L’arte del dubbio

Chissà se sono intelligente o smisuratamente cretina, ma nonostante io sia entrata da un bel po’ nell’età della maturità, non ho le idee chiare su molte e cose e mi concedo spesso il diritto di cambiare idea.

Non so con assoluta certezza e fuori da ogni ragionevole dubbio chi sono e chi diventerò (chissà poi quando si smette di “diventare”) e spesso non riesco a distinguere con chiarezza che cosa sia assolutamente giusto o nettamente sbagliato. Intorno a valori e principi che sono punti fissi su cui ruota tutta la mia vita, ci possono essere aspetti e questioni di questa strampalata esistenza che mi lasciano perplessa e sui quali ho pareri diversi, a volte addirittura antitetici.

Non sono certa che questo sia mancanza di coerenza ma credo piuttosto che significhi imparare, giorno dopo giorno, a guardare la vita, le cose, le persone e le situazioni da un punto di vista diverso, nuovo; credo che significhi modificarsi, cambiare, modellarsi, adattarsi ai contesti, alle contingenze.

Rimanere sempre della stessa idea, irrigidirsi nelle proprie posizioni, arroccarsi sulla necessità della congruenza, a volte diventa una scusa dietro la quale nascondiamo la paura di evolverci, di sperimentare idee e situazioni nuove, per evitare il rischio di vedere la vita sotto un’ottica diversa.

Niente rimane uguale nel tempo e per sempre.

Non rimane uguale la mente: si matura, si sperimentano nuove idee, si impara dai nuovi incontri, leggendo un libro, guardandosi intorno, assistendo a quel che accade nel mondo.

Non rimane uguale il corpo, che con gli anni si modifica, si trasforma, dalle rughe ai chili in più.

Cambiano pure gli interessi, le amicizie, gli obiettivi della vita.

Cambiano le persone che ci vivono accanto, dandoci conferme o delusioni.

Perciò mi assolvo per le mie continue mutazioni, mi concedo il lusso di cambiare idea, mille, mille e mille volte ancora e lascio agli altri (poveri loro!)  la convinzione, giusta o sbagliata che sia, di essere in possesso della verità assoluta.

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