Ragazza mia

Ragazza mia, fermati cinque minuti e ascoltami.

Tu sei bella, sei importante, sei preziosa e meriti il meglio.

Non permettere a nessuno, neanche a chi dice di volerti bene, di rubarti i sogni, di toglierti le speranze, di privarti delle tue aspettative, di sottrarti la tua identità.

Non pensare mai di non essere abbastanza, non credere di non essere all’altezza, non convincerti che devi fare qualcosa di più per essere apprezzata.

Tu vali per quello che sei, non per quello che fai, e nessuno deve mancarti di rispetto, deve ferirti, condizionarti, farti del male, deve rubare la tua libertà.

Tu sei preziosa. Non regalarti, lasciati conquistare. Pretendi attenzioni, aspira al meglio, aspettati amore vero.

Segui le tue inclinazioni, abbandonati alle tue aspirazioni, concediti di scegliere, realizza i tuoi desideri, affezionati a te stessa, regalati il meglio possibile.

Difenditi dalla cattiveria. Fuggi dai pericoli, preservati, abbi cura di te.

Guardati dai falsi amici, fidati delle persone giuste e quando soffrirai, perché soffrirai, non umiliarti mai.

Perdonati i passi falsi che farai, perdonati le scelte sbagliate.

Perdona pure chi ti colpirà, ma non dimenticare. Mai.

Non temere di piangere, di mostrare le tue fragilità, vivi i tuoi dolori, ma sii forte abbastanza da rialzarti dopo ogni caduta. Non arrenderti mai.

Fidati di te stessa: hai dentro di te l’intuito infallibile delle donne, se non lo lascerai inascoltato lui ti guiderà sempre nella giusta direzione.

Ridi, divertiti, assapora la vita, gusta la gioia, insegui la felicità, non accontentarti della mediocrità.

Dona al mondo il meglio di te e prendi il meglio del mondo.

“Vola in alto con la testa e stai con i piedi a terra”

ragazza mia

SCUSATE SE SONO GIOVANE…….

…..e concedetemi il diritto di sbagliare. Sì, lo so, voi adulti vorreste solo aiutarmi, vorreste che io evitassi di fare certi errori dovuti alla mia inesperienza, vorreste che imparassi da voi. Ma io non posso imparare da voi, come voi non avete imparato dai vostri genitori; devo sbatterci la testa e farmi male.  Lasciate che io sperimenti la vita senza dirmi che mi ripetiate che “sono eccezionale”, ma facendo in modo che io mi metta alla prova e che tragga da sola dalle difficoltà superate la fiducia in me stessa. Ecco, voi semmai dovete esserci quando tornerò piangendo, quando vi chiederò una mano per rialzarmi. Preoccupatevi di essere dei punti di riferimento sicuri e vigilate affinché il male che mi faccio non sia troppo.

Ma pensate davvero, voi adulti, che esser giovani oggi sia così semplice? Ritenete sul serio che la libertà di cui godiamo sia facile da gestire, pensate davvero che sia agevole muoversi in questo mondo globale in cui ci avete introdotti? Credete che sia semplice dirigersi fra virtuale e reale, rimanere bombardati da informazioni che ci tempestano da ogni dove senza esserne frastornati? Ci dite che noi abbiamo il mondo a portata di mano, anzi “di clic” e che voi, al contrario, alla nostra età dovevate faticare per sapere, per conoscere; ma non immaginate neanche che tutto questo ci coglie impreparati. Se sbagliamo ci punite, ci togliete il telefono, disattivate whatsapp, non ci fate fare lo “snappino”. Ma state punendo noi o voi stessi, inconsapevolmente colpevoli di non conoscere i rischi di questo mondo e di non darci gli strumenti per difenderci?

E poi, Santo cielo, mettevi d’accordo con voi stessi! Ci dite che siamo adulti quando vi serve condannandoci ad essere liberi, ma poi vi sostituite a noi e diventate rigidi appena temete che potremmo mettervi di fronte a nostri errori e, quindi, ad un vostro fallimento. E non assumete quell’atteggiamento vittimistico, se e quando qualcosa non va come vi sareste immaginato, rinfacciandoci i sacrifici fatti per noi! Credetemi, ve ne siamo grati davvero e ve ne saremo grati ancora di più una volta cresciuti, ma adesso avremmo solo voglia di urlarvi che NO, non vi abbiamo chiesto noi di nascere e sottoporvi a tanta fatica! Semmai, ogni tanto diteci “no, non ce la faccio”: ci insegnerete a dimenticare per un po’ noi stessi e a prenderci noi cura di voi.

Non fateci pagare colpe che non abbiamo. Ci avete lasciato in eredità una società in cui scarseggiano i valori, ci avete distrutto le famiglie, ci avete insegnato che tutto è precario e perituro, ci avete inculcato che contano i soldi e le cose materiali (altrimenti perché stareste più a lavoro che con noi?). Non vi stupite, allora, se vogliamo l’ultimo modello di telefonino e se ci rimaniamo troppo male se non possiamo uniformarci alla massa.

Io sono disposta ad accettare le vostre regole, ma datemene alcune che siano chiare e condivisibili.

E lasciatemi crescere. Aiutatemi a farlo. Quando sarò grande saprò accettare i vostri limiti e le vostre miserie, cari genitori, e prendermi cura IO di VOI.

©riproduzione riservata

(Photo Davide Algeri)

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