Dolori e dolori

Ci sono persone e persone. Ci sono dolori e dolori. Ci sono amori ed amori. Spesso le persone che vivono grandi dolori imparano ad amare di più.
Di dolori ( e quando parlo di dolori, mi riferisco a dolori veri ) ne ho attraversati tanti e tanti ne ho superati.
Ognuno di essi ha lasciato una cicatrice e mi ha fatto prendere maggiore consapevolezza di me, delle mie possibilità, ha fatto sì che io crescessi, migliorassi, o, almeno, mi conoscessi meglio. Ho perso tanto e ho guadagnato altrettanto. Ho sicuramente conosciuto tutte le emozioni possibili, in tutte le intensità immaginabili. Non sono una eroina, ma sicuramente sono una che ha imparato a combattere e a non arrendersi tanto facilmente. Non lo farò neanche adesso, né contro chi pensa, opera e agisce con cattiveria (gente che non mi provoca neanche rabbia, ma solo pena: deve esser triste davvero non avere percezione e conoscenza del BENE), né contro certe angosce in cui mi trovo immersa, mio malgrado. Lotterò con amore: l’unica “arma” contro cui non ci sono scudi, difese, resistenze. Ma soprattutto lotterò per amore. Perché ho imparato ad amare certe persone più di quanto ami me stessa e per loro sono capace di affrontare qualsiasi battaglia.
E nessuno, dico NESSUNO, su questa terra potrà impedirmi di proteggere chi amo, per nessuno motivo al mondo.
“Stringo i pugni e rido ancora, che la vita è questa sola…..
Sai che ogni notte io faccio una preghiera a Dio….con la certezza che ci sia una realtà che va al di là di questa comprensione mia…”

Arrivata a questo punto…

Arrivata a questo punto della mia vita non posso e non voglio permettermi di essere tollerante con chi non merita la mia tolleranza, di essere compiacente con chi è falso e ipocrita, di essere gentile con chi non sa che cosa sia il rispetto e l’educazione.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso più trascurare le mie esigenze per chi pensa solo al suo profitto; per chi vuole manovrarmi, controllarmi; per chi non è leale, trasparente, per chi è troppo concentrato su se stesso e non riesce a muoversi oltre i propri interessi.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso più acconsentire ad essere ferita, afflitta, turbata da chi non ha niente da dare se non perfidia, malanimo e meschinità.

Non posso più subire senza ribellarmi, senza oppormi, senza insorgere contro l’egoismo, l’avidità e l’avarizia di sentimenti.

Arrivata a questo punto della mia vita, non posso lasciarmi scalfire da parole indegne, da gesti ignobili, da azioni spregevoli.

Non posso compiacere richieste eccessive, esigenze esasperate, bisogni eccedenti.

Arrivata a questo punto, non ho tempo da perdere con chi non è degno del mio tempo, non ho vita da sprecare con chi non è all’altezza della mia vita.

Sono arrivata fin qui con affanno, lottando con caparbietà, ostinazione, con cocciutaggine, con la costanza di chi insegue un sogno col coraggio della speranza. Ci sono arrivata tamponando mancanze, sanando ferite, ricucendo strappi, sanando rotture. Superando, da sola, sconforto, umiliazioni, delusioni.

Per questo, arrivata a questo punto della mia vita, sono disposta ad amare unicamente me stessa e chi mi ama.

 

 

Un uomo che ha amato le donne

Le ho amate, le donne.
Le ho osservate passeggiare sul viale della loro giovinezza, fresche come una carezza e fragranti come un croissant sbocconcellato in un caffè all’aperto, una piccola città con il sole che sorge da dietro le spalle, dalle montagne, e che affonda nel mare a sera, i piedi stanchi di camminare sulla battigia.
Le ho guardate negli occhi, nel fondo della loro anima scura e tormentata, i loro sogni disattesi le loro speranze disilluse, nel loro cuore ancora almeno un sogno, più di una speranza.
Le ho incontrate in sere di inverno annoiate e vuote mentre, stordite, si affannavano verso una luce lontana e fioca, in mattini di primavera quando il loro viso brillava di felicità, in pomeriggi d’estate così caldi che toglievano loro il respiro ma non la voglia di respirare ancora, e ancora.
Le ho prese per mano, irrequiete per l’impazienza di dover attendere ancora, darsi è così facile, trattenere vuol dire non lasciare più andar via, stammi vicino, stai ancora un po’, non restare, vai via, non andartene mai più.
Le ho ascoltate raccontare e raccontarsi, dare spazio alla loro immensa fantasia, sembrare così sicure per non apparire così fragili, ho riso alle loro grandi verità, sorriso alle loro piccole bugie.
Le ho abbracciate stringendole così forte da togliere loro il fiato, sentirle sussurrare appena, non smettere di abbracciarmi mai, non abbracciarmi mai meno di così.
Le ho messe a letto alla fine della giornata, le ho coperte con lenzuola pulite e profumate, la notte non fa poi così paura se non si è soli, se non si è soli non sembra nemmeno notte, la notte.
Le ho risvegliate all’alba di un nuovo giorno, ogni giorno è il primo giorno, profumo di labbra che si uniscono, occhi lucidi per il pianto, lacrime, gioia, latte caldo vicino, sul comodino.
Le ho amate una ad una, una per volta, ognuna di loro era talmente grande che sembrava contenerle tutte, tutte insieme.
Quanto le ho amate, le donne. Le donne, le ho amate davvero.

(Davide Faloppa)

https://legestadistephen.blogspot.it/

Amore per sempre

Lei non ha imparato ad amare. Lei piena d’amore c’è nata. E più cresceva, più l’amore che aveva dentro cresceva con lei.

Amore per tutto e tutti.

Amore per la sua famiglia, per i suoi giochi, per lo studio, per le sue passioni.

Amore per la sua casa, per la strada che percorreva ogni giorno, per i pomeriggi di pioggia e per le primavere trascorse a mangiare fragole e panna e a fare gite in campagna.

Amore per il suo diario segreto, per i suoi vestiti rosa, per le sua amiche, per i compagni di scuola.

Amore per il suo uomo, per tutto ciò che li circondava, per i film romantici, per i telefilm americani, per la musica, per il teatro, per i suoi cuginetti più piccoli, per gli anziani che piano piano sono andati via.

Amore per il lavoro, per la sua  macchina nuova, per la conoscenza, per le sfide, per gli animali, per i più deboli, per i più forti.

Amore per…un nuovo amore,

Amore per l’amore.

Anche quando quest’amore è stato illogico, immotivato, incompreso ed incomprensibile, irrazionale e non ricambiato, lei ha amato.

Come un istinto incontrollato ed incontrollabile, l’amore c’è sempre stato, ostinato, incessante, implacabile ed insistente. A volte sprecato.

Amore sempre presente, sempre verso qualcosa o qualcuno fuori di lei.

Amore per lei? Amore negato.

amore

Ragazza mia

Ragazza mia, fermati cinque minuti e ascoltami.

Tu sei bella, sei importante, sei preziosa e meriti il meglio.

Non permettere a nessuno, neanche a chi dice di volerti bene, di rubarti i sogni, di toglierti le speranze, di privarti delle tue aspettative, di sottrarti la tua identità.

Non pensare mai di non essere abbastanza, non credere di non essere all’altezza, non convincerti che devi fare qualcosa di più per essere apprezzata.

Tu vali per quello che sei, non per quello che fai, e nessuno deve mancarti di rispetto, deve ferirti, condizionarti, farti del male, deve rubare la tua libertà.

Tu sei preziosa. Non regalarti, lasciati conquistare. Pretendi attenzioni, aspira al meglio, aspettati amore vero.

Segui le tue inclinazioni, abbandonati alle tue aspirazioni, concediti di scegliere, realizza i tuoi desideri, affezionati a te stessa, regalati il meglio possibile.

Difenditi dalla cattiveria. Fuggi dai pericoli, preservati, abbi cura di te.

Guardati dai falsi amici, fidati delle persone giuste e quando soffrirai, perché soffrirai, non umiliarti mai.

Perdonati i passi falsi che farai, perdonati le scelte sbagliate.

Perdona pure chi ti colpirà, ma non dimenticare. Mai.

Non temere di piangere, di mostrare le tue fragilità, vivi i tuoi dolori, ma sii forte abbastanza da rialzarti dopo ogni caduta. Non arrenderti mai.

Fidati di te stessa: hai dentro di te l’intuito infallibile delle donne, se non lo lascerai inascoltato lui ti guiderà sempre nella giusta direzione.

Ridi, divertiti, assapora la vita, gusta la gioia, insegui la felicità, non accontentarti della mediocrità.

Dona al mondo il meglio di te e prendi il meglio del mondo.

“Vola in alto con la testa e stai con i piedi a terra”

ragazza mia

Se mi innamoro….

Un uomo ed una donna si incontrano, si piacciono, si innamorano. Si innamorano degli occhi, dei gesti, della fisicità; si innamorano di quel modo particolare di muovere le mani o della strana andatura. Sorridono e ridono, mangiano poco perché lo stomaco è occupato dalle proverbiali farfalle, possono dormire anche solo poche ore a notte per stare a chiacchierare ed avere comunque delle splendide giornate, in cui non sentono stanchezza ma solo quello stato di particolare e caratteristica euforia.

Ma, si sa e non lo dico io ma studi scientifici testati, “l’innamoramento non è amore”, e spesso il passaggio dall’una all’altra fase non è così scontato.

L’innamoramento, dicono, è come una ubriacatura. Senza tirare in ballo le sostanze chimiche che si scatenano, l’amigdala e quant’altro, questo stato di beatitudine, questa gioiosa esaltazione pare duri al massimo per due anni.

Dopo di che l’azzurro del principe scolorisce, il corteggiamento cessa, l’incanto si interrompe.

Il problema è che spesso ci si innamora più dell’idea che ci si fa dell’altro che di come egli sia effettivamente nella realtà. Molto spesso perché non si ha ancora idea, di come sia l’altro nella realtà.

Se è vero che le donne sono quelle che hanno poca aderenza all’oggettività, gli uomini sono bravissimi a sembrare tutti “principi azzurri”, quando sono nella fase del corteggiamento.

Se gli uomini potrebbero adagiarsi in un rapporto comodo, se funzionale alle loro esigenze, le donne continuano a sollecitare quelle attenzioni che man mano vengono meno, non riuscendo a rassegnarsi ad una routine che avevano creduto di non dover mai subire.

Per le donne i complimenti cominciano a scarseggiare, le attenzioni le ricevi solo se monti un palo per la lap dance in camera da letto e i fiori giusto se passi a miglior vita prima di lui, ma al solo al funerale, perché non hai il tempo di diventare cenere che già ha trovato di nuovo compagnia.

Pure i poveri uomini, dal canto loro, rischiano di trovarsi in casa una donna stressata, lamentosa e anche un po’ nevrastenica che ai completini intimi super sexy ha improvvisamente preferito pigiamoni e orribili calzini antistupro.

A quel punto si dovrebbe passare allo step successivo, quello dell’amore. E questo è un passaggio serio e importante.

Se ne frattempo non sono stati fatti gesti e scelte avventate, come matrimonio o figli, vale la pena di fermarsi un attimo e chiedersi che cosa offrono quel rapporto e quella persona, chiedersi che cosa si vuole davvero e che cosa si sente dentro. Tolta l’incoscienza del primo periodo, morte le farfalle, ritrovata la ragione, si dovrebbe essere in grado di capire la persona che si ha accanto, le potenzialità del rapporto e, eventualmente, anche i pericoli di quella storia.

Rientrati in contatto con se stessi, si dovrebbe ristabilire un sano equilibrio fra il proprio benessere e quello dell’altro.

Se la persona che prima vi dichiarava che avrebbe desiderato stare ore a guardarvi nel letto mentre voi dormivate, adesso ronfa dopo trenta secondi che ha appoggiato la testa sul cuscino; se la persona che vi prometteva brividi e sorprese un giorno sì e un altro pure, adesso si fra trovare in tuta di paille; se la persona che vi riempiva di complimenti adesso non ricorda più il vostro compleanno; se la persona che vi ascoltava con occhi languidi, adesso mentre parlate controlla le notifiche su whatsapp; se nonostante tutto questo quella è la persona che vi rende comunque felici e sapete che senza vi sentireste persi, se non potete immaginare vuoto il suo posto accanto a voi, se avete voglia di tollerare le notti in cui russa più forte, se riuscite ancora a ridere insieme, se ogni tanto ritorna la voglia di qualcosa di speciale, se dareste qualsiasi cosa per il suo benessere oltre che per il vostro, allora il passo è fatto, senza sforzo e senza che ve ne siete neanche resi conto: è amore.

Altrimenti, ritornate sulla piazza, e se riuscite a trovare qualcuno disponibile godetevi altri due anni di amorevole follia!

innamoro

 

Uomini e donne

Gli uomini e le donne sono diversi. Talmente diversi che non si capisce perché siano condannati a vivere insieme.

Gli uomini sono fondamentalmente degli esseri semplici, emotivamente e mentalmente. Se un uomo ha un problema da risolvere, si chiude in un silenzio tombale, si chiude in se stesso, non cerca consigli, difficilmente richiede pareri, elabora il suo piano e trova la soluzione. Se non la trova, laddove può  archivia il problema e passa avanti. A nulla valgono le richieste della sventurata moglie o fidanzata che, avvertendo che c’è qualcosa che non va,  mette in atto una vera e propria campagna investigativa che parte da un bersagliamento di domande, fra le quali la più frequente e più odiata dal malcapitato è “Dimmi a che cosa stai pensando”, a cui seguono solitamente “Ho capito che c’è qualcosa che non va”, “perché non vuoi parlarne?”, “magari posso aiutarti”, “ecco, lo vedi non ti fidi di me, non mi stimi, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”. E i problemi dell’uomo a quel punto diventano due.

Le donne, no. Le donne di fronte ad una circostanza non prevista e sgradevole chiamano la madre, le amiche, cercano opinioni, pareri, punti di vita diversi.

La donna ne parla continuamente anche da sola, se proprio non c’è nessuno nel giro di qualche chilometro, attendendo che arrivi lui, nell’illusione che si accorga al primo sguardo che c’è qualcosa che non va e si metta insieme a lei a sviscerare il problema e prospettare milioni di possibili soluzioni. Siccome questo generalmente non accade, cioè l’uomo non si accorge che c’è un problema se non dopo che la donna ha sbattuto qualche porta o gli si è parata davanti con occhi umidi e mento tremolante, e siccome dopo aver ascoltato il problema lui propone serafico la soluzione per lui più ovvia senza considerare tutti i possibili scenari, i risvolti e miliardi di conseguenze, ancora una volta la donna ripropone il suo repertorio: “Tu non capisci, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”.

A far sentire amato un uomo ci vuole tutto sommato poco. Dei gustosi piatti cucinati con attenzione, un divano tutto per lui, non chiedergli di toglier le scarpe prima di entrare a casa, cedergli il telecomando e quindi la libertà di rivedere per la milionesima volta le scazzottate di Bud Spencer, un po’ di buon sesso (e dai, diciamocelo!) e non vorrà molto di più.

Le donne hanno bisogno di cose diverse. Ma proprio molto diverse! Le donne devono sentirsi ammirate e apprezzate, hanno bisogno di essere amate e sostenute, di essere capite (possibilmente senza neanche spiegare) e compatite. Hanno bisogno di attenzioni continue, hanno necessità di essere corteggiate e di sentirsi venerate continuamente. Desiderano bigliettini d’amore attaccati al frigorifero, essere accompagnate a fare shopping perché insieme è più divertente, essere aiutate a lavare i piatti, ricevere un massaggio ai piedi ogni tanto e un paio di messaggi romantici al telefonino a settimana. Hanno bisogno di sentirsi dire che sono belle, che cucinano da Dio, che nessun’altra al mondo potrebbe dare ad un uomo quello che danno loro. Tutto ciò con regolarità, senza possibilità di periodi di “sospensione” e con il dovuto trasporto, pena la solita tiritera “Tu non capisci, non mi stimi, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”.

Gli uomini tendono al successo e alla realizzazione professionale, hanno bisogno di essere apprezzati per quello che fanno soprattutto fuori casa. Quando parlano del loro lavoro, SE parlano, hanno bisogno di sentirsi ammirati e apprezzati per i loro buoni risultati, e dopo che hanno finito di raccontare dei loro successi, passano allo stato catatonico davanti al tg della sera.

Le donne parlano di sentimenti, di emozioni, di desideri e bisogni; praticamente di tutte quelle cose che gli uomini considerano superflue. Non perché non provino sentimenti o emozioni, non perché non abbiano desideri e bisogni, ma semplicemente perché ritengono superfluo parlarne passati tre mesi dall’inizio del rapporto. Per questo, le donne, sentendosi trascurate ricominciano con il solito “Tu non capisci, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”.

Eppure….

Eppure gli uomini non posso stare senza le donne e le donne non riescono a fare a meno degli uomini. Perché al di là delle differenze, al di là dei “Tu non capisci, non mi ami, sei un cretino, Dio mio quanto ti odio”, se due persone si amano, trovano sempre un punto di incontro. Se due si amano, capiscono che il proprio compagno non è perfetto, che il rapporto ha bisogno di cure, ma che, col buon senso, un po’ di compromessi e la disponibilità alla condivisione, con la comprensione delle rispettive necessità, dopo malintesi o disaccordi, si può tornare sempre alla perfetta armonia che ci ha fatto innamorare e a ringraziare la buona sorte che ci ha fatti incontrare.

uomini e donne

E mi ricordo quel mare azzurro e limpido

E mi ricordo quel mare azzurro e limpido, il caldo afoso degli ultimi giorni di un’estate tormentata e detestabile, stagione di ferite sanguinanti e anima afflitta. Di voglia, senza speranza, di conquistare una vita sconosciuta.

In una via acciottolata, sotto il sole cocente di un mezzogiorno qualsiasi, due cuori offesi si incontrano, si sorridono, si riconoscono, dimenticano paure, apprensioni, dubbi e si concedono l’uno all’altro ed insieme al desiderio di credere che sia possibile rinascere, ritornare alla vita, ricominciare a sorridere e ridere ed amare ancora e ancora di più.

Lui, andatura dinoccolata, unghie rosicchiate, sorriso disarmante ed entusiasmo coinvolgente.

Lei, rigida e chiusa in un imbarazzo che toglie fiato e parole, occhi protetti dagli occhiali da sole che sbirciano curiosi ma timidi un volto nuovo, sconosciuto ma inspiegabilmente familiare.

Un pacchetto di dieci Baci Perugina da cui mancano due cioccolatini perché l’otto disteso, diceva lei, ricorda il simbolo dell’infinito.

Un bacio inatteso ed impacciato, la gioia, il turbamento, il timore di quello che da lì in poi sarebbe stato.

È stato amore, semplicemente amore.

Amore che abbatte resistenze, paure, la perenne sfiducia che qualcosa di bello possa finalmente capitare.

Amore con mille difficoltà, alcune volute dalla vita, altre da chi ha odiato, da subito, i sorrisi e la felicità, l’essere amanti, amici, sempre uniti e solidali, nel bene e nel male. Sempre insieme, senza ripensamenti, senza esitazioni, senza intervalli. Con costanza e perseveranza, senza riserve, incertezze, tentennamenti.

Me lo ricordo quel 29 agosto di sette anni fa quando, sullo sfondo di quel mare azzurro e limpido, con quel caldo afoso degli ultimi giorni di un’estate tormentata e detestabile, lui è arrivato inaspettatamente nella mia vita, ad urlarmi “Ti amo” da sotto un balcone, a sconvolgermi meravigliosamente la vita, ad insegnarmi che “trovare la propria metà” non è una favola, un sogno irrealizzabile, una invenzione di poeti folli; che l’amore è rispetto, vicinanza, condivisione, comprensione; è essere una cosa sola senza smettere di essere se stessi, conservando le proprie caratteristiche, le proprie peculiarità,.

Sono trascorsi sette anni: ci siamo conosciuti, apprezzati, a volte tollerati, ci siamo abituati ai difetti e ci siamo trasformati. Due persone che si completano, trovano appagamento, compiutezza, soddisfazione, pace, serenità. Quiete.

Insieme da sempre e sempre insieme.

Ed io oggi so, più di allora e con più convinzione, che se tornassi indietro, farei tutto quel che ho fatto, soffrirei tutto quel che ho sofferto, aspetterei di nuovo tutto il tempo che ho aspettato se questo servisse ad arrivare sempre a lui.

“So che per qualche motivo, ogni passo che ho fatto da quando ho imparato a camminare, era un passo verso di te!”

E mi ricordo

Ahi mì amor

Lo negherò sempre perfino con Dio che a volte il pensiero vagando di suo
ritorna a cercarti esulta al ricordo.
Poi torna a sfinirmi cattivo e testardo.
E penso alla notte che sola dormivo
e tu pur sapendo che sola morivo,
chissà da che braccia non sei più tornato
e allora mi dico non mi hai mai amato.
E canta il cuore non era amore.
Ahi, mì amor di quella nostra storia io,
Ahi, mì amor non capirò mai niente
Ahi, mì amor con questo dubbio resterò
tutta la vita non saprò
se mi hai amato oppure no.
Ricordo Dicembre la neve la gente,
e tu che nel traffico lento, irritante
bloccando la strada hai spento il motore
per dirmi mi vedi io muio d’amore.
I clacson suonavano come impazziti,
noi fuori dal mondo ci siamo baciati,
neppure a tre ore da quel capodanno
a cui non venisti giocando d’inganno.
E insinua il cuore non era amore.
Ahi, mì amor di quella nostra storia io,
Ahi, mì amor non capirò mai niente
Ahi, mì amor con questo dubbio resterò
tutta la vita non saprò
se mi hai amato oppure no.
E poi lunghi mesi in cui stavo male,
in cui non sapevo dormire o pregare
diceva il dottore è lei che lo vuole
c’è un filo diceva tra mente ed il cuore
E allora di colpo ti ho visto vicino.
la notte ed il giorno un lungo cammino
E quando ho ripreso a sorridere ancora
ho girato la testa ma ero già sola.
E insiste il cuore non era amore.
Ahi, mì amor di quella nostra storia io,
Ahi, mì amor non capirò mai niente
Ahi, mì amor con questo dubbio resterò
tutta la vita non saprò
se mi hai amato oppure no.

(Serrat- Limiti)

 

Istruzioni d’amore

Si dice che in amore si deve dare più che ricevere.

Io dico che si deve dare quanto si riceve.

Si dice che in amore sia normale soffrire.

Io dico che si può e si deve amare senza farsi lacerare l’anima.

Si dice che la vera passione debba provocare tormento.

Io dico che ci si può abbandonare senza perdersi.

Si dice che in amore bisogna donarsi totalmente.

Io dico che non bisogna lasciarsi risucchiare.

Si dice che in amore ci si debba dimenticare di se stessi.

Io dico che l’amore debba servire a trovare la propria vera essenza.

Si dice che in amore si debba imparare a modellarsi sull’altro.

Io dico che l’amore debba valorizzare quello che si è.

Si dice che in amore prima o poi si smette di sognare.

Io dico che l’amore debba nutrirsi di ambizioni e speranze.

Si dice che in amore si diventa una sola cosa.

Io dico che è necessario mantenere la propria identità senza perdere di vista i propri valori.

 

Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:

Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.

Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.

Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,

Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.

Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,

Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.

E siate uniti, ma non troppo vicini;

Le colonne del tempio si ergono distanti,

E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

 

Kahlil Gibran

inamore