Non tornare….

Non tornare, sulle rovine della mia vita, a ricordarmi che ci sei stato.

Non tornare, ora che hai capito che sono il tuo più grande rimpianto, a dirmi che non hai mai potuto fare a meno di me.

Non tornare per raccontarmi quanto mi hai amato, quanto mi hai voluto, quanto adesso hai bisogno di me.

Mi amavi, dici.

Ma te ne ricordavi quando passavi da una donna all’altra, quando mi lasciavi ad aspettarti, quando mi mettevi all’angolo, quando mi stordivi di menzogne, quando riempivi la mia vita di promesse che non mantenevi?

Non ti ricordavi di amarmi quando mi facevi sentire inadeguata e colpevole di non essere all’altezza, quando mi umiliavi, quando le tue mani colpivano il mio viso e le tue parole mi trafiggevano il cuore?

Forse lo dimenticavi, quando le mie lacrime erano per te motivo di orgoglio, quando mi ferivi per il piacere di farlo e poi sulle ferite mettevi il sale, quando mi regalavi dolore, sicuro che mi avresti sempre ritrovata.

Quando manipolavi perfino i miei pensieri, quando pretendevi senza dare, quando mangiavi sulla mia pelle, ti nutrivi dei miei sentimenti, risucchiavi la mia esistenza e godevi nell’esercitare un perverso potere.

Tu torni.

Egoista come sempre, torni.

E speri che io ti tenda la mano, per tirarti su dal nulla in cui sei precipitato, dalla melma in cui ti sei invischiato, per liberarti dalla prigione che ti sei creato. Per cacciare via la tristezza dalla tua vita, per porre rimedio ad una realtà che ti vede sconfitto.

Ma adesso, vedi, in ginocchio ci sei tu.

Io sono in piedi e potrei spingerti giù, più in fondo all’orrore che tu stesso hai costruito; ma si perderebbe quella sana differenza fra te e me.

Giro le spalle e vado per la mia strada. Indifferente, serena, libera.

Libera da te, dal tuo ricordo e da ogni desiderio di vendetta.

“Buona vita”.

non tornare