeto,

precedute però dal segnanumero segnanumero braille

Nel braille esistono delle lettere perfettamente speculari, per la lettura delle quali è necessario che il bambino abbia sviluppato in maniera completa le abilità spaziali e la capacità di orientarsi in maniera adeguata nel piccolo spazio. Nonostante queste siano maturate, però, è normale che l’allievo non vedente incappi nell’errore quando legge i numeri perchè, se nella lettura della parola è aiutato e sostenuto dal contesto, dal significato e dalla globalità del termine, nella matematca e nella lettura del numero, egli non ha alcun riferimento che lo protegga dall’errore. I numeri che il bambino può confondere facilmente sono

il 4 braille-numeri - Copia e il 6 braille-numeri,

il 5 braille-numeri - Copia - Copia e il9 9

l’8 8 e lo 0 0

Tramite esercizi di lettura di mumeri, tramite esercizi per la spazialità e esercizi di abilità fino-motoria, si potrà cercare di consolidare l’apprendimento dei numeri e la lettura corretta delle cifre.

In questa attività, per esempio, si chiede all’allievo di riconoscere l’oggetto che si trova nella stessa psizione del modello:

10311764_10205254039104838_4857414219046947850_n

Un’altra attività utile per l’orientamento, soprattutto nel piccolo spazio sono i percorsi.

in questa attività alla bambina è stato choesto di partire dal pallino e seguire il percorso tattile verbalizzando la direzione in cui ci si muoveva (i disegni sono realizzati con i colori 3d).

percorsi

Utili anche gli esercizi sulla lateralizzazione:

indicare quali oggetti si trovano ala destra e alla sinistra della bambina riprodotta (per i contorni del disegno è stata usata la colla a caldo). Per facilitare il lavoro all’allieva, inizialmente è stato legato un nastrino sul polso destro; non appena il concetto è stato interiorizzato questo non è stato più necessario.

lateralizzazione

Utile anche la localizzazione degli oggetti in un reticolo.

reticolo

 

 

Uno strumento molto importante, per lo studio della matematica, è la dattiloritmica. Un po’ meno usata del cubaritmo, si è rivelata per la mia alunna più semplice da utilizzare e le ha permesso di raggiungere risultati migliori.

Utile anche la localizzazione degli oggetti in un reticolo.

dattilo

La dattiloritmica è un sussidio composto da tasti posti su file parallele e perpendicolari tra loro. Premendo con le dita si solleverà un punto che verrà a trovarsi a rilievo rispetto al piano; la combinazione degli indicatori tattili formeranno il numero. E’ uno strumento che permette lo svolgimeno di operazioni aritmetiche in colonna. La scrittura per l’allievo è agevolata ed è uno strumento importante per il rinforzo dei concetti spaziali.

dattiloritmica

I segni delle operazioni (più, meno, per, diviso) non si scrivono ma si dichiarano oalmente all’alunno.